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Centrale Val Rogno

Centrale Val RognoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica22/10/2019 12:32    
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MINIERE DI GORNO
Centrale idroelettrica Val Rogno.

Dalla rivista del servizio minerario del 1912

Rispetto, intanto, all'esterno della miniera Riso, è da menzionare l'ultimazione del nuovo impianto idroelettrico, già accennato nel precedente rapporto, che, se di limitata importanza, per la forza ottenibile, è, tuttavia, molto interessante pel complesso di particolari difficili e costosi richiesti, sia nei riguardi della produzione dell'energia, sia in quelli della sua utilizzazione, tornando ad onore del direttore tecnico della miniera, ing. Zay, che lo progettò ed eseguì.
La derivazione si effettua dalla sponda sinistra del torrente Riso, immediatamente a valle della sua confluenza col torrente Musso. Le opere di presa comprendono una diga, costruita in muratura di getto, della lunghezza di m. 70 circa, avente la massima altezza di m. 6, in corrispondenza all'alveo del torrente, con una larghezza di m. 8, alla base e di m. 1.20 al ciglio, nonché una serie di vasche di deposito e di decantazione (le acque contengono sabbie e fango, provenienti dalla Laveria Riso) ed un poz¬zetto di carico.
Da quest'ultimo, parte un sifone metallico, del diametro interno di mm. 560 e della Iunghezza di m. 300, che convoglia le acque, nel quantitativo di litri 300 al 1", ad un altro pozzetto, posto nella località « Fondo Ripa di Gorno ». Il sifone, la cui perdita di carico è di m. 1.40, si rese necessario per le accidentalità del terreno e per l'esistenza di case e strade, che non potevano essere attraversate da un canale.
Dal secondo pozzetto, parte il canale di carico, lungo m. 1 356, e costituito da tubi di cemento, del diametro interno di mm. 700, che sono, accuratamente, connessi, in modo da rendere impossibile qualunque perdita, mentre sono collocati, per la maggior parte, a mezza costa e, soltanto, in piccola parte interrati.
In prossimità della valle « Rogno » trovasi un terzo pozzetto di carico, dal quale parte la condotta forzata, del diametro interno di mm. 550 e della lunghezza di m. 105, che porta l'acqua ad una turbina, con salto utile di m. 48.50. La turbina a reazione, in camera forzata, metallica, con aspirazione di m. 4. 50  è della ditta A. Calzoni di Bologna, la quale costruì, pure, l'ultimo regolatore, a pressione d'olio, di cui la turbina stessa è fornita.
Questa è, poi, direttamente, accoppiata ad un alternatore trifase delle « Officine meccaniche di Rivarolo Ligure », che ha la potenza di 120 KW, colla tensione di 2000 volts e 50 periodi.
L'energia elettrica è trasportata sino all'imbocco della galleria Riso, su di un percorso di circa km.3, a mezzo di una linea area, a tre fili, entra nella detta galleria per un cavo trifase, sospeso alla volta, percorrendo, quindi, il sotterraneo, lungo quasi km. 2, ed esce, poi, dal sotterraneo medesimo, seguendo il pozzo Zay, presso il quale avviene la trasformazione da 2000 a 230 volts.
L'energia sviluppata dall'impianto,all'alternatore è di circa 140 HP. Essa ha permesso di adibire la centrale già esistente di Valnoseda (80 HP) al servizio esclusivo della miniera e della illuminazione, destinandosi alla laveria Riso una parte della nuova forza, mentre l'altra rimarrà a disposizione della minierae della nuova laveria, che è in progetto, nel trattamento dei materiali poveri, provenienti dalla laveria Riso.

Distretto di Milano.





CENTRALI IDROELETTRICHE PER USO MINIERA

Per soddisfare i bisogni di energia elettrica legati all'attività mineraria, furono richieste in tempi successivi alcune concessioni di derivazione d'acqua. La prima domanda venne fatta nel 1893 e l'ultima nel 1929. Un centrale costruita dalla Crown Spelter fu la centrale Val Rogno, di cui oggi resta il fabbricato ad uso ristorante all’inizio della Val del Riso nella località Centrale, che ne ha preso il nome.

A seguito delle istanze favorevolmente accolte, la "Vieille Montagne" allora proprietaria della miniera, costruì due impianti di modesta potenza denominati rispettivamente "Cavrera" e "Costone poi dedicata a Luigi Noble", quest'ultimo impianto ubicato presso il Ponte del Costone in territorio di Casnigo.

