Foto : MINIERE DI GORNO Totale:185

Ordina per:  Titolo () Data () Voto () Popolarit ()
Foto ordinate per: Data (Prima le pi nuove)

1-10 (su 185 totali)
(1) 2 3 4 5 6 7 8 9 10 ... 19 »



Laveria di oneta

Laveria di onetaPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica10/6/2020 13:35    
Visite1633  Commenti0    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
Miniere di Gorno

Laveria gravimetrica di Oneta


Tratto da "LE MINIERE DI ZINCO, DI PIOMBO E DI RAME"
Di Giovanni Rinaldi (1940)

"E' doveroso far cenno anche delle miniere di zinco, dato che esistono nel Bergamasco giacimenti molto ricchi, ed in una zona assai vasta delle medie Valli Brembana e Seriana; monti di Oltre il Colle, di Dossena, di S. Pietro d'Orzio, di Camerata Cornello, della Valle del Riso, di Parte e sulla Presolana.
Quanto all'epoca in cui questi giacimenti vennero scoperti e se ne iniziò la escavazione, non si hanno notizie sicure. C'è chi afferma che la coltivazione di queste miniere, risalga addirittura all'epoca preromana; chi asserisce che non rimonti oltre l’epoca longobarda; e chi invece sostiene, e con ottimi argomenti, che risalga all'epoca romana.
E' poi a ritenere, che le prime ricerche siano state eseguite nella Valle del Riso. Ciò almeno è logico arguire da ruderi di antiche officine scoperti Gorno, dove si ritiene che si fabbricasse ottone; da antiche escavazioni a forma di pozzo quadrato, scoperte sul monte dell’acqua presso Premolo, e da bronzi rinvenuti in scavi eseguiti a Parre in località Castello: bronzi che il Mantovani giudica si possano attribuire addirittura all'epoca preromana.
Antiche ed assai estese escavazioni si trovarono nel gruppo minerario di S. Pietro d'Orzio, Dossena e Vaccareggio. Queste, anzi, sembra si possano senz'altro attribuire all'epoca romana, sia per la forma dì alcune gallerie, capaci appena di un uomo sdraiato (cm, 30x40); sia per gli strumenti rinvenutivi e che servivano per la escavazione, quali scalpelli, cunei e picconi di ferro, in tutto identici per la forma a quelli in uso presso i romani, lumi di terracotta e di metallo; sia, infine, per l'accenno che ne fecero Giorgio Agricola e Plinio, accenno che ai vuole si riferisse anche a queste miniere di calamina.
Mentre, infatti, il primo scrisse: «Fuerunt insuper in alpibus Salasorum aeris fondinae, Italorum in Bergomatum agro et Campania», Plinio, che poteva conoscer molto bene il territorio di Bergamo, per avervi abitato, scrisse:
« Fit aes et e lapide aeroso, quein vocant cadmiam. Celebritas in Asia et quondam in Campania; nunc in Bergoinatum agro, extrema parte Italiae ».
Anche sulla Presolana presso il lago Pulzone, si rintracciarono piccoli scavi, risalenti ad epoca assai remota.
Da queste considerazioni, si arguisce potersi affermare quasi con certezza, che le miniere di zinco di Parre, della Valle del Riso, di S. Pietro «D’'Orzio e di Dossena, erano conosciute e coltivai» fino dall'epoca romana, se non anche da qualche secolo prima.
Relativamente invece alla continuità della loro coltivazione, non si può dir nulla con certezza.
