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Una Casa tipica del Villaggio minerario di Campello

Una Casa tipica del Villaggio minerario di CampelloPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica17/5/2022 17:18    
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Miniere di Gorno


1) Il gruppo delle miniere di Gorno comprende due concessioni minerarie denominate «Val Seriana  e Val Brembana» la cui area complessiva è di circa 8.000 ha.
Nella Val Seriana ì lavori si svolgono in tre zone denominate Sezione M. Trevasco, Sezione Est, Sezione Ovest.
Nella Val Brembana sono attive due zone denominate Sezione Val Parina e Sezione Val Vedra.
La società A.M.M.I. ha l'esercizio di queste concessioni dal 1940, anno in cui cessò la gestione della compagnia belga « Vieille Montagne ».
La Direzione delle miniere è unica ed ha sede a Campello, frazione del comune di Gorno.
Il giacimento è costituito prevalentemente di minerali di piombo e di zinco nelle forme solfuri ed ossidati. Come accessori abbiamo minerali di ferro, di rame, di fluoro, ecc.
Esso si trova sul versante meridionale. di una catena di montagne, estendentesi da Ovest ad Est, delle Alpi Bergamasche, ed è diviso morfologicamente in una parte occidentale, con centro Oltre il Colle, nella Val Brembana, ed in una parte orientale, con centro Gorno, nella Val Seriana, da una seconda catena di montagne che si estende in direzione SW-NE e che interseca la prima a NE.
La cima più alta della prima catena ha un'altezza di 2.512m (Pizzo Arera); la cima più alta della seconda è di 2.049 m (Cima del Grem).
I due centri, di Oltre il Colle e di Gorno distano entrambi da Bergamo circa 35 km.
La tettonica della zona è molto intensa: esistono numerose pieghe e faglie. Tra queste ultime particolare importanza ha la faglia del Grem che ha direzione SE-NW e che ha determinato uno spostamento orizzontale notevole tra la parte occidentale e quella orientale del giacimento.
La mineralizzazione è distribuita in un orizzonte stratigrafico, denominato Metallifero, la cui potenza raggiunge un massimo di 70-75 m nella parte centrale della zona (Gorno) e si riduce verso Est c verso Ovest a circa 20-30 m.
I geologi che hanno studiato questa zona, come Ardito Desio, l'olandese De Sitter e di recente i tedeschi Wilke ed Herendreich, a parte certe contrastanti vedute di dettaglio, pongono il Metallifero nel Trias delle Alpi Bergamasche tra l'Esino ed il Raibliano.
I geologi tedeschi hanno distinto nella serie stratigrafica una facies di Esino, una facies di transizione ed una facies di Raibliano. La prima è caratterizzata da calcari grigio chiari,
la seconda da calcari grigio scuri e neri bituminosi, e la terza da calcari scuri bituminosi intercalati a scisti scuri marnasi. I calcari di tutta la serie sono spesso dolomitici.
Secondo gli stessi geologi il metallifero comprende parte dell'Esino superiore, tutta la facies di transizione e parte del Raibliano inferiore.
Essi inoltre hanno determinato nella stessa serie stratigrafica la posizione e la composizione di alcuni strati argillosi illitici, che avrebbero avuto origine dall'alterazione dei materiali esplosivi ed esalativi di vulcani sottomarini, sedimentati contemporaneamente ai calcari. Questi strati, che sono
stati definiti tufiti, hanno spessori compresi tra 2-3 cm e 10-20 cm, ed hanno colori caratteristici, dal grigio verde al verde scuro, per cui sono facilmente riconoscibili anche in sotterraneo.
Di queste tufiti finora ne sono state individuate sei, tre delle quali (due in facies Esino e una in facies Raibliano) sono legate alle mineralizzazioni e pertanto costituiscono degli orizzonti guida per la ricerca di nuovi corpi mineralizzati o della continuazione di corpi mineralizzati già noti.
Il giacimento, sempre secondo le ipotesi avanzate dei geologi tedeschi, avrebbe avuto origine da una segmentazione contemporanea nel mare ladinico dei calcari e degli scisti, per cause esogenetiche, e dei minerali e delle tufiti, per cause endogene.
I successivi fenomeni di diagenesi, di tettonica a pieghe e con faglie di ossidazione dei solfuri e migrazione degli ossidi nelle faglie e nelle spaccature della roccia incassante, di erosione e formazione morfologica della superficie con formazione di crepacci e continuazione della tettonica della ossidazione e della migrazione degli ossidi, avrebbero dato luogo alla formazione dei corpi mineralizzati.
Qualunque sia la validità di queste ipotesi, sta di fatto che nel giacimento di Gorno si trovano corpi mineralizzati, a solfuri primari e ad ossidati, paralleli agli strati, e corpi mineralizzati, in prevalenza ad. ossidati, costituiti da riempimenti di faglie e di crepacci.
I primi, che sono in maggior numero, hanno forma differente, per lo più longitudinale o tubolare
o lentiforme, e possono avere dimensioni estese. Gli altri, pur costituendo localmente degli adunamenti talvolta consistenti e coltivabili economicamente, hanno dimensioni sempre limitate in profondità.
Le irregolarità che i corpi mineralizzati presentano sia nella loro forma sia nella distribuzione della mineralizzazione, rendono difficile l'applicazione di sistemi di coltivazione ad
alta produttività.
Fino a qualche anno fa la coltivazione dei corpi mineralizzati veniva attuata seguendo la mineralizzazione dal basso verso l'alto e mantenendo la ripiena al piede. Sull'abbattuto si eseguiva una cernita spinta in cantiere per ottenere dei grezzi a titolo superiore all'8,oo% in Zn. Ovviamente le rese erano basse (in abbattaggio si ottenevano 1,5-2 t/operaio).