La prima centrale denominata Cavrera venne realizzata accanto all'omonimo ponte della Cavrera, è possibile tuttora osservare i resti dell'edificio in completa rovina, sull'antico percorso per Chignolo, provvista di una dinamo ma senza alternatore, capace quindi di produrre energia elettrica solo in corrente continua.

Successivamente, nel 1925 la centrale venne spostata all'interno del ribasso Riso in una camera sotterranea, a 1300 mt. Dall’imbocco principale, dotata questa volta di due turbine delle Costruzioni Meccaniche Riva, e due alternatori della Tecnomasio capaci di sviluppare rispettivamente 160 KVA e 130 KVA in corrente alternata.
Le acque turbinate della centrale Cavrera vennero canalizzate fino alla galleria denominata Maometto, realizzata nel 1930 per portare l’acqua alla centrale del Costone, La quale era dotata di 3 generatori da 500 kw/h cadauno.

Vennero così soddisfatte allora le totali esigenze della miniera consentendo di fornire anche l'illuminazione ai paesi di Gorno, Oneta. Una parete della sala dove sono collocate le turbine venne affrescata con una certa efficacia da un pittore dilettante di Casnigo del quale si è perduto il nome.
Nel 1949 la societa' S.A.P.E.Z., incaricava il geologo Ardito Desio per lo studio di fattibilità di un invaso da realizzare in Val Noseda; il parere tecnico fu positivo ma non fu dato seguito al progetto.


In Val del riso N°11 Dicembre 1995

(foto tratta da "il viaggio dello zinco " di Amerigo Baccanelli)


Citazione:
Periodico In Val del riso

Statuto per mutua assistenza minatori

Statuto per mutua assistenza minatoriPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica19/10/2019 19:44    
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Statuto cassa mutua paritetica interna contro le malattie a favore degli operai occupati presso la società miniere e fonderie di zinco VIEILLE MONTAGNE (sezione di Gorno) anno 1930



Citazione:
fabrycjx2019

Casa abitata dalla famiglia Villa

Casa abitata dalla famiglia Villa
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica9/10/2019 21:21    
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Miniere di Gorno

Scrivono dall'Australia Sue e John Boyland

8/910/2019

"Il nonno di mio marito venne in Australia da Gorno nel 1913. Si chiamava Angelo Attilio Villa e i suoi genitori erano Enrico Villa e Rosa Rancati. Sia Angelo che Enrico lavoravano nel settore minerario e vivevano tra Gorno e Oneta.
(Foto della casa dove hanno abitato)

Sue Boyland

Australia Occidentale"


Approfondimento su famiglia Villa

Citazione:
fabrycjx2019


VIEILLE MONTAGNE

VIEILLE MONTAGNEPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica8/10/2019 19:24    
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Stemma della Vieille Montagne,società belga  proprietaria delle miniere di Gorno fino al 1941 anno in cui fu nazionalizzata

vedi anche:
Centenario della Vieille Montagne

Albo d'oro


INVESTIMENTI BELGI IN ITALIA:  LA VIEILLE MONTAGNE


wikipedia Société des Mines et Fonderies de Zinc de la Vieille-Montagne

Altro sulla Vieille Montagne

Citazione:
FABRYCJX2013

Laveria di Gorno

Laveria di GornoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica8/10/2019 19:22    
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Miniere di Gorno

Laveria di Riso (Gorno)

