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Località Calamina (Ponte nossa)

Località Calamina (Ponte nossa)Popolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica2/4/2018 13:12    
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Miniere di Gorno
Calamina

A Ponte Nossa La località Calamina assunse questo nome in qiuanto era la zona adibita al carico scarico dei treni per il trasporto di calamina


Plinio il vecchio

Plinio il vecchioPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica23/3/2018 19:51    
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Miniere di Gorno


"Fit aes et e lapide aeroso, quein vocant cadmiam. Celebritas in Asia et quondam in Campania; nunc in Bergoinatum agro, extrema parte Italiae"

Naturalis historia Plìnio il Vecchio  (Como 23 d. C. - Stabia 79)


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fabrycjx2018

Carovana Costa Jels

Carovana Costa JelsPopolare
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MINIERE DI GORNO

Locomotiva Orenstein & Koppel AG (Nordhausen), Typ MD 1, 11 PS, anno 1939

libretto originale del locomotore di Costa Jels

Anno 1965.
Locomotore monocilindrico con motore a scoppio, combustibile nafta pesante, in uso fino a metà anni 60 a Costa Jels in comune di Gorno.
Alla guida della carovana il nostro compaesano Maninetti Lucio, il padre aveva l'appalto
per il trasporto del minerale, iniziato con il traino tramite muli.

I binari erano del tipo Decauville, con scartamento di 60 centimetri, sono comunque stati rinvenuti nei punti più angusti delle gallerie, binari con scartamento da 50 centimetri per vagonetti spinti a mano.

(foto gentilmente concessa dal sig. Maninetti Lucio)
Citazione:
FABRYCJX 2012

La ballata di Varischetti

La ballata di VarischettiPopolare
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La ballata di Varischetti

Original song by John Callaghan, Australian Country/Rock singer songwriter, based out of Adelaide.
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fabrycjx2018

Immagini delle miniere di gorno

Immagini delle miniere di gornoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica29/1/2018 20:48    
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Miniere di Gorno

Immagini di uomini, donne , luoghi e infrastrutture riguardanti la storia delle miniere di piombo e zinco di Gorno (Valle del Riso) Bergamo.


Campello nel 1937

Campello nel 1937Popolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica25/12/2017 11:08    
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Particolare di Campello in un disegno della Vieille Montagne   anno 1937
(Archivio di stato)

Villaggio minerario di Campello (Giorgio Schena)

