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Triangolazioni

TriangolazioniPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica12/11/2020 20:46    
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Miniere di Gorno

Triangolazioni

Nella foto (imbocco ribasso Noble), caposaldo del primo punto della triangolazione di Walter Paulato
Quota 549.600
Rilevatore Imberti Andrea
Anno 1964/65

Attenzione molte mappe hanno quote scostate di 20 metri come si evince da questo documento dell'ufficio topografico miniere di Gorno

vedi documento triangolazioni qui

Citazione:
fabrycjx2015

Fornello

FornelloPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica5/11/2020 19:37    
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MINIERE DI GORNO

Questa è la bocca di un fornello, attrezzata di griglia per calibrare la massima pezzatura del materiale che vi veniva scaricato.
Massi di dimensioni maggiori dovevano essere rotti manualmente.
Questo era necessario per non intasare le bocche delle tramogge sottostanti, per facilitare la movimentazione del materiale e non meno importante, per consentire il conferimento ai macchinari di frantumazione alle laverie che non potevano accettare pezzature oltre misura.

Estratto da una relazione dell'Ufficio geologico di Gorno riguardante i cantieri di Belloro(1962):

Volendo coltivare queste mineralizzazioni ci è sembrato di vedere la possibilità di usare la meccanizzazione per questa zona; il tratto di rimonta in questione è abbastanza rettilineo da q.780 a q 901 ed evaquate le ripiene presumibilmente mineralizzate, si può piazzare benissimo uno scraper potente (23-30 cv). L’abbattuto può essere screperato fino a q. 760, in appositi fornelli scavati da una traversa a letto che da P. Remoma(q.761)si porterà sotto la rimonta. A questo punto il materiale spillato verrà vagonato fino all’imbocco di P. Remona e da qui con un filo a sbalzo da q. 761 a q. 532 andrà a finire in una tramoggia fissata pochi metri  sopra l’imbocco della galleria che servirà per i futuri spillaggi del materiale di M. Travasco. In questo modo le carovane dei locomotori potranno spillare direttamente.
Citazione:
FABRYCJX 2012


Concessione mineraria di Riso

Concessione mineraria di RisoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica3/11/2020 14:01    
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Miniere di Gorno

