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Charlie

CharlieAggiornatoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica20/9/2021 15:22    
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Modesto Varischetti "Charlie"
1907 miniere d'oro Westralia (Bonnievale Il campo d'oro prende il nome da un cercatore chiamato Bonnie, che scoprì il sito, dopo aver raccolto una pepita da 7 once (198,447 grammi) nel maggio o giugno 1894 )
Rimasto per 9 giorni imprigionato a 200 metri di profondità a causa di un'allagamento, venne riportato salvo in suprfice.
Il fatto ebbe notevole risonanza sia in Australia che in Italia.

il fatto: Dalla rivista "il secolo XX" del 1907
Down in the gold mine (la ballata di Varischetti)
Jon Callagan "Varischetti"
you tube
Il fumetto della vicenda in inglese
Video
Qui articoli originali sulla vicenda


souvenir of Bonnie Vale

Citazione:
fabrycjx 2012

Giuseppe Riccardi

Giuseppe RiccardiPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica3/9/2021 11:58    
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Sottotenente Giusepppe Riccardi
Nato a Gorno (Bergamo) nel 1918,
caduto a Monte Granale di Jesi (Ancona)
il 17 luglio 1944,
Medaglia d’oro al valor militare.

approfondimento:
In Val del Riso N°4 aprile1990
http://digilander.libero.it/lacorsain ... a/guerra2/44/riccardi.htm
Citazione:
fabrycjx 2012

Fugazzola Mario

Fugazzola MarioPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica20/3/2021 20:38    
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Fugazzola Mario Nato il 12 febbraio 1933 scultore, pittore, poeta.
Operaio specializzato in saldatura ha lavorato prima nell’officina meccanica
delle miniere di Gorno, in seguito ha continuato la sua mansione nello stabilimento
per la produzione di zinco elettrolitico a Ponte Nossa.
Oggi in pensione, abita sempre a Gorno nel villaggio minerario di Campello.
La sua passione per questo lavoro lo ha portato a creare opere bellissime in ferro.
La tecnica maggiormente usata è il riporto o l’asportazione di metallo con saldatrice ad arco.
ha dipinto quadri, purtroppo la maggior parte andati distrutti in un incendio del suo laboratorio.

Mario Fugazzola ci ha lasciato il 7/11/2013

ha scritto in oltre poesie molto divertenti
eccone una:

      LA BALLATA DELL’OPERAIO

Ricorda Mario, fai il tuo dovere, lo so che non ti fa piacere,

oltre la famiglia più di un impiegato devi mantenere.

Un giorno sono stato sfortunato, mi sono ammalato,

il medico della mutua mi si è presentato forse ho commesso un reato.

Cerca di capire di libertà provvisoria si può anche morire.

Che cosa ci vuoi fare torna a lavorare.

Il delinquente sì, si può perdonare, ma l’operaio no, lui deve lavorare,

deve accettare la sfida, magari la lettera di diffida.
Che cosa ci vuoi fare, torna a lavorare.

Ma io sono disoccupato. Ma cosa vuoi? Non hai nessuno da mantenere,

qualcuno ci ha già pensato ha messo un robot a fare il tuo mestiere.

Ma quale casa? Non vedi che è un solaio!
Ma cosa vuoi ancora, sei un operaio!

Fai un po’ come ti pare torna a lavorare!

Impiegati e dirigenti ce ne sono dappertutto,
in paesi e città,

ma chi lavora è sempre l’operaio qua.

A mezzogiorno se vuoi campare alla mensa devi mangiare.

Un giorno dopo aver mangiato porcherie all’assemblea volevo dire le mie,

ma ero troppo, troppo debole di calorie.

Ma sei impazzito? Alle nove vuoi firmare?
Sei un operaio, alle otto devi timbrare!

Non fare il cretino guarda il cartellino,
ormai sei schedato, quarantacinque hai stampato.

Lavoro il ferro, qualche volta mi lamento
però mi sento al sicuro,
in tanti mi stanno a guardare;
confesso non mi fa piacere,
la legge me li fa mantenere

lavorare, lavorare……..presto vado in pensione, penso alla liquidazione,

sei un operaio,anche se c’è la differenza non è che rimani senza.

Che cosa ci vuoi fare torna a lavorare…..

Però sono stato fortunato, mi hanno anche decorato, mi hanno dato la medaglia,

credevo fosse un trucco, tornato a casa alla sera m’accorsi che era vera.

Il giorno dopo tanto per cambiare
son tornato a lavorare.