Si può soltanto affermare, che furono coltivate nel periodo della dominazione veneta, se è vero che in detto periodo sui monti di Dossena, oltre uno sfruttamento di manganese, cui il mercato lagunare apriva tosto le braccia per sostituire il prodotto che «poche tempo fa» veniva «dalla parte di Costantinopoli», vi era anche una lavorazione di tucia e talamina, che il governo Veneto concesse di esportare all'estero.
A. questo punto vien fatto di chiedersi, come mai gli antichi coltivassero queste miniere, dal momento che lo zinco era loro sconosciuto come metallo, essendo stato scoperto solo verso il 1700.
La spiegazione che se ne suol dare, è questa: che ritenessero la calamina un semplice fondente, atto, mescolato col rame, a dare ottone. Ed infatti essi, come si è potuto constatare in modo indubbio, estraevano soltanto minerale della stessa natura di quello che si coltiva oggi, e di tal minerale non raccoglievano che le qualità ricche di carbonato, abbandonando i silicati.
Malgrado però la scoperta dello zinco, per molto tempo ancora queste miniere furono scarsamente coltivate, e soltanto per trarne calamine per far ottone,
Un vero sviluppo ebbero soltanto dopo il 1860, quando l'ing. Signorile, reggente l'ufficio montanistico di Bergamo, fece presente la possibilità di coltivazione della nostra blenda; e più esattamente nel 1868, colle ricerche fatte nei comuni di Gorno, Oneta e Oltre il Colle dall’avv. Sileoni, per incarico dei banchieri Mozzoni e Garnier, ai quali, falliti, si sostituì, nel 1870, l'inglese Richardson.
Questi nel 1881 riprese i lavori al lago Pulzone, già iniziati e poi abbandonati da Alberto Abati; e nello stesso anno consegnò alla The English Crown Spelter C° Ltd., le miniere della Val del RISO e della Presolana.
Nel 1876 l'inglese Gibson, coi banchieri livornesi Modigliani, inizia i lavori a Trevasco, monte Arera, Vaccareggio, Dossena, S. Pietro d'Orzio; ma nel 1882, per dissesto, le miniere passano alla Banca Romana; e nel 1888, per fallimento di questa, alla English Crown Spelter C° Ltd.
Nel 1885 Botticelli e Rcinach scoprono le mi¬niere di Cespedosio, che nel 1891 sono assunte dalla Società Metallurgica Austro-Belga.
Nel 1904 la Società Orobia di Lecco acquista la miniera di Corna Rossa, in Comune di Piazza Brem-bana, scoperta nel 1899 dall'ing. Druetti; ma l'abbandona ben presto.
La Società Vieìlle Montagne, che ne] 1877 aveva ottenuto i primi permessi di ricerche, sotto la oculata direzione dell'ing. Luigi Noble ha ormai esteso la sua attività a quasi tutte le nostre miniere dì calamina, esistenti nei Comuni di Gorno, Premolo. Ponte Nossa, Parre, Oneta, Oltre il Colle e Dossena.
In questa industria verso il 1886 quando ancora stava affermandosi, erano occupati da 500 a 600 operai, e si scavavano tonnellate 15.000 circa di mi¬nerale ogni anno, per un valore di circa L. 500.000.
Secondo una statistica del 1911. In tale industria trovavan lavoro circa 1.500 operai, e si scavavano dalle 18 alle 20.000 tonnellate eli minerale, di cui 7/8 di calamina e 1/8 di blenda.
Il minerale, dopo passato alle laverie per togliere le scorie, viene spedito all’estero per esser fuso ed estrarre lo zinco."