Miniera Riso

Confinava a Nord con la concessione di Costa Jels, e vi entrava come un cuneo alla sinistra del tor- rente Riso, comprendendo l'abitato di Oneta fino alla frazione Plazza e ai mulini di Oneta a quota 725 m s.l.m.; comprendeva tutto il versante destro del Riso fino alla Madonna del Frassino a Nord- Ovest, a S. Rocco di Chignolo a Sud spingendosi fino alla località Riso, sul torrente omonimo a quota 550 metri: infine il confine seguiva il thalweg fino a Costa Jels.
Le ricerche che diedero origine alla concessione Riso furono li intraprese per verificare il prolungamento delle mineralizzazioni coltivate a Costa Jels; infatti dal 1895 molti dei lavori intrapresi a Costa Jels si spinsero nel campo del Riso trovando ottime concentrazioni di minerale. Tra il 1899 e il 1900 l'Ing. Zay spinse le ricerche in questa zona dichiarandone la scoperta nell' anno 1900 e stilando il decreto di concessione l'anno successivo. I lavori interessarono dapprima la parte alta della concessione e da qui furono scavate nume- rose gallerie di ribasso ma, qualche anno dopo i cantieri superiori si impoverirono e così pure i nuovi ribassi che venivano aperti parevano meno fortunati. In seguito, i lavori presso il Riso incontrarono potenti concentrazioni che diedero nuovo impulso alle ricerche che si spinsero fino a 90 metri sotto il torrente con discenderie e un pozzo che, però, fu presto allagato facendo temere la stessa sorte per gli altri lavori profondi. Nel 1895 incominciarono i lavori alla galleria Fortuna 2, sul versante destro del Riso a Nord di Oneta a quota 736 metri, verso il gruppo di Gremme di Costa Jels.
Più in basso si aprirono varie gallerie, tra le quali: nel 1900 la Fortuna Sotto 2, 60 metri più in basso, nel 1899 la Fortuna 2 bis, mentre nel 1898 fu aperta la Fortuna 3 (come ribasso) 74 metri più sotto, nel 1901 si aprì il ribasso Fortuna 4 sotto di 26 metri; scendendo di altri 70 metri fu aperto il ribasso Fortuna 5 nel 1903 e, sotto di altri 90 metri, il Fortuna 6. L'anno successivo il Fortuna 7 di altri 56 metri più in basso dal quale poi si dipartirono ricerche e coltivazioni in profondità mediante due discenderie munite di argani elettrici. Il pozzo Zay fu scavato fin dal 1903, pochi metri sopra il thalweg del Riso per esplorare in profondità; i lavori procedettero lentamente anche perchè il ribasso Fortuna 7 permise, con le sue discenderie, di compiere accurate ricerche sotto il thalweg.
Il pozzo era dotato di argano e di pompe elettriche che non furono sufficienti ad impedirne l'allagamento che interruppe i lavori a 65 metri di profondità. Una galleria di scolo permise la successiva ripresa dei lavori.
L'importante galleria Riso partiva dalla località omonima a quota 550 m s.l.m. con andamento rettilineo verso il pozzo Zay per 1600 metri (nel 1911) con una pendenza dello 0,5 %; suo scopo era anche quello di consentire lo scolo delle acque. Fu intrapresa nel 1907 e l'anno successivo l'installazione di una perforatrice meccanica ad aria compressa (7 Atm. fornite da un compressore a turbina) portò ad avere, nel 1909, un' avanzamento giornaliero di 2 metri. I lavori di estrazione proseguirono fino al 1921 con la temporanea chiusura legata all'agitazione delle maestranze già citata; successivamente, con la ripresa del lavori, venne progettato nel 1925 il prolungamento della galleria di ribasso iniziata nel 1908 fino ai cantieri di Val Parina (galleria Riso-Parina) per una lunghezza stimata di 6 km. Nello stesso anno vennero costruiti 9 telefori per un percorso totale di 3603 metri. Per collegare le 12 gallerie di ribasso e la laveria, all'imbocco della galleria Riso con la stazione ferroviaria di Ponte Nossa vennero realizzati 4 piani inclinati automotori (420 metri in totale) e 1510 metri di ferrovia decauville a livello. Dopo questo vasto lavoro di potenziamento degli impianti si registrò un notevole incremento della produzione con un periodo di stasi tra il 1930 e il 1934. Dal 1936 i lavori di ricerca e spoglio ripresero a pieno ritmo ed indirizzati sia al completo sfruttamento delle vecchie mineralizzazioni sia all'individuazione di nuove concentrazioni. Lo spoglio interessò soprattutto le colonne Fortuna, Selvatici e Cavrera. Nel 1944, in seguito agli ingenti scavi, si ripresentò il problema dell' eduzione delle acque risolto con l'installazione di nuove pompe. Nel 1950 si intrapresero nuovi lavori di preparazione e ricerca con- centrando, negli anni successivi, l'attività attorno alla colonna Fortuna. Nel 1961 ripresero i lavori nella galleria Riso-Parina che erano stati temporaneamente interrotti. Nel 1963 venne iniziata un 'intensa attività di ricerca nella zona del Basso Riso, coltivato negli anni successivi. Nel 1966 venne introdotto il metodo di coltivazioni a fronti lunghi e sgombero a mezzo di scrapers. Nel 1970 fu sospesa la coltivazione e iniziata una fase di ristrutturazione generale e preparazione proseguita fino al 1972. L'anno seguente, le ricerche per valutare la consistenza del giacimento portarono ad una parziale ripresa dell’estrazione e all'inizio del riarmo della galleria Riso-Parina. Seguì un progressivo calo nella produzione che condusse nel 1983 a decretare la definitiva chiusura dei cantieri con la rinuncia alle concessioni


Inquadramento geologico


Miniere Costa Jels e Riso.

Queste due miniere sono state aperte per permettere lo sfruttamento delle colonne Costa Jels, Fortuna, Val Preti e Selvatici. In questa zona è interamente presente la successione triassica media, il Metallifero, ed è molto estesa e assai potente la copertura formata dal Raibl.
Qui si registrano gli spessori maggiori del Metallifero, che variano tra 75 e 80 metri.
Il Metallifero ha subito notevoli sollecitazioni tettoniche, che hanno causato dei piegamenti. A que-
sti piegamenti è abbinato un sistema di faglie con direzione N-S (faglia Grem. VaI Preti e Zuccone) che ha causato una suddivisione in zolle del Metallifero stesso. Le mineralizzazioni di Costa Jels e del Basso Riso sono legate a tre grandi anticlinali, che presentano asse pressoché parallelo alle tre faglie principali e posizionate, la prima 200 metri a E della raglia Grem, la seconda 150 metri a E della raglia VaI Preti e la terza compresa tra la raglia VaI Preti e Zuccone.
Le ultime due anticlinali si ricollegano a formare una piega unica. Tutte le mineralizzazioni di Costa Jels e Riso sono impostate sugli assi delle pieghe sopra menzionate; in particolare la colonna Fortuna è collegata alla prima anticlinale, di cui rispecchia la direzione. Questa colonna ha una lunghezza di circa 2500 metri, una larghezza di 200 metri ed una potenza compresa tra i 12 e i 18 metri. La colonna Vai Preti è localizzata sul fianco orientale della seconda anticlinale, è disposta in direzione N-S, ha una lunghezza di 1000 metri, una larghezza di 100 metri e una potenza di 10 metri, risulta essere divisa in due orizzonti mineralizza-
ti: il primo sito presso la tufite 1 e il secondo sotto la tufite 2.
La colonna Costa Jels è formata da alcune colonne poste sulla cerniera e lungo il lato settentrionale della terza anticlinale. Sul fianco orientale della stessa, sono presenti due faglie mineralizzate, con direzione N-NE e S-SW, che danno origine alla colonna Selvatici: questa è costituita da quattro orizzonti mineralizzati, gli stessi che si ritrovano nella colonna Fortuna. In queste due colonne tro- viamo infatti un primo orizzonte, intorno alla tufite 1, un secondo a tetto della tufite la, mentre il terzo è compreso tra la tufite l a e la tufite 2, il quarto è attorno alla tufite 2.
Nella colonna Selvatici sono invece presenti: l'orizzonte attorno alla tufite 2, quello compreso tra la tufite la e la tufite 2 (suddiviso in due suborizzonti) ed un quarto orizzonte impostato su una raglia verticale, che interessa la zona di tetto del Metallifero. E' stato notato che, nei settori in cui il Metallifero ha subito i piegamenti, si hanno le maggiori concentrazioni di galena e di blenda


