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Monsignor Antonio Guerinoni

Monsignor Antonio GuerinoniAggiornatoPopolare
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Monsignor Antonio Guerinoni

Siamo nell'anno giubilare dell'anno 1950; il futuro Papa Giovanni XXIII si trova come Nunzio Apostolico a Parigi ed in una lettera indirizzata al Vescovo di Bergamo, che pubblichiamo nella parte essenziale, ricorda il nostro concittadino Mons. Antonio Guerinoni, addetto alla nunziatura apostolica di Madrid in qualità di Uditore di prima classe.

Parigi, l maggio 1950

Da otto giorni sono tornato dal mio grande viaggio in Nord-Africa, cioè Algeria e Tunisia, come nunzio apostolico e rapidamente in Marocco ed in Spagna en touriste incognito.
Può immaginare che lavoro ho trovato qui.
Questo non mi distoglie dal ringraziare V.E. del suo telegramma augurale per lacircostanza del XXV
episcopale. Quando penso alle sue condizioni di salute, allorché ebbe la bontà di inviarmelo, mi sento ancora commuovere. Da quanto mi si riferisce non si trattò di cosa leggera, e mi felicito, di gran cuore che l'abbia passata liscia, e colla primavera V. E. si possa riprendere bene. Ciò che le auguro ardentemente. Se il Signore ci rendesse degni dell'onore del martirio converrebbe ringraziarlo, purché insieme ci aiuti a farci coraggio da bravi suoi servitori. Ma trascurare noi stessi, ciò che serve alla nostra salute, visto che noi occupiamo il nostro posto perché egli vi ci ha messi, non mi pare ragionevole, certo non è cosa perfetta. Per me, un po' il temperamento, un po' una certa abitudine di disciplina interiore, sorretta ormai dall'età e dall'esperienza, mi aiutano a tenermi calmo fra le tempeste e sano anche di corpo. Finché la dura, s'intende, e finché non piaccia al Signore di chiamarmi.
Ecco: ho percorso in 38 giorni di viaggio 10.000 (diecimila) kilometri in auto, seguendo il corso della invasione Araba, dalla Tunisia, attraverso tutta l'Algeria ed il Marocco, sino alle colonne d'Ercole, alla Spagna e di là sino a Poitiers, dove ebbe inizio con Carlo Martello il primo tentativo di arrestarla: tra discorsi grandi e piccoli, piccoli per lo più, ho dovuto improvvisare una cinquantina di volte e più, in Algeria e Tunisia e non ho sofferto nulla: tranne una infreddatura presa visitando l'Escuriale.
Un giorno di digiuno e di riposo alla Nunziatura di Madrid mi ha rimesso in moto. Tenevo assai a passare di là per visitare la tomba di mons. Antonio Guerinoni di Gorno, mio caro e prezioso alunno del seminario, poi addetto alla Segreteria di Stato e morto a
Madrid il 6 febbraio o gennaio del1927, essendo
Uditore di quella nunziatura sotto mons. Tedeschini che fissò sul marmo un bel elogio della capacità, fedeltà e santità di questo servitore della Santa Sede ...
Voglia gradire, ancora l'espressione della mia riconoscenza per il suo pensiero amabile in occasione di questo benedetto giubileo, che in gran parte, almeno qui, sono riuscito a mettere in sordina. Che vuole? Sono sempre dichiarazioni sentite e accettate di vecchiaia, e la vecchiaia è bella solo perché annunciatrice di una nuova primavera quella primavera che però non è di questo mondo.

dev.mo ed aff.mo
Angelo Gius. Roncalli
n.a.

In Val del riso N° 10 Ottobre 1988
In Val del Riso N°12 dicembre
In Val del Riso N°3 ottobre 2000




Fonte (periodico In Val del Riso N°3 ottobre 2000)

Suor Giovanni Battisa

Suor Giovanni BattisaAggiornato
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Suor Giovanni Battista (Figlie della sapienza)
Maria Cabrini
Nata 8 giugno 1921
deceduta 2 febbraio 2020

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Taissine: Donne di miniera

Taissine: Donne di minieraAggiornato
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Miniere di Gorno

Taissine: Donne di miniera

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Confraternite: Confratelli

Confraternite: ConfratelliAggiornato
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confraternite a Gorno
I Confratelli istituiti nel 1843

foto del 1952


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Confraternite: Figlie di Maria

Confraternite: Figlie di Maria
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confraternite a Gorno
Le Figlie di Maria istituite nel 1919

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confraternite: Consorelle

confraternite: Consorelle
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confraternite a Gorno
La consorelle fondate nel 1912

foto del 1960

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confraternite: i paggetti

confraternite: i paggetti
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confraternite a Gorno
I Paggetti istituiti nel 1935

foto del  1953
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confraternite: le beniamine

confraternite: le beniamine
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confraternite a Gorno
Le Beniamine fondate nel 1934

Foto del 1946


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Concessione mineraria di Costa Jels

Concessione mineraria di Costa JelsPopolare
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Miniere di Gorno