Informazioni tecniche
Citazione:
fabrycjx2017

Santa Barbara

Santa BarbaraPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica8/6/2020 21:43    
Visite159  Commenti0    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
Santa Barbara (statua della parrocchiale di Gorno)
Patrona dei minatori

Pare nata a Nicomedia, in Asia Minore nel III secolo d.C. e che si sia trasferita poi a Scandriglia, in provincia di Rieti.
Secondo la leggenda morì decapitata a mano del padre Dioscuro, di religione pagana, per ordine del magistrato romano a cui lui stesso l’aveva denunciata di essere cristiana.
La morte fu preceduta da due giorni di feroci torture: fu flagellata con verghe, che secondo la leggenda si tramutarono in piume di pavone, venne torturata col fuoco e le furono tagliate le mammelle.
Sempre secondo la leggenda Dioscuro, subito dopo l'esecuzione, venne colpito ed ucciso da un fulmine.
Oggi i resti della Santa riposano nella Cappella omonima a Burano.
L’iconografia di Santa Barbara si è diversificata nei secoli, influenzata anche dalle tradizioni culturali legati ai popoli che tuttora la venerano come protettrice "di coloro che si trovano in pericolo di morte improvvisa" in quanto rappresenta la serenità del sacrificio di fronte al pericolo senza possibilità di evitarlo.
Nelle raffigurazioni più antiche è rappresentata con un pavone. Secondo alcuni si vuol fare riferimento alle penne dell'animale in cui si trasformarono, secondo la leggenda, le verghe con cui la vergine venne torturata; secondo si tratterebbe dell'araba fenice, capace di rinascere dalle proprie ceneri, a testimonianza anche della provenienza orientale di Barbara.
In altre raffigurazioni la Santa compare associata ad una torre, alle sue spalle o, in miniatura, fra le sue mani, in ricordo della torre nella quale fu rinchiusa dal padre, che simboleggia la tendenza al Divino sin dai tempi della biblica torre di Babele.
La Santa è stata inoltre raffigurata anche con la pisside, il calice che contiene le ostie benedette, per testimoniare quel potere concessole di impartire il sacramento a coloro che vengono colpiti dalla morte improvvisa.