Inoltre la coltivazione non era preceduta da adeguati lavori di delimitazione del corpo mineralizzato e di preparazioni.
Da tre anni a questa parte si è data una nuova impostazione ai lavori di coltivazione. Anzitutto si procede alla delimitazione del corpo mineralizzato con rimonte, trasverse e sondaggi; quindi si eseguono i lavori di preparazione ed infine si applica il sistema di coltivazione più adatto.
Inoltre la cernita di cantiere si realizza per quanto è possibile con un abbattaggio selettivo e viene completata a mano ma con criteri meno restrittivi.
I sistemi di coltivazione attualmente applicati sono tre: a sottolivelli nei corpi mineralizzati verticali ed in quelli inclinati con potenza superiore a 4-5 m; a trance larghe inclinate, separate tra di loro da pilastri, che vengono abbattuti in ritirata, nei corpi mineralizzati inclinati con potenza fino a 4-5 m; a magazzino nei corpi mineralizzati verticali (questo sistema di coltivazione però verrà abbandonato).
Nelle coltivazioni a sottolivelli sono impiegate le pale meccaniche «Montevecchio» tipo T 2G e si realizzano rese all'abbattaggio utili comprese tra 10 e 15 t/op. a seconda della parte sterile da eliminare; nelle coltivazioni a trance inclinate si impiegano scrapers ad aria compressa con motori da 5-7 CV e si ottengono rese all'abbattaggio di 5-6 t/op.
Nelle coltivazioni a magazzino le rese variano tra 6 e 7 t/op.
Esistono ancora dei cantieri in cui, pur avendo impostato i lavori secondo i nuovi criteri, non si è raggiunto il grado di organizzazione e di meccanizzazione di quelli sopraindicati, per cui le rese all'abbattaggio sono comprese tra 3,5 e 4 t/op.
È prevista però la sistemazione di questi cantieri entro breve tempo.
La perforazione è per circa 1'80% ad acqua. Si impiegano martelli L 37 e T 21 della Joy Sullivan, mentre sono in fase di esaurimento vecchi martelli Flottmann AT 18 e Z 20. Per i sondaggi si impiegano sonde Craelium del tipo X 2Se Prosper.
L'applicazione di sistemi di coltivazione massivi ed il rallentamento della cernita in cantiere hanno ovviamente determinato un abbassamento del tenore del grezzo. Attualmente
si producono grezzi al 6 % Zn e 1,30 %  Pb.
Per il controllo dei tenori dei grezzi provenienti dalle diverse Sezioni viene effettuata una campionatura giornaliera degli stessi in un apposito impianto installato a Costa Jels
nella zona di Gorno,. I campioni prelevati vengono analizzati cinquinalmente.
A causa della estensione delle due concessioni e delle caratteristiche morfologiche della zona, particolari difficoltà, e quindi costi elevati, si incontrano nel trasporto dei grezzi all'impianto di trattamento che è unico per le due concessioni ed è situato nella località Riso della Val Seriana
Detto trasporto viene effettuato con muli, con locomotori e con teleferiche.
Di queste ultime ce ne sono in funzione circa una ventina, di cui la più importante è quella che collega la Val Brembana con la VaI Seriana, per una lunghezza di 4 km, e che trasporta circa 300 t al giorno.
Il personale addetto ai trasporti, oltre a quello impiegato dalle imprese che hanno in appalto i trasporti con mulo, rappresenta il 13 % circa del personale in forza presso queste miniere.
Il costo dei trasporti rappresenta il 22 %del costo grezzo prodotto e portato in testa all'un pianto di trattamento.
Al fine di ridurre i costi di detti trasporti e di aumentare l'attuale capacità di trasporto, per poter far fronte al sensibile aumento della produzione di grezzo, previsto entro il
1963, è stato progettato ed è in corso di attuazione, un collegamento in sotterraneo tra la VaI Seriana e la VaI Brembana mediante una galleria, a quota 549, lunga 6,5 km circa ed una discenderia lunga 800 m circa, tra quota 1050 e quota 549.
Al completamento dell'opera rimangono da scavare 4000m di galleria e 600 m di discenderia.
Questo collegamento oltre a costituire una grande via di estrazione dei grezzi e di trasporto dei materiali vari e del personale, aprirà un vasto campo di esplorazione per la ricerca delle mineralizzazioni della parte occidentale del giacimento note fino a quota 1050 o poco al di sotto.
Nello scavo della galleria, che ha una sezione di 5,50 m2; sono in corso delle prove con un Wagon-Drill allo scopo di realizzare sfondi superiori ai 2 m contro 1,30-1,50 ottenuti con le normali volate canadesi.
Il grezzo viene trattato nell'impianto di arricchimento di Riso per flottazione.
Caratteristica di questo trattamento è la frantumazione ad umido, a causa della plasticità del materiale, e la flottazione a caldo, temperatura 40-45°C, della calamina con un processo misto solfato di rame-anilina.
La capacità del trattamento dell'impianto è di circa 580 t/giorno, ma sono in corso lavori di ampliamento che la eleveranno alla fine dell'anno in corso a 650-700 t/giorno e successivamente
a 800-900 t/giorno.
Sono pure in corso degli studi per un prearricchimento del nostro grezzo a mezzo di Sink-Float.
I primi risultati di questi studi, che sono stati affidati alla Humboldt, hanno dimostrato che per tutti i grezzi, meno quello proveniente dalla Sezione di M. Trevasco, si ottiene una efficace separazione della parte sterile da quella mineralizzata che consentirebbe di alimentare la Sezione di flottazione con circa il 50% del grezzo prodotto.
Attualmente dal trattamento del grezzo si ottengono tre prodotti: . uno di galena, al 56-57% Pb;
uno di blenda, al 58-59% Zn, ed uno di calamina, al 36-37% Zn.
Per la trasformazione, la galena viene inviata allo stabilimento della Pertusola, di La Spezia , la blenda e la calamina vengono inviate allo stabilimento elettrolitico di Ponte Nossa dell' A.M.M.I.