L'impianto di flottazione di Riso è una delle poche testimonianze rimaste dell'antica attività mineraria di piombo e zinco nelle Alpi bergamasche, iniziata già durante l'età romana. La sua costruzione (1911-14) fu promossa dall'Inglese Crown Spelter che, insieme alla Vieille Montagne belga, possedeva la maggior parte delle miniere nell'alta valle della Seriana in quel periodo. Lo scopo di questo impianto di flottazione era di trattare zinco e piombo povero / solfuri di piombo come galena e sfalerite attraverso un processo di arricchimento, portando così ad un aumento della concentrazione dal 18-20% al 30-31%. Alla sua inaugurazione, l'impianto aveva una capacità di 120 t/giorno. Nel 1922 le attività dello Spelter inglese furono rilevate dalle Vieille Montagne. Quest'ultima ha promosso una ristrutturazione generale dell'impianto di flottazione nel 1925-27, che ha portato a una ricostruzione completa e ad un aumento della capacità giornaliera fino a 180 tonnellate. Per garantire un migliore collegamento con i siti minerari superiori è stata installata una teleferica, mentre un paio di piani inclinati dotati di funicolari servivano la ferrovia a scartamento ridotto proveniente dalle miniere più basse. Dopo un decennio di costante intensificazione della produzione mineraria a Gorno (+35 , 61% nel 1935), nel 1940-41 la Vieille Montagne fu costretta a lasciare la guida a causa dell'invasione tedesca del Belgio. Il Ministero delle Corporazioni italiano assegnò quindi le concessioni minerarie e le relative strutture (incluso l'impianto di flottazione di Riso) alla AMMI-Azienda Minerali Metallici Italiani, un'impresa pubblico privata fondata nel 1936 e focalizzata sull'estrazione e la metallurgia non ferrose. Nel 1946 AMMI trasferì tutte le sue attività nel distretto minerario di Bergamo alla sua controllata SAPEZ-Società per Azioni Piombo e Zinco. Nell'ambito di SAPEZ è avvenuta una ristrutturazione generale, che ha previsto tra l'altro la concentrazione dell'intera lavorazione del minerale nell'impianto di flottazione di Riso. Dopo un significativo miglioramento - che ha esteso la gamma di minerali lavorati verso solfuri di piombo e carbonati e solfuri di zinco, carbonati e silicati  l'impianto di flottazione ha raggiunto una capacità massima di 700 t/giorno. Le attività di estrazione e lavorazione si sono sviluppate abbastanza regolarmente fino agli anni '70, quando AMMI è stata rilevata inizialmente dall'EGAM e, nel 1977, dal gruppo ENI. Benché inizialmente ENI avesse promosso nuove ricerche sotterranee e prospettato possibili sviluppi futuri per il complesso minerario di Gorno, l'assegnazione di questo alla sua controllata SAMIM-Società Azionaria Minerario-Metallurgica (1981) rivelò presto l'intenzione di disimpegnarsi dall'attività di estrazione di piombo e zinco, non più considerato come un business strategico. Di conseguenza, l'impianto di flottazione e tutto il resto furono progressivamente interrotti nel corso del 1982

(fonte: http://www.st-al.com/archive/ammi_gorno/scheda.html)

descrizione funzionamento (Archivio minerario di Gorno)

Video

manuale per operai flottatori

Citazione:
fabrycjx 2015

MINIERE  E INQUINAMENTO

MINIERE E INQUINAMENTOPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica2/10/2019 19:59    
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MINIERE DI GORNO
(anni 1970/75)
Effetti negativi sull'ambiente provocati dalla lavorazione del minerale tramite processo chimico fisico detto  flottazione, nella laveria di Riso (Gorno).
Nella foto, circa 700 tonnellate al giorno di residui di lavorazione venivano riversate nel torrente Riso, il torrente sembrava un paesaggio lunare.

documento inquinanti



In Val del Riso N°4 aprile 1987


(nella foto lo scarico nel torrente Riso nel decennio degli anni 70 del secolo scorso)

Citazione:
fabrycjx 2009 (foto Guerinoni Celeste)

Teleferica Bleichert

Teleferica BleichertPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica22/9/2019 14:01    
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MINIERE DI GORNO
qualcuno ricorderà la teleferica che da Costa Jels, scendendo attraversava la valle del Riso fino alla laveria.
Si calcola sui disegni minerari che in totale le teleferiche, delle concessioni facenti capo della direzione di Campello di Gorno, quasi tutte del tipo và e vieni, quindi senza motore, si estendevano nel distretto minerario per ben 23 Km.
Dai disegni di questi impianti ecco l'elenco delle tratte