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fabrycjx 2012

PIETRO GUERINONI

PIETRO GUERINONIPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica18/3/2021 18:27    
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PIETRO GUERINONI
(Pierì Barbù)
Si battè con forza, ma senza armi, affinchè a Gorno giungesse l'energia elettrica.
A Gorno è rimasto il detto: la luce fù grazie a Zay Ernesto e Pierì Barbù!
Le prime luci a Gorno si accesero il 20 dicembre 1908  grazie a questi peronaggi;( Zay Ernesto era l'allora direttore delle miniere di Gorno),  mise a disposizione della comunità parte dell'energia prodotta dalla centrale idroelettrica delle miniere, su accanita insistenza di Pietro Guerinoni.

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fabrycjx 2012

Giovanni Varischetti

Giovanni VarischettiPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica4/12/2020 11:43    
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Giovanni Varischetti  e le sue sculture

Giovanni vede la sua prima alba il giorno più lungo del 1934.
Il 21 giugno.Come la maggior parte dei suoi fratelli e dei suoi compaesani di quella generazione cresce fra gli animali e le pietre, con le materie prime di un’esistenza  semplice.
Il fieno, le foglie, le pietre e il legno.
Al legno tornerà dopo alcuni anni quando trasferitosi con la famiglia a Ranica, si troverà a giocarci.
Il destino gli ha concesso di ottenere un impiego in un ponte radio sul colle della Maresana, laddove il suo compito è custodire ... Lui che aveva custodito per anni le bestie sul Grem, in Grina e in Golla, si trovava a custodire una stazione radio ripetitrice sul crinale di una collina. Per raggiungere questo posto di lavoro, risale un sentiero e attraversa i boschi.  
Ma a Giovanni prudono le mani, non è abituato a custodire delle  apparecchiature con lancette che non dicono l’ora ma valori di cui non ha sentore.
Dopo aver passato alcuni anni a lavorare di notte in fabbrica a Ponte Nossa,e governato le bestie di giorno in Grina, superare le preoccupazioni della crisi di fine anni 60 con un impiego del genere sembra un miracolo, e allora inizia a leggere testi sacri. Illustrati si perché a scuola non era uno dei più bravi...era sempre distratto pensando alle sue caprette.
Dunque  nella  piccola officina di manutenzione del ponte radio della Maresana, un girono dopo aver svolto le sue mansioni ordinarie, si prepara un bastone, per scacciare le serpi lungo il cammino. Ma questo  bastone  gli  viene  tanto  bene che lo deve regalare e ne fa un altro, e poi un altro ancora... Fino a quando  qualche  parente  gli dice...: ma pròa a fa sö i rastèi...lui ascolta, e inizia a produrre rastrelli. Belli equilibrati... il manico di un legno, la testa di un altro e i denti di un altro ancora. Nel giro di qualche mese diventa un provetto produttore di  rastrelli. Insomma siamo al limite perché la piccola officina del ponte radio si trasforma in un laboratorio.
Ma d'altronde i compiti prevedono la presenza, l’ordine e la manutenzione. Ci sono tempi in cui il custode è comunque meglio che sia vigile e presente.Un  giorno  Giovanni  passando per il bosco, vede una capra, accidenti!  
E’ intrappolata in un tronco e allora lui che fa? Taglia l’albero e libera la capra... Non  ha  attrezzi  adatti, dunque se li crea limando pezzi di ferro e utensili di fortuna, ma la sua capretta lo guarda e gli sorride e allora le vuole dare compagnia e libera dal legno una gallina, poi un’aquila, poi ... un cavallo, poi una mucca e poi... Cristo.
Cristo in croce è la sua liberazione preferita. A lui piace proprio togliere dal legno tutto quanto sta attorno a quella che dopo qualche giorno sa-rà una cosa che altri definiscono “opera”.
E allora inizia ad aver cura del materiale e delle attrezzature e via via  inizia ad assecondare una dote che  nemmeno lui si spiega.
Mani grandi, e nessuna preparazione scolastica, nessun principio di proporzione, disegno o tecnica  appresa con un maestro. Niente di tutto ciò, solo la memoria di  come è fatta  una mucca, un  cavallo e l’osservazione delle proprie membra per riprodurle nelle  mani, braccia, volti ed espressioni dei personaggi realizzati.
Giovanni per anni produce diverse sculture di diversi tagli e formati, a volte su richiesta di qualche amico, ma prevalentemente seguendo la propria indole indomita.Una passione che però abbandona  quasi  completamente  quando cambiano i ritmi della sua vita. Il ritorno alla sua prima passione, gli animali, la stalla e i campi quando va in pensione. Si scorda la sua abilità e quasi come volesse voltare pagina fa a meno della sua capacità manuale. Torna a percuotere  gli  scalpelli  a distanza di anni quando per fare un po’ di riabilitazione postoperatoria alle mani per tunnel carpale, segue i suggerimenti dei famigliari e riprende così daccapo.
Prima libera un orso, poi un Cristo e poi ...