Miniera Costa Jels

La concessione era limitata a Nord-Est,Est e Sud-Est dalle concessioni Grina Golla Splazzi, Belloro e Casa Conti; il confine era posto sulla destra del torrente Riso, in località Burrone dei Selvatici e seguendo il thalweg girava intorno a Oneta costeggiando ancora il Riso fm sotto la frazione Cantoni, risalendo poi sul versante sinistro fino al territorio di Grina Golla SpIazzi.
La miniera era molto estesa in direzione Nord-Sud ed erano note tre principali regioni: Costa Jels, Val Preti e Gremme. In seguito se ne aggiunse una quarta detta Laurium.
Nella regione Costa Jels ebbero inizio le coltivazioni fin dal l860 ed in essa si trovarono svilup- patissimi i lavori antichi che servirono da guida alle nuove coltivazioni. I lavori proseguirono ininterrottamente prima sotto il Sileoni e, in seguito con il Richardson e la Crown Spelter. Furono trovate anche quantità importanti di galena. I primi scavi furono effettuati a cielo aperto; seguirono le opere in galleria tra le quali ricordiamo i cantieri Vall'Orso con i ribassi da l a 9, i cantieri Accidenti, Casa Bosio, Allacca, Scandinavia, Annibale e il ribasso Foppello. Primi segnali di esaurimento si ebbero verso il l 890. Sulla destra del torrente Riso, di fronte allo sbocco della Valle dei Crappi venne aperto il cantiere Burrone dei Selvatici.
La regione Val Preti comprendeva la parte bassa della miniera situata sulla destra della Vall'Orso, in questa zona i lavori iniziali comprendevano i cantieri Balletto, Crispi, Val Preti ed il ribasso Grimaldi. I lavori rallentarono nel l890 e vennero sospesi per lungo tempo. Nel l902 vennero aperti, in aggiunta ai ribassi Val Preti già esistenti, gli omonimi n°4 bis e n°5. Più in alto si aprirono poi il VaI Preti n°6 e n°7; il VaI Preti n°0 era il più basso, a pochi metri dal thalweg del Riso; si copri- va così un dislivello totale di 600 metri.
La regione Laurium, più importante di tutte le altre, era sopra alle zone Val Preti e Gremme nella zona più orientale della concessione. Molto noti sono i cantieri Trappola, poco sopra la regione VaI Preti, Eldorado, che incontrò una serie di crevasse alte fino a 50 metri e larghe fmo a 4, Fortuna e Laurium Crevassa. Altri cantieri, meno produttivi, furono: Laurium Basso, Laurium Alto, Laurium Destro, Trappola Il, Sotto Baracca, Spinoza, Scoperta e altri meno noti. Tutti i lavori ebbero un calo agli inizi del '900, in seguito furono più importanti i lavori al cantiere Spini.
Nella regione Gremme i lavori furono numerosissimi tanto che è impossibile una dettagliata rico- struzione in questa sede. Importanti furono le soluzioni per il trasporto del minerale; furono infatti realizzati trasporti aerei costituiti da serie di telefori frenati dall'alto tali da congiungere i lavori più elevati con il fondovalle. Si costruirono anche diversi tronchi di ferrovia a livello nonché notevoli opere per la sicurezza dei lavori come grandi murature esterne per la protezione delle località limitrofe ai piazzali. Fu costruito un canale derivatore per il passaggio del torrente Spilli attraverso alcuni piazzali. Nel 1911 fu considerata praticamente esaurita dopo essere stata per un trentennio in testa alle produzioni tra tutte le altre miniere della zona. Il avori proseguirono ancora fino al 1921 quando, a causa di una agitazione degli operai vennero fermati i lavori dei cantieri di tutte e quattro le zone. L'anno successivo, l'attività venne ripresa e ampliata. Nel 1925 la Società Vieille Montagne iniziò un'ampia campagna di ricerca. Nello stesso anno venivano coltivati i cantieri Burrone, Selvatici e Val Crappi. Vennero aperti, nella colonna Costa Jels, i cantieri Accidenti, Casa Bosio, Scandinavia e Sotto Accidenti. La colonna Val Preti venne raggiunta da gallerie di ribasso e vennero aperti i cantieri Grimaldi, Sopra Forni, Tesoro e Trappola.
Nella colonna Grem rientrarono in funzione i cantieri Laurium, Diomede, Spilli ed Eldorado. Erano funzionanti 8 telefori che collegavano gli imbocchi delle gallerie con la strada Gorno-Oneta e 5 tronchi di binari decauville. I lavori proseguirono fino al 1930, quando, sebbene l'industria estrattiva dello zinco fosse in crisi, venivano coltivate le colonne Grem, Val Preti e Costa Jels (cantieri Spini, Eldorado, Trappola, ValI' Orso 3). Tra il 1929 e il 1930 il permesso di ricerca venne esteso anche ai minerali di piombo. Nel 1933 fu installata l'aria compressa in tutti i cantieri e sistemate le vie di carreggio nei cantieri Fortuna 2 e Spini. La cernita del tout venant venne spostata dai piazzali dei cantieri alla laveria di Oneta. Nel 1935 venne coltivato anche il cantiere Tesoro. Negli anni successivi l'attività proseguì con lavori di spoglio nei vecchi cantieri. Nel 1944 venne costruita una nuova teleferica nella zona alta e venne riattivata la zona Foppello-Casino. Dal 1945 al 1947 la miniera rimase chiusa. Nel 1948 i lavori ripresero con un ampio programma di ricerca; lavori di spoglio reiniziarono ai cantieri Lacca, Foppello e Casino nel 1951 con l'estrazione di calamina. Nell'anno successivo ripresero i lavori anche ai cantieri Val dell'Orso, Forni, Piave e Selvatici. Tra il 1957 e il 1959, oltre alla coltivazione, venne effettuata ricerca in tutti i cantieri. Nel 1966 fu allungata la discenderia Selvatici per raggiungere la parte bassa delle colonne Fortuna e Selvatici. Nuovi lavori di ristrutturazione, allargamento e approfondimento del ribasso Selvatici vennero effettuati nel 1970 allo scopo di formare un nuovo livello tra le colonne Selvatici, Cavrera e Fortuna. Nel 1971 proseguirono i lavori iniziati l'anno prima nella discenderia Selvatici dove si pensò di accentrare tutta l'attività mineraria. Nello stesso anno venne installata una stazione per l'eduzione delle acque. Negli anni 1972 e 1973 vennero fatte ampie ricerche per delimitare i corpi minerari, lavoro ultimato nel 1974, anno in cui venne iniziato anche, per migliorare la ventilazione delle parti basse, uno scavo di rimonta tra il ribasso Selvatici e i vecchi lavori della zona bassa del soprastante cantiere Fortuna. In seguito, i grossi problemi di allagamento portarono alla sospensione dei lavori nel 1981 ed alla rinuncia della concessione avvenuta nel 1983.