Fra Gorno e Oneta, in posizione più vicina al secondo che al primo, nei primi anni del secolo, sorse un nuovo agglomerato di case, sede della ditta Crown Spelter. Fino ad allora, stando ad una delibera comunale del 26 ago- sto 1904, "non vi abitava che una famiglia, che aveva domicilio ad Oneta e saltuariamente anche quella. Ora però - continua il documento consiliare - [...] la località di cui si tratta va' prendendo una notevole importanza, stante ché vi è fissata la sede della ditta Crown Spelter coi relativi Uffici d'Amministrazione...
Durante gli anni seguenti il numero delle case aumentò, ospitando le famiglie degli impiegati e dei dipendenti non originari del luogo. Fu costruito un edificio in stile inglese, con verande e saloni, denominato comunemente 'il palazzo nel quale risiedette dapprima il direttore delle miniere e in seguito furono ospitati i capi servizio e gli impiegati senza famiglia.
Il luogo aveva una sua atmosfera suggestiva, fiancheggiato da un giardino, circondato da vialetti ghiaiosi che si raggiungevano (e si raggiungono tuttora anche se l’insieme ha perso buona parte del suo fascino) salendo una scalinata dagli ampi gradini. Le terrazze erbose, ricavate nei prati scoscesi, erano delimitati da glicini dal profumo denso. Per la gente del posto aveva probabilmente un'attrattiva fiabesca, anche perché riservata a persone che provenivano, a cavallo dei due secoli, dall'estero e poi dal Veneto, dalla Toscana e dalla Sardegna, dalle regioni cioè che avendo istituti industriali d'indirizzo minerario, oppu- re essendo sedi d'altre miniere, fornivano personale dirigente o di medio livello. Basta solo scorrere i nomi contenuti negli ordini di servizio e nei documenti delle ditte che si sono succedute negli anni per rendersi conto di questo fatto: Steidler, Zaj,. Horvell, Noble, Chenet, Toffolon, De Colò, Donati, Billi, Patt, Stefani, Franz, Sembianti, Atzori, Muscheri, Balbusso...
Sul minuscolo abitato, dominava una villa che divenne la residenza del direttore, anch’essa di stile vagamente inglese, che negli anni Settanta venne progressivamente abbandonata, ma che agli abitanti di Oneta e Gorno aveva dovuto sembrare una reggia.
Campello costituiva un'isola a parte che rappresentava la ditta e il suo potere. A Campello c'erano gli uffici, e lì i minatori dovevano recarsi per chiedere lavoro, per ritirare il salario, per ascoltare i rimproveri dei superiori. A Campello, fino agli anni Cinquanta e in parte anche nel decennio successivo, viveva una classe sociale diversa, composta in maggioranza da persone integrate solo superficialmente nel tessuto dei paesi vicini e che oltretutto venivano sostituite con frequenza, limitando rapporti che non fossero quelli gerarchici. I suoi abitanti godevano anche di piccoli privilegi altrimenti sconosciuti: abitavano case ammobiliate ad uso gratuito, come gratuito era il riscaldamento centralizzato che nessuno aveva in paese, possedevano le automobili quando ancora erano un sogno collettivo, d'estate andavano in villeggiatura (spesso nel luogo d'origine, ma non importa ché il fatto faceva effetto lo stesso) quando questa era ancora una parola sconosciuta. A Campello c'erano inoltre un bar, ritrovo di cacciatori, e uno spaccio aziendale dove si poteva comperare dalle granaglie per animali alle aspirine sottobanco. C'era però una cosa che faceva colpo: una rete telefonica interna che collegava le case della ditta fra loro e con i cantieri delle miniere. Ancora negli anni Settanta in queste case dominavano i vecchi telefoni a muro neri e massicci, ognuno dei quali possedeva un numero a due cifre. Campello possedeva un campo da tennis, retaggio forse della cultura sportiva inglese, ben presto però trasformato in campo giochi per i ragazzini e in campo da calcio serale per i giovanotti, anche quelli di Oneta dove non vi era uno spiazzo che superasse i dieci metri quadrati (in seguito, negli anni Settanta, anche Oneta costruirà il suo campo e il "tennis" subirà il declino del nucleo abitato).
Campello è stato per parecchi decenni di questo secolo il nucleo di riferimento della miniera e dei suoi lavoratori.
Anche geograficamente, posto com'è tra Oneta e Gorno, in un luogo che sembra poco adatto ad un insediamento abitativo, ne veniva contrassegnata la sua singolarità e la sua diversità. Dopo i primi anni Ottanta e la chiusura della miniera è stato ovviamente abbandonato dai dipendenti e in parte occupato da famiglie locali. In questo modo ha assunto, anche nei fatti, una nuova configurazione, quella più propria di contrada comunale.
L'edificio che ospitava gli uffici, sistemati su tre piani, è attualmente abbandonato a se stesso, in un progressivo disfacimento che non meriterebbe, anche solo per ciò che ha rappresentato lungo un secolo nella cultura degli abitanti della VaI del Riso.


Citazione:
fabrycjx12/2013

Lungimiranza

LungimiranzaPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica4/12/2017 16:56    
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MINIERE DI GORNO

Riteniamo doveroso ricordare Telini Enrico (a sinista) e Guerinoni Celeste (a destra), che con la loro passione per la fotografia e le riprese filmate, hanno lasciato una testimonianza di notevole rilevanza, che oggi, grazie alla cortese concessione dei loro familiari possiamo mostrare.
Foto e filmati sono visionabili presso il museo minerario di gorno




Cabina elettrica Ronchellini

Cabina elettrica RonchelliniPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica8/10/2017 12:25    
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MINIERE DI GORNO
Quadro interruttori
Cabina di distribuzione di energia elettrica alle varie zone minerarie.
In questa struttura è stato girato un videoclip:

https://www.youtube.com/watch?v=HfCAoz4DpPo

https://www.youtube.com/watch?v=5SijuM4YM4U

https://www.youtube.com/watch?v=pJemvbEwlJw



altro

Purtroppo è stata autorizzata la demolizione interna della cabina quindi è stato distrutto un importate pezzo di archeologia industriale.