(pubblicazione di Pietro Mantega   Agosto 1962)
Citazione:

THE ENGLISH CROWN SPELTER

THE ENGLISH CROWN SPELTERPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica19/4/2022 17:12    
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THE ENGLISH CROWN SPELTER
Società inglese costituita il 9 marzo 1893 con sede in Ponte Nossa (capitale nominale 2.100.000£)


The English Crown Spelter C. Ld.

   
Le miniere di zinco Appunti di un vecchio minatore.
(anno 1905)


Poco prima di giungere a Ponte di Nossa, L’ illustre borgata della nostra Valle Seriana, al ponte sul torrente Riso, si apre, con un panorama magnifico, chiuso, in fondo, dalle vette nevose e dentellate dell’' Alben, drizzantesi al cielo come guglie e torri e minareti, la valle di Gorno ed Oneta che per il passo di Zambia, per una comoda mulattiera, mette in valle Brembana.
Questa convalle, più che per le sue bellezze naturali. ha notorietà dalle importanti miniere metallifere della «The English Crown Spelter C. Ld. » una Società inglese che da anni sfrutta vantaggiosamente le sue quattro Concessioni sviluppatesi nei territori dei Comuni di Gorno, Oneta e Premolo.
Da queste miniere si estraggono i minerali di zinco che si comprendono sotto i nomi di Calamine (carbonati e silicati di zinco e Blenda (solfuri di zinco).
In questi giacimenti, quali minerali accessori, esistono anche la Galena (solfuro di piombo) e la Cerussite, (carbonato di piombo) ma la produzione dei minerali di piombo è molto limitata mentre quella dei minerali di zinco è rilevante, in qualche anno, anzi, rilevantissima.
I giacimenti che si connettono alla formazione triassica (era secondaria) sono tipici.
I minerali di zinco costituiscono in alcuni piani del periodo triassico dei depositi, degli ammassi, delle tasche generalmente allineate secondo una determinata direzione che varia da regione a regione.
Questi ammassi sono molto spesso collegati fra di loro da vene più o meno importanti, e allora costituiscono i canali che rappresentano i giacimenti più importanti.
La norma per le ricerche, oltre quella dell'esistenza della roccia che può contenere il minerale, è sopra tutto data dalla direzione quasi costante di questi canali, esistenti talvolta, per qualche tratto, anche in serie parallela nel medesimo piano.
Furono' rinvenuti persino quattro canali  paralleli compresi nei medesimi strati. I lavori si sviluppano da un’altezza di 600 a 1800 metri sul livello del mare.
E le alte montagne coverte di verdi e odorose pinete sono forate in tutti i sensi e le profonde gallerie ove lentamente in luce si perde in penombre e scompare nell' impenetrabile buio, si allungano, si ritorcono, si sprofondano per diecine di chilometri.
Le ricerche e le  coltivazioni incominciarono sugli affioramenti i quali si mostravano abbondantissime nelle regioni alte.
Mano,  mano che si   discendo verso la valle la potenza del terreno sopra i giacimenti aumenta e non si riscontra più nessuna traccia di affioramento.
La formazione raibliana ha coperto tutto dai 1200 metri, a guisa di un immenso mantello terroso.
Non si vedono più affioramenti: sono necessaire delle gallerie, talvolta lunghissime, per incontrare le prime tracce della mineralizzazione. E non sempre le gallerie s' incontrano!
II canale o cambiò direzione o si chiuse più in alto ed il lavoro di ricerca, che  è sempre costosissimo, fu fatto inutilmente!
Due anni or sono fu incominciata la perforazione di un pozzo (Pozzo Zay n.d.r.)nel punto più basso della zona mineralizzata.
Anche questo è un lavoro di ricerca, un lavoro dei più brutti e penosi e anche dei più costosi perché contrariato do fortissime infiltrazioni di acqua. Durante l'opera di perforazione funzionano costantemente le pompe elettriche. Se il pozzo incontrerà il minerale, le miniere avranno assicurato uno splendido avvenire.