le reliquie a Burano

Citazione:
fabrycjx2019


S.A.P.E.Z..1955

S.A.P.E.Z..1955Popolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica6/6/2020 21:08    
Visite2483  Commenti0    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
Il Vescovo Giuseppe Piazzi in visita allo stabilimento di zinco elettrolitico di Ponte Nossa nel 1955
nella foto sono presenti:
Don Severino Tiraboschi
Don Rodolfo Brumana
Ing.Basile direttore stabilimento
Ing. Aldo Patt direttore miniere
Il sig. Maringoni Bruno mostra un catodo all'impianto pilota

Imperial smelting zinc
Stabilimento di Ponte Nossa quota altimetrica 466 m slm
Superfice 83000  metri quadri di cui 35800 coperti e47200 coperti
Imperial smelting zinc è il processo di conversione dei concentrati di zinco (minerali che contengono zinco) in zinco puro. Il concentrato di zinco più comune processato è il solfuro di zinco, che si ottiene concentrando la sfalerite usando il metodo di flottazione dei minerali estratti dalle miniere
Il minerale … sfalerite detta anche blenda proveniva dalla Sardegna tramite navi, quindi via ferrovia e autotreni anche da tutto il nord Italia.
Grandi gru provvedono a stoccare e miscelare il minerale precedentemente analizzato, col fine di rendere la miscela il più costante possibile.
Tramite nastri trasportatori la blenda viene inviata ad un alimentatore che la introduce in un forno a letto fluido.
Il forno provvede a tenere in sospensione il minerale tramite fori sul fondo da dove arriva un forte flusso di aria generato da un potente ventilatore, mentre tramite bruciatori la temperatura viene elevata a 1000° gradi centigradi circa.
La combustione provvede ad eliminare il cloro e il fluoro che sarebbero dannosi nelle ulteriori fasi di processo
I gas di combustione (anidride solforosa ) vengono inviati a torri di catalizzazione contenenti pentossido di vanadio che trasforma l’anidride solforosa in anidride solforica.
Ora il gas viene portato a contatto con acqua e diventa acido solforico
Il minerale arrostito sotto forma di ossidato di zinco fuoriesce dal forno e tramite scambiatore di calore viene raffreddato. Il calore recuperato serve a produrre vapore quindi energia elettrica di supporto ai processi successivi.
Il minerale ora diventato ossidato di zinco, viene inviato a silos di stoccaggio pronto per il successivo trattamento detto di lisciviazione e depurazione
Grandi reattori detti tine di attacco contenenti acido solforico diluiscono l’ossidato di zinco il quale diventa solfato di zinco.
La soluzione acida però ora contiene anche impurità quali rame cadmio ferro cobalto germanio tallio antimonio.
Ulteriori reattori provvedono alla eliminazione di questi elementi indesiderati gli scarti sono sotto forma di fanghi
Il rame e il cadmio invece vengono recuperati
La soluzione liquida prodotta ora è solfato di zinco composta da 110 -130 grammi litro di acido solforico e 50-75 grammi litro di zinco in forma ionica
La soluzione viene inviata a una grande sala detta elettrolisi e immessa in celle elettrolitiche dove sono posizionati 7000 catodi in alluminio (polo negativo) e 7000 anodi in piombo (polo positivo).
Catodi e anodi vengono alimentati in corrente continua e nel giro di 24 ore lo zinco in soluzione migra sul catodo in alluminio depositandosi come strato metallico.
Elettricamente le celle erano collegate in serie ed alimentate da corrente continua con una tensione di cella oscillante tra 3,1 a 3,7 volt. La spesa energetica si aggirava intorno 3,2 Kilovattora per Kilogrammo
la produzione media giornaliera di circa 100 tonnellate giorno
Addetti provvedono manualmente al distacco delle lastre di zinco
Il metallo viene inviato ai forni elettrici per la fusione
II reparto fusione era costituito da cinque forni fusori dotati di lingottiere semi automatiche.
Il forno numero 1 da 100 ton. predisposto per la produzione di zinco elettrolitico.
Il forno numero 2 da 40 ton. era predisposto per la produzione di zinco puro 99.995%.
Il forno numero 3 da 30 ton. era predisposto per la produzione di lingotti in lega Zn/Al/Pb.
Il forno SIEMENS da 20 ton. era predisposto per la produzione di lingotti in lega Zn/Pb.
Il forno DEMAG da 11 ton era predisposto per la preparazione delle leghe Zn/Al/Mg .
Il forno veniva alimentato con zinco fuso travasato dal forno n. 2 mediante pompa in grafite.
Il forno CALAMARI da 3,2 ton. ad energia elettrica era predisposto per la produzione di lingotti da 800 kg in lega Zn/Al/Pb veniva alimentato con zinco fuso travasato da un altro forno
Lo zinco fonde a 460 gradi centigradi ed è cosi trasferito negli stampi.
Io zinco in lingotti è ora pronto per essere immesso sul mercato la purezza è del 99,97 e 99,99%
Lo zinco è usato quale rivestimento dell’acciaio come protettivo anticorrosivo, viene impiegato in oltre in cosmesi, farmaceutica, industria della gomma, ceramica, vernici, mangimifici
Lo zinco ha peso specifico 7,2 fonde a 450 gradi e bolle a 903 gradi
Altri prodotti dello stabilimento erano:  Ossido di Zinco in varie purezze povere di zinco soffiata e polvere di zinco distillata
Carbonato di zinco solfato di zinco, rame elettrolitico e cadmio elettrolitico
Produzione nel 1976 in tonnellate
Zinco 3500, Acido solforico 32000, Solfato di rame1100, Rame metallo 70, Ossido di zinco fine 3300, Ossido di zinco commerciale 1000, Polvere di zinco distillata 2000, Polvere di zinco soffiata 3000
Forza lavoro nel 1976:  Dirigenti 2, impiegati 93, intermedi 8, operai 448