Inquadramento geologico Miniere Costa Jels e Riso.

Queste due miniere sono state aperte per permettere lo sfruttamento delle colonne Costa Jels, Fortuna, Val Preti e Selvatici. In questa zona è interamente presente la successione triassica media, il Metallifero, ed è molto estesa e assai potente la copertura formata dal Raibl.
Qui si registrano gli spessori maggiori del Metallifero, che variano tra 75 e 80 metri.
Il Metallifero ha subito notevoli sollecitazioni tettoniche, che hanno causato dei piegamenti. A questi piegamenti è abbinato un sistema di faglie con direzione N-S (faglia Grem. VaI Preti e Zuccone) che ha causato una suddivisione in zolle del Metallifero stesso. Le mineralizzazioni di Costa Jels e del Basso Riso sono legate a tre grandi anticlinali, che presentano asse pressoché parallelo alle tre faglie principali e posizionate, la prima 200 metri a E della raglia Grem, la seconda 150 metri a E della raglia VaI Preti e la terza compresa tra la raglia VaI Preti e Zuccone.
Le ultime due anticlinali si ricollegano a formare una piega unica. Tutte le mineralizzazioni di Costa Jels e Riso sono impostate sugli assi delle pieghe sopra menzionate; in particolare la colonna Fortuna è collegata alla prima anticlinale, di cui rispecchia la direzione. Questa colonna ha una lunghezza di circa 2500 metri, una larghezza di 200 metri ed una potenza compresa tra i 12 e i 18 metri. La colonna Vai Preti è localizzata sul fianco orientale della seconda anticlinale, è disposta in direzione N-S, ha una lunghezza di 1000 metri, una larghezza di 100 metri e una potenza di 10 metri, risulta essere divisa in due orizzonti mineralizzati: il primo sito presso la tufite 1 e il secondo sotto la tufite 2.
La colonna Costa Jels è formata da alcune colonne poste sulla cerniera e lungo il lato settentrionale della terza anticlinale. Sul fianco orientale della stessa, sono presenti due faglie mineralizzate, con direzione N-NE e S-SW, che danno origine alla colonna Selvatici: questa è costituita da quattro orizzonti mineralizzati, gli stessi che si ritrovano nella colonna Fortuna. In queste due colonne troviamo infatti un primo orizzonte, intorno alla tufite 1, un secondo a tetto della tufite la, mentre il terzo è compreso tra la tufite l a e la tufite 2, il quarto è attorno alla tufite 2.
Nella colonna Selvatici sono invece presenti: l'orizzonte attorno alla tufite 2, quello compreso tra la tufite la e la tufite 2 (suddiviso in due suborizzonti) ed un quarto orizzonte impostato su una raglia verticale, che interessa la zona di tetto del Metallifero. E' stato notato che, nei settori in cui il Metallifero ha subito i piegamenti, si hanno le maggiori concentrazioni di galena e di blenda

Guarda la prima concessione mineraria qui



Ponte del Costone(Casnigo)

Ponte del Costone(Casnigo)Popolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica27/1/2020 11:56    
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Miniere di Gorno

Non tutti sanno che il ponte del costone, voluto da Napoleone, venne realizzato per la parte dell'arco centrale con pietra locale di Costa Jels (Gorno)
La costruzione di detto arco avvenne tra il 1812 e il 1816

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