News : raiset, non succede niente?
Inviato da renato zanotti il 27/11/2007 23:51:26 (789 letture)

Debora Bergamini, Niccolò Querci, Mauro Crippa, Clemente J. Mimun, Carlo Rossella, Fabrizio Del Noce, Bruno Vespa protagnisti dell'incredibile manomissione della infomazione nel quinquennio scorso, ora scoperti non vengono cacciati?


Posizione dell'italia nella classifica della liberta' di stampa di FreedomHouse nel quinquennio (scorso): 80' dopo Turchia e vari stati africani:

Protagonisti principali: Debora Bergamini, ex assistente all'immagine di Berlusconi, mandata a fare il dirigente del marketing Rai; Niccolò Querci, ex assistente di Berlusconi e, all'epoca, numero tre di Mediaset; Mauro Crippa, direttore dell'informazione Mediaset; Clemente J. Mimun e Carlo Rossella, all'epoca direttori di Tg1 e Tg5; Fabrizio Del Noce, allora e oggi direttore di Raiuno; Bruno Vespa, allora e sempre re di "Porta a porta".

Qualche esempio: Mimun informa Bergamini e la rassicura sul fatto che le notizie più spinose per Berlusconi saranno relegate in coda al servizio di giornata. Del Noce smussa e assicura che Vespa, nel suo programma, accennerà "al Dottore in ogni occasione opportuna". Querci arriva a occuparsi perfino delle vicende del festival di Sanremo (quell'anno affidato a Paolo Bonolis), cioè della trasmissione di massimo ascolto dell'azienda che dovrebbe essere concorrente.

La manona di Mediaset si allunga sulla Rai anche in occasione della morte del Papa: il 1 aprile 2005 viene ordinato al direttore del Tg3, Antonio Di Bella, di togliere la scritta (che passa durante "Primopiano") che la morte del papa è imminente. Gli viene impedito anche di fare la diretta sull'evento, per non disturbare Berlusconi che in contemporanea è ospite di Vespa a "Porta a porta".

Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è pronto per una dichiarazione a reti unificate per onorare Giovanni Paolo II, e subito Bergamini fa la spia al "nemico": allerta prima l'assistente personale di Berlusconi Cavaliere e poi chiede a Del Noce di preparare una performance parallela di Berlusconi.

Le elezioni amministrative dell'aprile 2005 vanno male per Forza Italia; niente paura: Bergamini contatta Querci e con lui concorda la programmazione televisiva, la Rai è obbligata a rallentare le notizie per ritardare e diluire la comunicazione della sconfitta.

In un paese normale, se fosse successo, la faccenda si sarebbe conclusa in poche ore con le scuse e le dimissioni di Vespa, Del Noce, Bergamini, Mimun, Rossella, Crippa... mandati a raccogliere le foglie secche nei parchi.
Nessuno di questi potrebbe restare a lavorare in una tv, pubblica ma anche privata, dopo che è stato scoperto un tale livello di manipolazione.

Ma noi, secondo le classifiche internazionali siamo un paese "parzialmente libero". Perche' per liberta' all'estero pare non intendono andare alla partita a fare il casino che si vuole, ma informazione corretta e partecipazione.

Sveglia gente, o ci passeranno sulla testa con i bulldozer.



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