Dai luoghi di coltivazione, i quali sono talvolta dei vuoti grandissimi, somiglianti a navate di una immensa cattedrale sotterranea, resi sicuri a mezzo di colossali armature, il materiale utile dopo di aver viaggiato lungamente sulle spalle dei ragazzi, esce dalla galleria sui vagoncini e subisce una prima cernita. Le donne (tutte sane e fiorenti) (Taissine n.d.r.) incaricate di questo lavoro, separano il materiale ricco dallo sterile e dal materiale povero.
Lo sterile viene gettato via ed il povero è destinato ad essere arricchito meccanicamente.
Un importantissimo stabilimento posto in fondo alla valle, chiamato la Laveria compie questo lavoro.
In una Laveria vi sono ingegnosissimi meccanismi tutti destinati a trarre profitto anche dai materiali più poveri.
Dalla parte alta dello stabilimento entra un minerale che contiene il 15 o il 18 per cento di zinco, dalla parte bassa esce un minerale che contiene il 30 o il 35, quindi minerale ricco e spedibile in qualunque parte del mondo.
Prima però di essere spedito il minerale viene calcinato, ossia viene cotto.
Questa operazione che si compie in forni ha lo scopo di diminuire il peso ed aumentare il tenore.
Ecco l'esempio: mille tonnellate di minerale al 40 per cento in zinco diventano  750  al 53 per cento. Si spedisce, insomma, lo stesso quantitativo di metallo risparmiando il trasporto di 250 tonnellate.
E se si pensa che il materiale viene spedito fino in Inghilterra si comprende quale sia il vantaggio di questa operazione fatta sul posto.
All'infuori di questa cottura, nessun'altro trattamento subisce il minerale. Molti, anzi moltissimi, domandano perchè non ai estrae il minerale sul posto e si spedisce cosi lontano. La ragione è facilmente detta: perché per la quantità 1 di metallo bisogna impiegare la quantità 2 di carbone.
Come viaggia il materiale dai siti di produzione alla Laveria, ai forni ed ai luoghi ove esso può essere caricato sui carri e sulla ferrovia?
Lo sviluppo dei trasporti aerei forma una caratteristica di queste miniere.
Tutti i materiali viaggiano... per aria!
Da ogni piazzale, che si stende dinnanzi allo sbocca delle gallerie, parte una linea la quale si collega in stazioni centrali con altre che fanno capo alla Laveria e ai forni di calcinazione.
Esistono circa 16 chilometri di linee aeree, alcune costituenti delle tratte senza appoggi intermedi dì 1200-1300 metri di lunghezza.
Tolta la linea che trasporta il minerale calcinato dai forni al luogo di caricamento sui carri al limitare della salita di Gorno, la quale è lunga due chilometri e mezzo ed è messa in moto da forza motrice tutte le altre linee sono automotrici. Queste linee attraversano con impianti arditissimi le valli sopra burroni profondi, oscuri abissi ove il torrente canta la selvaggia canzone della montagna, e trasportano giornalmente centinaia di tonnellate.
La Società occupa un numero considerevole di operai, forti uomini della montagna, soldati del piccone e della mazza, figure alte di giganti barbuti, cresciuti fra l'aspra fatica e la selvaggia natura che li ha cresciuti e fatti forti e onesti.
Ne furono impiegati fino ad 850 comprese 150 donne tutte esclusivamente adibite alla cernita sui piazzali della miniera e della Laveria.
Lassù, in cima alla montagna il lavoro è la religione dell’uomo. Dalle prime ore dei mattino alle tarde della sera è un muoversi frettoloso, un rombare di mine tutto un nobile affaticarsi per la conquista del pane, del benessere, forse della ricchezza.


diario guida bergamasca

altre info su THE ENGLISH CROWN SPELTER

Orari di lavoro
Citazione:
fabrycjx 11/4/2012

Laveria di Gorno

Laveria di GornoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica5/3/2022 18:04    
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Miniere di Gorno

Laveria di Riso (Gorno)