Citazione:
Fabrycjx 2012

Teleferica Bleichert

Teleferica BleichertPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica6/6/2020 12:25    
Visite3548  Commenti1    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
MINIERE DI GORNO
qualcuno ricorderà la teleferica che da Costa Jels, scendendo attraversava la valle del Riso fino alla laveria.
Si calcola sui disegni minerari che in totale le teleferiche, delle concessioni facenti capo della direzione di Campello di Gorno, quasi tutte del tipo và e vieni, quindi senza motore, si estendevano nel distretto minerario per ben 23 Km.
Dai disegni di questi impianti ecco l'elenco delle tratte

NUMERO

TRATTA

LUNGHEZZA

PORTATA T/ORA

DISLIVELLO IN METRI

TIPO
1 FORTUNA-SPINI 515 10 180 automotrice
2 SPINI-FERRAREZZA 308 10 64 automotrice
3 VALPRETI-NEGUS 204 10 63 automotrice
4 CIMITERO ONETA-FODOPEL 15 38 automotrice
5 FODOPEL-FORNI 95 15 22 automotrice
6 FORTUNA-LAVERIA ONETA 210 10 10 automotrice
7 MULINERA-FORTUNA7 290 10 56 automotrice
8 FORTUNA 5-MULINERA 1375 10 86 automotrice
9 PIAVE-SILOS 130 7 25 MOTORE
10 ****** *** *** ****
11 ONETA-FODOPEL 215 10 60 automotrice
12 ZAVERIO-PLASSA 400 10 169 automotrice
13 CASCINETTO-PLASSA 515 10 224 automotrice
14 PARINA-PLASSA 400 14 120 HP15
15 MACCALE'-LAVERIA OLTREILCOLLE 1150 10 306 automotrice
16 ACHILLE-SPINI L359 P10 T130 automotrice
17 FERRAREZZA-COSTAJELS 920 10 256 automotrice
18 RAMPANU'-COSTAJELS L830 P10 T199 automotrice
19 FOGHERA-COSTAJELS 255 10 61 automotrice
20 COSTAJELS-NEGUS L325 P15 T120 automotrice
21 CASINO-COSTAJELS 160 10 70 automotrice
22 ZUCCONE-PEROLI 1270 8 368 automotrice
23 CIMITERO ONETA LAVERIA ONETA 85 15 32 automotrice
24 VAL CRAPPI-SELVATICI 125 15 69 automotrice
25 CASCINE-PIANBRACCA 200 12 automotrice
26 MALANOTTE-PIANBRACCA 370 10 80 automotrice
27 PIANBRACCA-ARERA(FONTANONE) 630 7 327 automotrice
28 FORNI ARERA-TAGLIATE 645 10 208 automotrice
29 TAGLIATE-PLASSA W 520 10 86 automotrice
30 PIFFERI-PLASSA 385 10 125 automotrice
31 PRUDENZA-PLASSA 425 10 168 automotrice
32 LAVERIA-SILOS BOSERET 210 10 25 automotrice
33 ANNIBALE-COSTAJELS 140 7 50 automotrice
34 TRAVASCO-PIAZZAROSSA 650 10 270 automotrice
35 ANTONIO ACHILLE L350 P10 T130 automotrice
36 BENDOTTI-PLASSA 70 10 22172 automotrice
37 MAGAZZINO OLTREILCOLLE-LAVERIA 877 15 automotrice
38 BADOGLIO-PEROLI L880 P10 T186 automotrice
39 FOPPELLO-COSTAJELS 45 10 45 automotrice
40 PLAZZA-COSTAJELS 4960 15 240 HP20
41 COSTAJELS-LAVERIA RISO 1431 15 HP19
SVILUPPO TOTALE 22924

TELEFERICHE

BLEICHERT

Citazione:
fabrycjx 2012

Costa Jels nel 1960

Costa Jels nel 1960Popolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica31/5/2020 20:52    
Visite970  Commenti0    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
Miniere di Gorno
Costa Jels nel 1960
Costa Jels (quota 830, era il punto di conferimento di tutti i cantieri alti delle miniere


stazione    lunghezza in metri   dislivello in metri
Plassa Arera       4960                330
Ferrarezza          920                 256
Rampanù           830                 199
Foghera            255                  60
Annibale           140                   46
Negus              325                  130
Riso                1431                 236  

Citazione:
fabrycjx2020
 
           

Taissine impegnate nella cernita in laveria

Taissine impegnate nella cernita in laveria Popolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica31/5/2020 11:55    
Visite2446  Commenti0    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
MINIERE DI GORNO

Il miglioramento degli impianti, fece sì che le taissine vennero impiegate nelle laverie invece che agli imbocchi delle miniere .
Da un resoconto del 1925 si legge:

"....Il minerale avente dimensione compresa tra 35 e 60 mm va ad un nastro cernita lungo 10 mt da dove 10 donne tolgono la blenda di prima scelta e lo sterile...."
--------------------------------------------------------------------
...Ma se i cavatori siano ignoranti, o stracccuranti nel cavar le vene, mescolandole con la terra, e con sassi, l'officio di scegliere il metallo rozzo, e le vene nobili,e migliori,non pur gl'huomini, ma i fanciulli, e le donne ancora fanno. impercioche mettono cotal mestura  sopra una lunga tavola, dove si stanno a seder quasi tuto il giorno,e e vanno scegliendo il buon metallo, e lo scelto raccolgono insieme ne vassoi...
(Tratto da De Re Metallica libro VIII Georgius Agricola 1530-1556)



Elenco taissine impiegate alla laveria n°1 di Oneta anno 1952




Citazione:
FABRYCJX 2012

Septaria di Gorno

Septaria di GornoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica15/5/2020 11:37    
Visite1048  Commenti0    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
Septaria di Gorno



   "Alcune concrezioni formano strutture note come septarie (dal latino septum, barriera, setto), nelle quali una serie complessa di fessure radiali e concentriche è riempite da materiale cristallino, spesso calcite o siderite. Queste fratture si formano, evidentemente, come effetto della contrazione che accompagna la perdite d'acqua  del materiale a grana fine che va a formare le concrezioni."
Pare che queste bergamasche siano le più "vecchie" rinvenibili in Italia.