Citazione:
fabrycjx 2012

Costa Jels

Costa JelsPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica16/7/2017 12:28    
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MINIERE DI GORNO
Gorno : miniere di piombo e zinco
Concessione mineraria di Costa Jels
Galleria denominata "ribasso serpenti"
di queste gallerie, tra ribassi,discenderie,  fornelli e coltivazioni, si è quantificato uno sviluppo di scavi di circa 230 km.
La più lunga galleria è il ribasso Riso Parina di circa 12 km Il traforo più lungo è il ribasso Noble (Riso-Piazzarossa) di 3.8 Km.
Il fornello, o pozzo, più profondo è tra il ribasso Forcella (Val Parina) a quota 940 metri e il ribasso Riso (Valle del Riso)  a quota 600 metri nel punto di intersezione, è profondo 340 metri  


video inaugurazione percorso minerario

Citazione:
FABRYCJX 2012

geologia

geologiaPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica11/7/2017 12:10    
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LE MINIERE DI GORNO
(pubblicazione di Pietro Mantega   Agosto 1962)

nella foto: Rappresentazione assonometrica delle miniere di Gorno: Val Vedra, Val Parina, Valle del Riso


Il gruppo delle miniere di Gorno comprende due concessioni minerarie denominate «Val Seriana  e Val Brembana» la cui area complessiva è di circa 8.000 ha.
Nella Val Seriana ì lavori si svolgono in tre zone denominate Sezione M. Trevasco, Sezione Est, Sezione Ovest.
Nella Val Brembana sono attive due zone denominate Sezione Val Parina e Sezione Val Vedra.
La società AMMI ha l'esercizio di queste concessioni dal 1940, anno in cui cessò la gestione della compagnia belga « Vieille Montagne ».
La Direzione delle miniere è unica ed ha sede a Campello, frazione del comune di Gorno.
Il giacimento è costituito prevalentemente di minerali di piombo e di zinco nelle forme solfuri ed ossidati. Come accessori abbiamo minerali di ferro, di rame, di fluoro, ecc.
Esso si trova sul versante meridionale. di una catena di montagne, estendentesi da Ovest ad Est, delle Alpi Bergamasche, ed è diviso morfologicamente in una parte occidentale, con centro Oltre il Colle, nella Val Brembana, ed in una parte orientale, con centro Gorno, nella Val Seriana, da una seconda catena di montagne che si estende in direzione SW-NE e che interseca la prima a NE.
La cima più alta della prima catena ha un'altezza di 2.512m (Pizzo Arera); la cima più alta della seconda è di 2.049 m (Cima del Grem).
I due centri, di Oltre il Colle e di Gorno distano entrambi da Bergamo circa 35 km.
La tettonica della zona è molto intensa: esistono numerose pieghe e faglie. Tra queste ultime particolare importanza ha la faglia del Grem che ha direzione SE-NW e che ha determinato uno spostamento orizzontale notevole tra la parte occidentale e quella orientale del giacimento.
La mineralizzazione è distribuita in un orizzonte stratigrafico, denominato Metallifero, la cui potenza raggiunge un massimo di 70-75 m nella parte centrale della zona (Gorno) e si riduce verso Est c verso Ovest a circa 20-30 m.
I geologi che hanno studiato questa zona, come il Desio, l'olandese De Sitter e di recente i tedeschi Wilke ed Herendreich, a parte certe contrastanti vedute di dettaglio, pongono il Metallifero nel Trias delle Alpi Bergamasche tra l'Esino ed il Raibliano.
I geologi tedeschi hanno distinto nella serie stratigrafica una facies di Esino, una facies di transizione ed una facies di Raibliano. La prima è caratterizzata da calcari grigio chiari, la seconda da calcari grigio scuri e neri bituminosi, e la terza da calcari scuri bituminosi intercalati a scisti scuri marnasi. I calcari di tutta la serie sono spesso dolomitici.
Secondo gli stessi geologi il metallifero comprende parte dell'Esino superiore, tutta la facies di transizione e parte del Raibliano inferiore.
Essi inoltre hanno determinato nella stessa serie stratigrafica la posizione e la composizione di alcuni strati argillosi illitici, che avrebbero avuto origine dall'alterazione dei materiali esplosivi ed esalativi di vulcani sottomarini, sedimentati contemporaneamente ai calcari. Questi strati, che sono stati definiti tufiti, hanno spessori compresi tra 2-3 cm e 10-20 cm, ed hanno colori caratteristici, dal grigio verde al verde scuro, per cui sono facilmente riconoscibili anche in sotterraneo.