L'impianto di flottazione di Riso è una delle poche testimonianze rimaste dell'antica attività mineraria di piombo e zinco nelle Alpi bergamasche, iniziata già durante l'età romana. La sua costruzione (1911-14) fu promossa dall'Inglese Crown Spelter che, insieme alla Vieille Montagne belga, possedeva la maggior parte delle miniere nell'alta valle della Seriana in quel periodo. Lo scopo di questo impianto di flottazione era di trattare zinco e piombo povero / solfuri di piombo come galena e sfalerite attraverso un processo di arricchimento, portando così ad un aumento della concentrazione dal 18-20% al 30-31%. Alla sua inaugurazione, l'impianto aveva una capacità di 120 t/giorno. Nel 1922 le attività dello Spelter inglese furono rilevate dalle Vieille Montagne. Quest'ultima ha promosso una ristrutturazione generale dell'impianto di flottazione nel 1925-27, che ha portato a una ricostruzione completa e ad un aumento della capacità giornaliera fino a 180 tonnellate. Per garantire un migliore collegamento con i siti minerari superiori è stata installata una teleferica, mentre un paio di piani inclinati dotati di funicolari servivano la ferrovia a scartamento ridotto proveniente dalle miniere più basse. Dopo un decennio di costante intensificazione della produzione mineraria a Gorno (+35 , 61% nel 1935), nel 1940-41 la Vieille Montagne fu costretta a lasciare la guida a causa dell'invasione tedesca del Belgio. Il Ministero delle Corporazioni italiano assegnò quindi le concessioni minerarie e le relative strutture (incluso l'impianto di flottazione di Riso) alla AMMI-Azienda Minerali Metallici Italiani, un'impresa pubblico privata fondata nel 1936 e focalizzata sull'estrazione e la metallurgia non ferrose. Nel 1946 AMMI trasferì tutte le sue attività nel distretto minerario di Bergamo alla sua controllata SAPEZ-Società per Azioni Piombo e Zinco. Nell'ambito di SAPEZ è avvenuta una ristrutturazione generale, che ha previsto tra l'altro la concentrazione dell'intera lavorazione del minerale nell'impianto di flottazione di Riso. Dopo un significativo miglioramento - che ha esteso la gamma di minerali lavorati verso solfuri di piombo e carbonati e solfuri di zinco, carbonati e silicati  l'impianto di flottazione ha raggiunto una capacità massima di 700 t/giorno. Le attività di estrazione e lavorazione si sono sviluppate abbastanza regolarmente fino agli anni '70, quando AMMI è stata rilevata inizialmente dall'EGAM e, nel 1977, dal gruppo ENI. Benché inizialmente ENI avesse promosso nuove ricerche sotterranee e prospettato possibili sviluppi futuri per il complesso minerario di Gorno, l'assegnazione di questo alla sua controllata SAMIM-Società Azionaria Minerario-Metallurgica (1981) rivelò presto l'intenzione di disimpegnarsi dall'attività di estrazione di piombo e zinco, non più considerato come un business strategico. Di conseguenza, l'impianto di flottazione e tutto il resto furono progressivamente interrotti nel corso del 1982

(fonte: http://www.st-al.com/archive/ammi_gorno/scheda.html)

descrizione funzionamento (Archivio minerario di Gorno)

Video

manuale per operai flottatori

Citazione:
fabrycjx 2015

LA PIU GRANDE TRAGEDIA MINERARIA ITALIANA

LA PIU GRANDE TRAGEDIA MINERARIA ITALIANAPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica28/2/2022 8:41    
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ARSIA – 28 febbraio 1940
Contrariamente ad una diffusa convinzione, non è la tragedia di Marcinelle (1956) la peggiore catastrofe mineraria italiana, ancorché occorsa in Belgio

          Purtroppo, la tragedia più grande fu quella dell’Arsa il 28 febbraio 1940, all’interno di quello che allora fu territorio nazionale italiano, con 185 morti, cinquanta in più delle vittime italiane a Marcinelle.


...caduti nel buio...avanzano nella luce...


In questo disastro anche Gorno pagò il suo tributo, in quanto di tradizione mineraria aveva in queste miniere più di un minatore.
Cabrini Giovan Antonio nato il 29/4/1909
Guerinoni Angelo nato il 3/6/1906
Guerinoni Angelo Tobia nato il 5/3/19013
Zanotti Giovan Angelo nato il 31/5/1912
Cabrini Giovan Antonio risulta nell'elnco ufficiale delle vittime.


http://www.geoitaliani.it/2013/05/194 ... -grande-tragedia.html?m=1


RAŠA - ARSIA 1937. Grad za 547 dana


miniera

Documentazione


Arsa:una città da reinventare

VIEILLE MONTAGNE

VIEILLE MONTAGNEPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica19/2/2022 18:10    
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Stemma della Vieille Montagne
Società belga  proprietaria delle miniere di Gorno fino al 1941 anno in cui la miniera venne nazionalizzata

vedi anche:
Centenario della Vieille Montagne

centenario

Albo d'oro



INVESTIMENTI BELGI IN ITALIA:  LA VIEILLE MONTAGNE


wikipedia Société des Mines et Fonderies de Zinc de la Vieille-Montagne

Altro sulla Vieille Montagne

Citazione:
FABRYCJX2013

Centanario della Vieille Montagne

Centanario della Vieille MontagnePopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica19/2/2022 9:50    
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Miniere di Gorno

Centanario della Vieille Montagne 1837-1937

sfoglialo qui

Costruzione di una diga in Val Nosseda

Costruzione di una diga in Val NossedaPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica5/2/2022 20:01    
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Miniere di Gorno

Molti della Val del Riso non sanno che fu progettata una diga nel bacino della Val Nosseda
Lo studio preliminare di fattibilità fu condotto dal famoso geologo Ardito Desio conclusosi nel maggio del 1947.
La Val Nosseda è lunga circa 4 Km
Il bacino imbrifero abbraccia un'area di 3.39 km quadrati.
La quota massima dell'invaso sarebbe posta a 694 m s.l.m.
Il battente sarebbe stato di 34 metri
L'invaso creato avrebbe contenuto 300.000 metri cubi di acqua


la La relazione completa di Ardito Desio

foto della Val Nosseda

Foto di Ardito Desio


(Nella foto la lettera di presentazione della conclusione dello studio preliminare e un'estratto del parere favorevole di Ardito Desio.)