  Citazione:
(Roberts J. L. - Guida alle strutture geologiche, Franco Muzio Editore - 1991; p. 66)


I FORNI A TINO PER IL TRATTAMENTO DELLE CALAMINE

I FORNI A TINO PER IL TRATTAMENTO DELLE CALAMINEPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica22/4/2020 18:13    
Visite2594  Commenti0    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
Miniere di Gorno
Nella foto le mura sopra le quali erano posizionati i forni a tino.
I forni a tino
Sono impiegati pei minerali in roccia ed in pezzi di grossezza superiore a 30 mm.
In essi il combustibile viene mescolato al minerale nella proporzione del 5%. Adoprando carbone inglese a 10% di cenere questa resta nel minerale calcinato e ne aumenta la proporzione dello sterile di 0,625 per cento.
Per i minerali ricchi ciò non reca grave inconveniente e d'altra parte questo sistema di calcinazione è il più economico.
In altre miniere si adopra come combustibile la carbonella la quale dovrebbe avere un piccolissimo tenore di cenere e cosi evitare l'inconveniente sopra citato; ma anche questa a causa dei trasporti e delle manipolazioni giunge sempre ad avere un tenore assai elevato di cenere.
Uno spesso massiccio di muratura contiene 5 forni a tino di forma a cono rovesciato, il cui diametro inferiore è 2 m quello superiore 2,60 m. e l'altezza totale 8 m, dei quali 6 m di tino vero e proprio.
All'orifizio inferiore si trovano delle barre di ferro, muovendo le quali cade la calamina calcinata, e così la carica discende nel tino e quindi si colma dall'alto con un nuovo strato di calamina greggia e carbone.
La calamina soggiorna nel forno 3 giorni ed ogni giorno si ricavano da un forno 10 tonnellate di calamina calcinata.

La calamina quale vien prodotta dalla miniera è un miscuglio di Smitsonite vera e propria e Calaumina, cioè di carbonato e silicato di zinco.
Calcinando il minerale si scaccia l'acido carbonico e l'acqua dì cristallizzazione che rappresentano circa l/4 del peso delle calumine greggie e quindi si arricchisce in proporzione il tenore in zinco dì esse onde renderle commerciabili.
Cosi una calamina greggia avente il tenore di 34 a 35% di zinco, dopo la calcinazione giungerà ad avere un tenore di circa 45-46%. tenore richiesto perché il minerale sia commerciabile.
La calcinazione richiede una temperatura di 1000°.
A seconda del materiale da sottoporre alla calcinazione si adoprano dei forni a tino, dei forni rotativi o dei riverberi.
(tratto da un vecchio  documento)

In Val del Riso   N°6 Giugno 1982

Vedi anche
Fondo Ripa

I forni di calcinazione


Citazione:
Periodico In Val del Riso

Stabilimento A.M.M.I. S.A.P.E.Z. di Ponte Nossa

Stabilimento A.M.M.I. S.A.P.E.Z. di Ponte NossaPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica4/4/2020 19:28    
Visite2549  Commenti1    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
Senato della Repubblica  — 122  II Legislatura
5a COMMISSIONE (Finanze e Tesoro)
GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE 1953
(7a Riunione in sede deliberante)
Presidenza del Presidente BERTONE