Di queste tufiti finora ne sono state individuate sei, tre delle quali (due in facies Esino e una in facies Raibliano) sono legate alle mineralizzazioni e pertanto costituiscono degli orizzonti guida per la ricerca di nuovi corpi mineralizzati o della continuazione di corpi mineralizzati già noti.
Il giacimento, sempre secondo le ipotesi avanzate dei geologi tedeschi, avrebbe avuto origine da una segmentazione contemporanea nel mare ladinico dei calcari e degli scisti, per cause esogenetiche, e dei minerali e delle tufiti, per cause endogene.
I successivi fenomeni di diagenesi, di tettonica a pieghe e con faglie di ossidazione dei solfuri e migrazione degli ossidi nelle faglie e nelle spaccature della roccia incassante, di erosione e formazione morfologica della superficie con formazione di crepacci e continuazione della tettonica della ossidazione e della migrazione degli ossidi, avrebbero dato luogo alla formazione dei corpi mineralizzati.
Qualunque sia la validità di queste ipotesi, sta di fatto che nel giacimento di Gorno si trovano corpi mineralizzati, a solfuri primari e ad ossidati, paralleli agli strati, e corpi mineralizzati, in prevalenza ad ossidati, costituiti da riempimenti di faglie e di crepacci.
I primi, che sono in maggior numero, hanno forma differente, per lo più longitudinale o tubolare o lentiforme, e possono avere dimensioni estese.
Gli altri, pur costituendo localmente degli adunamenti talvolta consistenti e coltivabili economicamente, hanno dimensioni sempre limitate in profondità.
Le irregolarità che i corpi mineralizzati presentano sia nella loro forma sia nella distribuzione della mineralizzazione, rendono difficile l'applicazione di sistemi di coltivazione ad alta produttività.
Fino a qualche anno fa la coltivazione dei corpi mineralizzati veniva attuata seguendo la mineralizzazione dal basso verso l'alto e mantenendo la ripiena al piede.
Sull'abbattuto si eseguiva una cernita spinta in cantiere per ottenere dei grezzi a titolo superiore all'8,oo% in Zn. Ovviamente le rese erano basse (in abbattaggio si ottenevano 1,5-2 t/operaio).
Inoltre la coltivazione non era preceduta da adeguati lavori di delimitazione del corpo mineralizzato e di preparazioni.
Da tre anni a questa parte si è data una nuova impostazione ai lavori di coltivazione.
Anzitutto si procede alla delimitazione del corpo mineralizzato con rimonte, traverse e sondaggi; quindi si eseguono i lavori di preparazione ed infine si applica il sistema di coltivazione più adatto.
Inoltre la cernita di cantiere si realizza per quanto è possibile con un abbattaggio selettivo e viene completata a mano ma con criteri meno restrittivi.
I sistemi di coltivazione attualmente applicati sono tre: a sottolivelli nei corpi mineralizzati verticali ed in quelli inclinati con potenza superiore a 4-5 m; a trance larghe inclinate, separate tra di loro da pilastri, che vengono abbattuti in ritirata, nei corpi mineralizzati inclinati con potenza fino a 4-5 m; a magazzino nei corpi mineralizzati verticali, (questo sistema di coltivazione però verrà abbandonato).
Nelle coltivazioni a sottolivelli sono impiegate le pale meccaniche «Montevecchio» tipo T 2G e si realizzano rese all'abbattaggio utili comprese tra 10 e 15 t/op. a seconda della parte sterile da eliminare; nelle coltivazioni a trance inclinate si impiegano scrapers ad aria compressa con motori da 5-7 CV e si ottengono rese all'abbattaggio di 5-6 t/op.
Nelle coltivazioni a magazzino le rese variano tra 6 e 7 t/op.
Esistono ancora dei cantieri in cui, pur avendo impostato i lavori secondo i nuovi criteri, non si è raggiunto il grado di organizzazione e di meccanizzazione di quelli sopraindicati, per cui le rese all'abbattaggio sono comprese tra 3,5 e 4 t/op.
È prevista però la sistemazione di questi cantieri entro breve tempo.
La perforazione è per circa 1'80% ad acqua. Si impiegano martelli L 37 e T 21 della Joy Sullivan, mentre sono in fase di esaurimento vecchi martelli Flottmann AT 18 e Z 20.
Per i sondaggi si impiegano sonde Craelium del tipo X 2Se Prosper.
L'applicazione di sistemi di coltivazione massivi ed il rallentamento della cernita in cantiere hanno ovviamente determinato un abbassamento del tenore del grezzo. Attualmente