Ascanio Sobrero

Ascanio SobreroPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica31/1/2022 17:24    
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Ascanio Sobrero (Casale Monferrato, 12 ottobre 1812 – Torino, 26 dicembre 1888)
è stato un chimico e medico italiano. Fu il primo a sintetizzare nitroglicerina e sobrerolo.
Un chimico dimenticato


scopritore della nitroglicerina

Storia degli esplosivi


Citazione:
fabrycjx2016

Pani di zinco A.M.M.I. Ponte Nossa

Pani di zinco A.M.M.I. Ponte NossaPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica17/1/2022 17:26    
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Cataste di pani di zinco prodotte dallo stabilimento dell'A.M.M.I di Ponte Nossa
© tutti i diritti riservati vietata la riproduzione

INSTALLAZIONE DI UNA NUOVA FONDERIA ELETTROLITICA DI ZINCO

CONSIDERAZIONI GENERALI

II piano E.R.P. a lungo termine per lo zinco metallo indica un ampliamento delle capacità produttive degli impianti esistenti per circa 15.000 tonnellate, e la installazione di una nuova fonderia elettrolitica con capacità produttiva di circa 10.000 tonn/anno di metallo, da parte della S.A.P.E.Z. - Società per azioni Piombo e Zinco.
Le ragioni che hanno consigliato alla S.A.P.E.Z. di installare la nuova fonderia elettrolitica possono così riassumersi:
a) - L'industria dello zinco metallo costituisce una classica attività "naturale" dell'economia italiana s  minerali, energia elettrica e manodopera rappresentano infatti il  90 % del costo totale del metallo. Giova qui ricordare che fino al 1915 si esportava la totalità dei minerali di zinco prodotti in Italia. In quegli anni la nostra esportazione raggiungeva 125-150 mila tonnellate annue e costituiva una notevole frazione dell'esportazione mondiale di minerali di zinco.
In quel periodo, per contro, l' Italia importava la totalità dello zinco metallo necessario al proprio fabbisogno. Si realizzavano così i presupposti caratteristici di una economia coloniale la massiva esportazione delle materie prime, importazione della totalità del fabbisogno nazionale di prodotti finiti.
Durante la prima guerra mondiale si costruì la prima fonderia di zinco (Vado Ligure) che dette il primo zinco di produzione italiana. La guerra era appena cessata quando entrò in funzione lo stabilimento di San Dalmazzo di Tenda, anticipatore del metodo elettrolitico. Un secondo impianto di elettrolisi entrò in marcia nel 1926 a Monteponi  un terzo nel 1928? pure elettrolitico, a Crotone  un quarto, nel 1936 sempre elettrolitico , a Porto Marghera. La produzione salì cosi a circa 40«000 tonnellate annue.
La installazione di una nuova fonderia costituisce pertanto una ulteriore tappa del processo di industrializzazione del l'Italia in uno dei settori più "naturali" ed economici.
b) - La realizzazione del programma sopraindicato  si ripercuoterà favorevolmente sulla bilancia dei pagamenti della Italia. E’noto infatti che esportando zinco metallo si ricava, grosso modo, il doppio della corrispondente esportazione di minerali.
c) - L'aumentato consumo di minerali di zinco all'intermo, a seguito dell'incremento delle capacità produttive sopra indicate, condurrà ad uno sviluppo nella produzione nazionale, sopratutto dei minerali poveri. Attualmente, sia per la far te incidenza dei trasporti, che per il mutato orientamento nella tecnica del trattamento dei minerali, le calamine a basso titolo trovano sempre maggiori difficoltà di collocamento all'estero.
Proprio per queste ragioni la nuova fonderia elettrolitica è stata studiata specificamente per il trattamento di minerali poveri calaminari, dei quali sia in Sardegna, sia nel Bergamasco vi è larga possibilità di produzione anche in sene attualmente non coltivate.
I minerali ricchi, particolarmente le blende flottate, continueranno ad essere esportate in larga misura.
d) - Le considerazioni sopra indicate si riallacciano al problema della manodopera. In relazione all'entrata in esercizio delle nuove capacità produttive (sia per il nuovo impianto, sia per l'incremento degli impianti esistenti), nel piano a. lungo termine è stato previsto un incremento dell'occupazione operaia di 2.500 unità, costituito da 2.000 unità nelle miniere e da 500 unità negli impianti.
L'incremento effettivo sarà prevedibilmente superiore   a quello indicato nel piano, sia perché la stima è stata formulata in termini molto prudenti, sia per il probabile incremento o nelle lavorazioni successive.
E’ infatti certo che all'aumentata disponibilità di zinco metallo in Italia corrisponderà
un incremento nel consumo,  che si rifletterà favorevolmente sull'occupazione operaia.
A tal fine è da tener presente che l'attuale consumo d i zinco procapite in Italia è
singolarmente basso. Anche senza tener conto dell'elevato consumo belga (kg.10,3% per
abitante ) dovuto a fattori particolari di quella economia, giova qui ricordare che il
consumo italiano (Kg.0,79) pur sempre inferiore a quello della Gran Bretagna, della
Germania, degli Stati Uniti, della Scandinavia, della Francia e del Canada,, e financo
a quello del Giappone e della Polonia.
e) - L'aumentata produzione di minerali di zinco allo interno conseguente alle maggiori
possibilità di collocamento presso le fonderie nazionali, si rifletterà favorevolmente
anche sulla produzione di minerali di piombo.
La produzione nazionale di minerali di piombo ha raggiunto nel 1948 circa 47.000
tonnellate. Quel piano a lungo termine è stato previsto un incremento fino a 67.000
tonnellate.
In passato è stato raggiunto un massimo di 75.000 tonnellate. Il minor livello produttivo attuale è dovuto al fatto che dal 1936 al 1943 le miniere piombo zincifere sono state sottoposte a uno sforzo eccessivo per fornire i forti quantitativi di piombo richiesti dalle Autorità, inadeguati alle preparazioni dei giacimenti. In tale periodo, per ragioni varie si sono fortemente ridotti i lavori di ricerca e di preparazione,mentre so_ no state sfruttate ed esaurire in prevalenza le masse a più elevato titolo di piombo.
Le conseguenze di questo sforzo produttivo si risentiranno per lungo tempo. Purtroppo, non sono stati ritrovati nuovi già cimenti di una gualche entità.
E’ peraltro evidente, anche in relazione alla generale scarsità di piombo nel mondo, che ogni sforzo va tentato al fine di incrementare la produzione di minerali di piombo»
Questo incremento potrà realizzarsi in Italia soltanto so si svilupperà parallelamente la produzione di minerali di zinco. E’ noto infatti che in quasi tutti i giacimenti italiani, i minerali di .piombo sono associati a quelli di zinco, e che quindi non è possibile forzare una produzione senza incrementare l’altra.
Per lo sviluppo della produzione di minerali di zinco in Italia  occorre, sopratutto, puntare sui minerali poveri; l’incremento delle capacità produttive di zinco metallo faciliterà il raggiungimento di tale scopo.