Discussione e rinvio del disegno di legge:
Aumento di capitale dell'Azienda minerali metallici italiani (A.M.M.I.) » (148) .
Data la prevalente produzione di minerali di zinco in Italia in confronto alla capacità delle officine di trattamento, nel 1948 il Governo italiano, chiamato dall'E.C.A. e dallo O.E.C.E. a redigere il così detto programma a lungo termine, ha proposto tra l'altro la installazione di una nuova unità per la produzione di circa 15 mila tonnellate annue di zinco elettrolitico. La costruzione di tale impianto è stata consentita alla S.A.P.E.Z. in relazione alla sua notevole produzione mineraria ed alle possibilità produttive dei giacimenti in concessione. L'impianto è stato approvato dal Comitato dei metalli non ferrosi dell'O.E.C.E. nell'ottobre 1949. Nella seduta del 28 marzo 1950 il problema è stato riesaminato dal Comitato interministeriale per la ricostruzione (C.I.R.) che si è espresso favorevolmente.
La costruzione dell'impianto di Nossa nel bergamasco, portata a termine nel maggio del 1952, ha necessariamente richiesto un grande sforzo finanziario. La spesa ha raggiunto circa 5 miliardi, di cui oltre 700 milioni coperti con autofinanziamenti e 3.250 milioni con finanziamenti a medio ed a lungo termine, tra i quali una anticipazione dell'E.C.A. di 1.400 milioni al favorevole tasso del 2,50 per cento.
Purtroppo la depressione congiunturale del piombo, dello zinco e dell'antimonio, delineatasi nella primavera del 1952 ed accentuatasi alla fine dello stesso anno, non ha consentito di far fronte con autofinanziamenti all'ulteriore copertura delle spese per Nossa.
L'impianto marcia ora a pieno regime. Negli ultimi mesi è stata superata una capacitàproduttiva prevista in 50 tonnellate al giorno. Larga parte della produzione è esportata negli Stati Uniti, sia in pagamento dei mutui E.C.A. sia per normali esportazioni. La marca S.A. P.E.Z. elettrolitico è nota ed apprezzata nei principali mercati mondiali ed è in corso di registrazione tra le primarie marche internazionali al London Metal Exchange.

docufilm descrizione storica e processo


clicca qui per vedere il video

documentario costruzione stabilimento 1952

A.M.M.I. Camera di commercio

Citazione:
fabrycjx 2012

QUADRO DI CONTROLLO CENTRALE CAVRERA

QUADRO DI CONTROLLO CENTRALE CAVRERAPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica24/3/2020 19:49    
Visite2019  Commenti0    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
Miniere di Gorno

QUADRO DI CONTROLLO CENTRALE CAVRERA

CENTRALI IDROELETTRICHE PER USO MINIERA

Per soddisfare i bisogni di energia elettrica legati all'attività mineraria, furono richieste in tempi successivi alcune concessioni di derivazione d'acqua. La prima domanda venne fatta nel 1893 e l'ultima nel 1929. Un centrale costruita dalla Crown Spelter fu la centrale Val Rogno, di cui oggi resta il fabbricato ad uso ristorante all’inizio della Val del Riso nella località Centrale, che ne ha preso il nome.

A seguito delle istanze favorevolmente accolte, la "Vieille Montagne" allora proprietaria della miniera, costruì due impianti di modesta potenza denominati rispettivamente "Cavrera" e "Costone poi dedicata a Luigi Noble", quest'ultimo impianto ubicato presso il Ponte del Costone in territorio di Casnigo.

La prima centrale denominata Cavrera venne realizzata accanto all'omonimo ponte della Cavrera, è possibile tuttora osservare i resti dell'edificio in completa rovina, sull'antico percorso per Chignolo, provvista di una dinamo ma senza alternatore, capace quindi di produrre energia elettrica solo in corrente continua.

Successivamente, nel 1925 la centrale venne spostata all'interno del ribasso Riso in una camera sotterranea, a 1300 mt dall’imbocco principale, dotata questa volta di due turbine delle Costruzioni Meccaniche Riva, e due alternatori della Tecnomasio capaci di sviluppare rispettivamente 160 KVA e 130 KVA in corrente alternata.
Le acque turbinate della centrale Cavrera vennero canalizzate fino alla galleria denominata Maometto, realizzata nel 1930 per portare l’acqua alla centrale del Costone, La quale era dotata di 3 generatori da 500 kw/h cadauno.

Vennero così soddisfatte allora le totali esigenze della miniera consentendo di fornire anche l'illuminazione ai paesi di Gorno, Oneta. Una parete della sala dove sono collocate le turbine venne affrescata con una certa efficacia da un pittore dilettante di Casnigo del quale si è perduto il nome.
Nel 1949 la societa' S.A.P.E.Z., incaricava il geologo Ardito Desio per lo studio di fattibilità di un invaso da realizzare in Val Noseda; il parere tecnico fu positivo ma non fu dato seguito al progetto.


foto di Serafino Zanotti

© tutti i diritti riservati vietata la riproduzione
Citazione:
FABRYCJX1/2014

1-10 (su 185 totali)
(1) 2 3 4 5 6 7 8 9 10 ... 19 »



Cerca in Valdelriso

La Valle del Riso

 

Link Utili

Plan what to see in Gorno with an itinerary including Ecomuseo Miniere