si producono grezzi al 6 % Zn e 1,30 %  Pb.
Per il controllo dei tenori dei grezzi provenienti dalle diverse sezioni viene effettuata una campionatura giornaliera degli stessi in un apposito impianto installato a Costa Jels nella zona di Gorno. I campioni prelevati vengono analizzati cinquinalmente.
A causa della estensione delle due concessioni e delle caratteristiche morfologiche della zona, particolari difficoltà, e quindi costi elevati, si incontrano nel trasporto dei grezzi all'impianto di trattamento che è unico per le due concessioni ed è situato nella località Riso della VaI Seriana.
Detto trasporto viene effettuato con muli, con locomotori e con teleferiche.
Di queste ultime ce ne sono in funzione circa una ventina, di cui la più importante è quella che collega la VaI Brembana con la VaI Seriana, per una lunghezza di 4 km, e che trasporta circa 300 t al giorno.
Il personale addetto ai trasporti, oltre a quello impiegato dalle imprese che hanno in appalto i trasporti con mulo, rappresenta il 13 % circa del personale in forza presso queste miniere.
Il costo dei trasporti rappresenta il 22 %del costo grezzo prodotto e portato in testa all'un pianto di trattamento.
Al fine di ridurre i costi di detti trasporti e di aumentare l'attuale capacità di trasporto, per poter far fronte al sensibile aumento della produzione di grezzo, previsto entro il 1963, è stato progettato ed è in corso di attuazione, un collegamento in sotterraneo tra la VaI Seriana e la VaI Brembana mediante una galleria, a quota 549, lunga 6,5 km circa ed una discenderia lunga 800 m circa, tra quota 1050 e quota 549.
Al completamento dell'opera rimangono da scavare 4000 mt di galleria e 600 m di discenderia.
Questo collegamento oltre a costituire una grande via di estrazione dei grezzi e di trasporto dei materiali vari e del personale, aprirà un vasto campo di esplorazione per la ricerca delle mineralizzazioni della parte occidentale del giacimento note fino a quota 1050 o poco al di sotto.
Nello scavo della galleria, che ha una sezione di 5,50 m2; sono in corso delle prove con un Wagon-Drill allo scopo di realizzare sfondi superiori ai 2 m contro 1,30-1,50 ottenuti con le normali volate canadesi.
Il grezzo viene trattato nell'impianto di arricchimento di Riso per flottazione.
Caratteristica di questo trattamento è la frantumazione ad umido, a causa della plasticità del materiale, e la flottazione a caldo, temperatura 40-45°C, della calamina con un processo misto solfato di rame-anilina.
La capacità del trattamento dell'impianto è di circa 580 t/giorno, ma sono in corso lavori di ampliamento che la eleveranno alla fine dell'anno in corso a 650-700 t/giorno e successivamente
a 800-900 t/giorno.
Sono pure in corso degli studi per un prearricchimento del nostro grezzo a mezzo di Sink-Float.
I primi risultati di questi studi, che sono stati affidati alla Humboldt, hanno dimostrato che per tutti i grezzi, meno quello proveniente dalla Sezione di M. Trevasco, si ottiene una efficace separazione della parte sterile da quella mineralizzata che consentirebbe di alimentare la sezione di flottazione con circa il 50% del grezzo prodotto.
Attualmente dal trattamento del grezzo si ottengono tre prodotti: . uno di galena, al 56-57% Pb;
uno di blenda, al 58-59% Zn, ed uno di calamina, al 36-37% Zn.
Per la trasformazione la galena viene inviata allo stabilimento di La Spezia della Pertusola, la blenda e la calamina vengono inviate allo stabilimento elettrolitico di Ponte Nossa dell' AMMI

DATI  PROGRESSIVI RIFERITI AL MESE. DI GIUGNO 1961

Personale in forza: 13 imp. amm., 23 imp. tecnici, 456 operai,
492 totale
Produzione grezzo t/mese 13.500
Tenori grezzo Znt. 6,43 ZnO 4,39 ZnS 2,04 Pbt 1,28
Produzione concentrati:
Galena t/mese 278 al 57,53% Pb
Blenda t/mese 430 al 57,76% Zn
Calamina t/mese 1.340 al 38,00% Zn
Rendimento abbattagio kg grezzo/giorn. operaio 4.256
Rendimento totale miniera kg grezzo/giorn. operaio 1.370
Rendimento totale miniera kg metallo concentrati/giorno operaio 93
Rendimenti trattamento:
Pb = 90,40%
ZnO = 82,30%
ZnS = 90,08%
Gorno, settembre 1961.

(Resoconti dell' Associazione Mineraria Sarda, novembre 1961)


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