CARATTERISTICHE DELL'IMPIANTO
1° - Potenzialità -
L'impianto è stato studiato por una produzione di 50 tonnellate al giorno di zinco in catodi, corrispondente, tenuto conto della minor produzione invernale per carenza stagionale di energia elettrica, a circa 10,000 tonnellate annue di zinco commerciale fuso in pani.
2° — Ubicazione —
L'ubicazione dell'impianto presso Nossa (Bergamo) nel primo tratto della camionabile che dalla strada della Bresciana si distacca scendendo la valle del Riso per giungere alle miniere di Gorno della S.A.P.E.Z. si presenta favorevole per le ragioni seguenti:
a) - provenienza dei minerali, la località di Nossa risulta adiacente alle miniere di Gorno e di Oltre il Colle baricentrica in confronto della altre miniere che alimenteranno l!impianto, e cioè la miniera di Monteneve dell A.M.M.I. (Vipiteno) e le miniere dell'Iglesiente (Sardegna) della S.A.P.E.Z. e dell’ A.M.M.I.
b) - fornitura dell'energia elettrica, necessaria, con i grandi elettrodotti che intersecano la regione
c) - razionalità o semplicità del costruendo raccordo ferroviario (scartamento normale) con la vicina stazione di Ponte Nossa delle ferrovie della Val Seriana
d) - disponibilità di terreno adatto, compreso fra il Riso e la camionabile di Gorno e disposto con sufficiente ampiezza nel senso parallelo alla valla del Riso stesso (terreno in parte già di proprietà della S.A.P.E.Z.
L'impianto sorgerebbe nella valle del torrente Riso a circa 500 metri dalla confluenza di questo con il fiume Serio. Lo stabilimento sarebbe raccordato con la ferrovia della Valle Seriana mediante un tronco di linea che, distaccandosi dal binario principale in prossimità della stazione di Nossa, seguirebbe dapprima la strada nazionale e, dopo un breve tratto in galleria, devierebbe nella valle del Riso.
Per la sistemazione della vasta area necessaria per lo stabilimento si richiederebbe la rettifica ed arginatura di circa 300 metri del torrente e lo spostamento della strada Nossa-Gomo-Campello-Oneta nel tratto che interessa i nuovi impianti.
Nella indagine sulla ubicazione dell'impianto è stata anche studiata l'altra alternativa, vale a dire l’ubicazione in adatta zona prossima ad un porto, Questa soluzione presenta  l'innegabile beneficio della riduzione dei costi dei trasporti sia per i minerali della S.A.P.E.Z. di provenienza dalla Sardegna, sia per altri eventuali minerali di acquisto, c'è poi da tener conto che la vita media di una fonderia elettrolitica è in genere superiore a quella di una data miniera, sicché è sempre da porsi l'ipotesi che l'impianto potrebbe continuare a marciare anche quando le miniere del Bergamasco fossero esaurite.  L'esperienza di altri Paesi europei che ci hanno preceduto nell’ installazione di fonderie di zinco conferma questa ipotesi  per quanto nel caso della miniera di Gorno e di Oltre il Colle, il minerale in vista e quello probabile e possibile assicurino l'alimentazione dell'impianto ? nella misura sopra indicata, per un lungo periodo.
Ma è da attendersi che l'esistenze, nel Bergamasco di altri fattori positivi a segnatamente la disponibilità di energia elettrica a pressi più bassi che sulla costa tirrenica finisca con il fare prevalere la scelta di Nossa, del resto già ammessa in via provvisoria
3) - Energia elettrica -
Il consumo di energia elettrica risulta di 5.500-6.000 kwh. di corrente alternata trifase per una tonnellata di metallo commerciale fuso prodotto, cioè complessivamente circa 60 milioni di Kw. annui. Detto consumo comprende tutti i successivi trattamenti, dal minerale grosso al metallo fuso in pani.
4) - I minerali -