NUMERO

TRATTA

LUNGHEZZA

PORTATA T/ORA

DISLIVELLO IN METRI

TIPO
1 FORTUNA-SPINI 515 10 180 automotrice
2 SPINI-FERRAREZZA 308 10 64 automotrice
3 VALPRETI-NEGUS 204 10 63 automotrice
4 CIMITERO ONETA-FODOPEL 15 38 automotrice
5 FODOPEL-FORNI 95 15 22 automotrice
6 FORTUNA-LAVERIA ONETA 210 10 10 automotrice
7 MULINERA-FORTUNA7 290 10 56 automotrice
8 FORTUNA 5-MULINERA 1375 10 86 automotrice
9 PIAVE-SILOS 130 7 25 MOTORE
10 ****** *** *** ****
11 ONETA-FODOPEL 215 10 60 automotrice
12 ZAVERIO-PLASSA 400 10 169 automotrice
13 CASCINETTO-PLASSA 515 10 224 automotrice
14 PARINA-PLASSA 400 14 120 HP15
15 MACCALE'-LAVERIA OLTREILCOLLE 1150 10 306 automotrice
16 ACHILLE-SPINI L359 P10 T130 automotrice
17 FERRAREZZA-COSTAJELS 920 10 256 automotrice
18 RAMPANU'-COSTAJELS L830 P10 T199 automotrice
19 FOGHERA-COSTAJELS 255 10 61 automotrice
20 COSTAJELS-NEGUS L325 P15 T120 automotrice
21 CASINO-COSTAJELS 160 10 70 automotrice
22 ZUCCONE-PEROLI 1270 8 368 automotrice
23 CIMITERO ONETA LAVERIA ONETA 85 15 32 automotrice
24 VAL CRAPPI-SELVATICI 125 15 69 automotrice
25 CASCINE-PIANBRACCA 200 12 automotrice
26 MALANOTTE-PIANBRACCA 370 10 80 automotrice
27 PIANBRACCA-ARERA(FONTANONE) 630 7 327 automotrice
28 FORNI ARERA-TAGLIATE 645 10 208 automotrice
29 TAGLIATE-PLASSA W 520 10 86 automotrice
30 PIFFERI-PLASSA 385 10 125 automotrice
31 PRUDENZA-PLASSA 425 10 168 automotrice
32 LAVERIA-SILOS BOSERET 210 10 25 automotrice
33 ANNIBALE-COSTAJELS 140 7 50 automotrice
34 TRAVASCO-PIAZZAROSSA 650 10 270 automotrice
35 ANTONIO ACHILLE L350 P10 T130 automotrice
36 BENDOTTI-PLASSA 70 10 22172 automotrice
37 MAGAZZINO OLTREILCOLLE-LAVERIA 877 15 automotrice
38 BADOGLIO-PEROLI L880 P10 T186 automotrice
39 FOPPELLO-COSTAJELS 45 10 45 automotrice
40 PLAZZA-COSTAJELS 4960 15 240 HP20
41 COSTAJELS-LAVERIA RISO 1431 15 HP19
SVILUPPO TOTALE 22924

TELEFERICHE


Citazione:
fabrycjx 2012

Paolo Capitanio

Paolo CapitanioPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica20/9/2019 8:00    
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Miniere di Gorno
Paolo Capitanio

Forse il piu grande conoscitore delle miniere di Gorno, 8000 ettari di territorio diviso in 2 grandi concessioni minerarie dette "Valle Brembana" e "Valle Seriana" circa 230 Kilometri di scavi su 1800 metri di dislivello.
Paolo, ove possibile, le ha indagate tutte portando alla luce minerali e cristalli di vario tipo.
Parte della sua raccolta fotografica la si può osservare qui

Paolo Capitanio ci ha lasciati nel 2017

i minerali di Paolo Capitanio su MINDAT

Citazione:
fabrycjx2018

Stabilimento A.M.M.I. S.A.P.E.Z. di Ponte Nossa

Stabilimento A.M.M.I. S.A.P.E.Z. di Ponte NossaPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica18/9/2019 11:23    
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Senato della Repubblica  — 122  II Legislatura
5a COMMISSIONE (Finanze e Tesoro)
GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE 1953
(7a Riunione in sede deliberante)
Presidenza del Presidente BERTONE