Guarda la prima concessione mineraria qui

chiusura imbocchi 1982


LA PIU GRANDE TRAGEDIA MINERARIA ITALIANA

LA PIU GRANDE TRAGEDIA MINERARIA ITALIANAPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica2/11/2020 12:31    
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ARSIA – 28 febbraio 1940
Contrariamente ad una diffusa convinzione, non è la tragedia di Marcinelle (1956) la peggiore catastrofe mineraria italiana, ancorché occorsa in Belgio

          La tragedia più grande fu quella dell’Arsa il 28 febbraio 1940, all’interno di quello che allora fu territorio nazionale italiano, con 185 morti, cinquanta in più delle vittime italiane a Marcinelle.


...caduti nel buio...avanzano nella luce...


In questo disastro anche Gorno pagò il suo tributo, in quanto di tradizione mineraria aveva in queste miniere più di un minatore.
Cabrini Giovan Antonio nato il 28/4/1909
Guerinoni Angelo nato il 3/6/1906
Guerinoni Angelo Tobia nato il 5/3/19013
Zanotti Giovan Angelo nato il 31/5/1912
Cabrini Giovan Antonio risulta nell'elnco ufficiale delle vittime.


http://www.geoitaliani.it/2013/05/194 ... -grande-tragedia.html?m=1


RAŠA - ARSIA 1937. Grad za 547 dana


miniera

Documentazione

Alfio Balbusso

Alfio Balbusso
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Alfio Balbusso
Direttore delle miniere di Gorno
Nato a Roma il 4/6/1909
Laureato nel 1933 in ingegneria mindustriale minieraria presso il politecnico di Torino.
dall'aprile 1934 al settembre 1936 impegato presso le miniere di Kosseir(alto Egitto- Mar Rosso)nella società Italo egiziana Estrazione fosfati.
Dall'ottobre 1936 all'aprile 1937 impiegato presso le miniere dell'Arsia (Pola)nella società carbonifera ARSA.
Dal maggio 1937 all'ottobre 1939 impegato presso le miniere di Sciumagallé (Eritrea, nell'azienda Mineraria Africa Orientale (AMAO).
Dal febraio 1940 al dicembre 1945 dirigente presso  le miniere dell'Arsia (Pola) società carbonifera ARSA
Dal giugno 1946 al marzo 1962 dirigente presso le miniere della Sardegna Società mineraria Pertusola (Roma piazzale Flaminio 9)
Dal 1963 al 1975 dirigente presso la Miniera di Gorno (Bg) AMMI spa
(dati forniti dalla famiglia Balbusso)

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fabrycjx2020



Suor Emilia Magoni

Suor Emilia Magoni
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Suor Emilia Magoni
In Val del Riso N°175 ottobre 2020

Il treno in Val del Riso

Il treno in Val del RisoPopolare
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La galleria che collegava lo stabilimento S.A.P.E.Z.in Val del Riso, fu terminata nel 1951 e utilizzata fino al 1967.
Lunga 480 metri permetteva il collegamento con la ferrovia della Valle Seriana.


Citazione:
fabrycjx 2012

Rassegna mensile camera di commercio Bergamo

Rassegna mensile camera di commercio Bergamo
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Rassegna mensile camera di commercio Bergamo N°10
i minatori e la montagna
ottobre 1955
Leggi qui



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fabrycjx2020


Studio mineralogico

Studio mineralogico
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Miniere di Gorno

L'industria mineraria
estratto dal fascicolo di novembre 1953, annoIV
Ing. Teresio Micheletti

leggilo qui

Citazione:
fabrycjx2020


Gorenfilm

GorenfilmPopolare
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La Gorenfilm nasce alla fine degli anni 60 del secolo scorso come strumento di memoria storica, realizzando filmati di eventi e documentari a livello locale con tecnologia 8 millimetri e super 8 a colori.
La realzzazione dei filmati venne eseguita da Enrico Telini, realizzando le riprese di acuni documentari:

1) La stela alpina (racconto di una tragica storia d'amore)

2) Giuanì castigamacc (Riprese di una rappresentazione  della compagnia teatrale di Gorno)

3) Miniere e minatori della Valle del Riso (documentario)

4) La Laveria di Riso (documentario)

5) Lo stabilimento per la produzione di zinco elettrolitico nella Valle del Riso (documentario)

Citazione:
fabrycjx 4/2014

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