L'impianto sarà alimentato da blende e calamine prodotte nel le miniere dell' A.M.M.I. e della consociata S.A.P.E.Z.
Secondo i programmi predisposti, affluiranno all'impianto circa 20/21 mila tonnellate annue di minerali così distinti:
-  tonn. 4.000 circa di blende di Gorno al 58-59 % Zn;
- tonn. 6.000 circa di blende di Monteneve al 52% Zn;
- tonn. 6.000 circa di calamine di Gorno al 50% Zn;
- tonn. 5.000 circa di calamine della Sardegna al 48% Zn.
Date le forti perdite di concentrazione delle calamine (i rendimenti attuali per portare il titolo di zinco dal 15/16% dei grezzi al 48/50% dei calcinati, sono soltanto il 50%),  è stata studiata la possibilità di trattare nell'impianto di Nossa anche delle calamine semiconcentrate ad un titolo del 20/25% Zn. L’impiego di tali semiconcentrati si presenta particolarmente utile per i minerali di produzione della miniera di Gorno, dato la vicinanza della fonderia, e la incidenza, praticamente irrilevante, delle spese di trasporto (i minerali saranno convogliati dalla laveria all’impianto con teleferica). E’ evidente che in tal caso, a parità di metallo contenuto, aumenterà proporzionalmente il quantitativo di minerale da trattare nella fonderia.
Pertanto l'impianto presenterà due sezioni: una per il trasferimento di calamina per circa 5.000 tonnellate annue di metallo, l'altra per il trattamento di blende per circa 5.000 tonnellate annue di metallo, conseguendosi cosi il gettito previsto di 10.000 tonnellate annue.
-Blende e calamine costituiscono un complesso razionale di impianti strettamente collegati fra loro.
L'utilizzazione delle calamine impone lo sfruttamento più redditizio dei giacimenti minerari del Bergamasco e della Sardegna a cui si collegano evidenti problemi sociali per il relative largo impiego di manodopera.
Il trattamento delle calamine esige acido solforico, e a questo si provvede con la desolforazione delle blende. Il gettito di acido solforico monoidrato corrisponde a non meno di una tonnellata di blenda combusta.
5) - Nel suo complesso l'impianto consisterà quindi dei seguenti reparti:
a) - macinazioni varie;
b) - forni arrostimento blenda;
c) - impianto acido solforico, tipo Monsanto;
d) - attacco "blende e depurazione soluzioni;
e) -attacco calamine, e depurazione soluzioni;
f) - preparazione dell'elettrolito miscelato;
g) – elettrolisi dello zinco;
h) - impianto ricupero cadmio;
i) - fonderia dei catodi;
l) - centrale elettrica;
m) - laboratori, uffici, officine, ecc.
La potenza installata per l'elettrolisi sarà 10.000 KVA, e quella necessaria per i servizi sussidiare 2.000 KVA e quindi 12.000 KVA in totale.
La conversione della corrente si effettuerà mediante raddrizzatori a vapori di mercurio, con le due alternative: un aggregato sino a 9.000 A. e 900 V. e due aggregati ciascuno sino a 9.000 A. e 475 V.
Per i servizi sussidiari  si prevede  di adottare la tensione il 500 V, ottenuta con trasformatori generali da 130.000 V. e con trasformatori  secondari da 10.000 V.   ubicati in almeno due cabine distribuite nelle due zone principali dell’impianto


Citazione:
fabrycjx 2012: (Foto  Capitanio Luigi

Assistenza sanitaria alle miniere di gorno

Assistenza sanitaria alle miniere di gornoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica17/1/2022 17:22    
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Miniere di Gorno

Nella foto il deposito dell'ambulanza a disposizione delle miniere e della comunità della Valle del Riso
crollato nel 2021.

Assistenza sanitaria nelle miniere di Gorno

Citazione:
Fonte: Archivio minerario di Gorno

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