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beni storici e artistici della diocesi di Bergamo
La via crucis



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fabrycjx2020

Enrico Telini

Enrico TeliniPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica20/2/2020 11:22    
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Enrico Telini
Sempre all'avanguardia nelle tecnologie del suo tempo.
Perito elettrotecnico,
elettronico autodidatta
Radioamatore I2 THE (QRT s.k.)
Speleologo e appassionato di montagna
Fotografo e cineoperatore:
molti suoi lavori sono diventati documenti unici a testimonianza del passato sul nostro territorio
Tra i piu importanti ricordiamo: il cortometraggio "La stella alpina"
Miniere e minatori della valle del riso
Lo stabilimentio dello zinco elettrolitico  AMMI(produzione) e molti altri che dimostrano la passione e l'attaccamento al suo territorio.


Curioso lo scherzo goliardico che mise in opera negli anni sessanta del secolo scorso.
Assieme ad altri amici, sfruttando le sue capacità elettroniche, autocostruì un trasmettitore  ad onde medie di moderata potenza, in modo che avesse una copertura di qualche centinaio di metri, sintonizzato sulla frequenza del programma nazionale "Il gazzettino Padano". Allora tutti ascoltavano questo notiziario.
Altri prepararono il testo da trasmettere. Il contenuto annunciava la notizia che, essendo un emigrante di Gorno deceduto in Australia, questi aveva lasciato ad alcuni abitanti del paese una cospicua somma di denaro.
Il messaggio venne divulgato sovrapponendosi alla trasmissione originale del Gazzettino Padano, subito dopo la sigla iniziale.
Immaginatevi il subbuglio che si generò in paese.
L'unico che sospettò del Telini fu il parroco di allora Don Gotti.


(Questo fatto lo riporto così come mi è stato raccontato da testimoni di allora)


Citazione:
fabrycjx2015



Guerinoni Camillo

Guerinoni Camillo Popolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica6/9/2019 14:21    
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Guerinoni Camillo classe 1917
Già sindaco di Gorno
Dal 1946 al 1967

Don Pietro Luigi Todeschini

Don Pietro Luigi TodeschiniPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica28/1/2016 12:56    
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Don Pietro Luigi Todeschini.
A Lui si deve la costruzione nel 1913 del primo oratorio di Gorno.
Cappellano militare
3 medaglie d'argento al valor militare
4 medaglie di bronzo al valor militare
medaglia d'oro al merito della sanità pubblica
croce di cavaliere concessa di motu proprio
da sua  maestà il Re.
2 encomi solenni, distintivo d'onore dei feriti di guerra,
e altri riconoscimenti ancora.
Eroico Don Todeschini, il libro che racconta della sua vita.

approfondimento

Citazione:
fabrycjx 2012

Calegari Giampiero

Calegari GiampieroPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica1/10/2015 12:03    
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Giampiero Calegari
Ex Sindaco di Gorno Governatore Lions di bergamo Brescia e Mantova

O.N.U.

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Chi sono i Lions
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Citazione:
fabrycjx 4/2014

Dott. Casimiro Ceroni

Dott. Casimiro CeroniPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica23/6/2015 19:53    
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Gorno
Come non ricordare il nostro caro dottor Casimiro Ceroni.
Originario di Oltre il Colle venne da giovane a Gorno per esercitare la professione di medico condotto, si fece aprezzare subito per la sua disponibilità.
A quei tempi la Valle del Riso era per lo più asservita da mulattiere e il nostro medico aveva anticipato i tempi, atrezzandosi con una moto a uso fuoristrada con cui raggiungeva anche i casolari sui monti; a causa di ciò ebbe alcuni infortuni per questi interventi.
Di notte o di giorno e a tutte le ore il nostro dottore rispondeva alle chiamate dei valligiani.
Come poi non ricordare la sua abilità nel togliere i denti, per questo venivano spesso anche dai paesi limitrofi.
Grazie dott. Ceroni per l'opera che hai svolto.
Il dott. Ceroni su: In Val del riso N°7Luglio 1979
In Val del riso N°6 Giugno 1991
In ricordo su: In Val del Riso n°1 Aprile 2001

Citazione:
fabrycjx 2012

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