Discussione e rinvio del disegno di legge:
Aumento di capitale dell'Azienda minerali metallici italiani (A.M.M.I.) » (148) .
Data la prevalente produzione di minerali di zinco in Italia in confronto alla capacità delle officine di trattamento, nel 1948 il Governo italiano, chiamato dall'E.C.A. e dallo O.E.C.E. a redigere il così detto programma a lungo termine, ha proposto tra l'altro la installazione di una nuova unità per la produzione di circa 15 mila tonnellate annue di zinco elettrolitico. La costruzione di tale impianto è stata consentita alla S.A.P.E.Z. in relazione alla sua notevole produzione mineraria ed alle possibilità produttive dei giacimenti in concessione. L'impianto è stato approvato dal Comitato dei metalli non ferrosi dell'O.E.C.E. nell'ottobre 1949. Nella seduta del 28 marzo 1950 il problema è stato riesaminato dal Comitato interministeriale per la ricostruzione (C.I.R.) che si è espresso favorevolmente.
La costruzione dell'impianto di Nossa nel bergamasco, portata a termine nel maggio del 1952, ha necessariamente richiesto un grande sforzo finanziario. La spesa ha raggiunto circa 5 miliardi, di cui oltre 700 milioni coperti con autofinanziamenti e 3.250 milioni con finanziamenti a medio ed a lungo termine, tra i quali una anticipazione dell'E.C.A. di 1.400 milioni al favorevole tasso del 2,50 per cento.
Purtroppo la depressione congiunturale del piombo, dello zinco e dell'antimonio, delineatasi nella primavera del 1952 ed accentuatasi alla fine dello stesso anno, non ha consentito di far fronte con autofinanziamenti all'ulteriore copertura delle spese per Nossa.
L'impianto marcia ora a pieno regime. Negli ultimi mesi è stata superata una capacitàproduttiva prevista in 50 tonnellate al giorno. Larga parte della produzione è esportata negli Stati Uniti, sia in pagamento dei mutui E.C.A. sia per normali esportazioni. La marca S.A. P.E.Z. elettrolitico è nota ed apprezzata nei principali mercati mondiali ed è in corso di registrazione tra le primarie marche internazionali al London Metal Exchange.

docufilm descrizione storica e processo


clicca qui per vedere il video

A.M.M.I. Camera di commercio

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fabrycjx 2012

minatore sopra fornello

minatore sopra fornelloPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica18/9/2019 11:16    
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MINIERE DI GORNO

Minatore sopra fornello
La grata su cui poggia il minatore serviva per calibrare la pezzatura del materiale riversato; se necessario i massi dovevano essere rotti manualmente con la mazza.
Non meno importante, era la protezione che la grata offriva da cadute accidentali nel fornello, il quale poteva essere  profondo anche più di 50 mt, per trasferire il minerale al ribasso sottostante dove sarebbe stato estratto per essere trasportato all'esterno della miniera.

Di seguito la descrizione del perito minerario C.C. che suggerisce l'applicazione di tali griglie:

Cantiere 158  controllo: bloccaggio, L'appezzatura del grezzo deve essere contenuta entro dimensioni  opportune, per ovviare l'inconveniente  troppo  spesso gravoso  e dispendioso d'intasare i  fornelli  di  gettito del minerale e l’incagliamento dei frantoi negli impianti di  arricchimento.  A tale scopo alla sommità dei  fornelli vengono  predisposte griglie. Sono esse vecchie rotaie che possono essere disposte in senso longitudinale od a maglia; la distanza dei suoi elementi permette di definire il bloccaggio del grezzo entro i limiti desiderati. Le griglie hanno inoltre la funzione importantissima di salvaguardare la sicurezza e la incolumità del minatore e di quanti fossero poco pratici e sprovveduti della miniera che se non fossero avvertiti dalla loro presenza cadrebbero nei fornelli con effetti talvolta tragici. L'operaio  addetto a tale compito  deve   curare  in modo attento e scrupoloso l'appezzatura del materiale ricucendone opportunamente le dimensioni e, se ciò non fosse  possibile per le dimensioni e la compattezza del materiale ricorrere alle tavolette dì rottura. Riporto  il disegno  della griglia presa da me in considerazione e sotto controllo:Essa è risultata efficiente e funzionale. Il grezzo,trasportato dalla autopala sino al fornello, non ha presentato difficoltà per una eventuale  riduzione, essendo  stato poco duro e  compatto ed inoltre l'appezzatura era piuttosto normale. Qualora le  caratteristiche del materiale lo richiedessero, suggerirei l'impiego di due operai alla griglia, questo favorirebbe la continuità del lavoro ed un rendimento nettamente  superiore. Preciso che la griglia in questione bene si presta alla attuazione del mio riscontro.


Norme di comportamento per la sicurezza in miniera

Citazione:
fabrycjx 2012


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