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Mappa delle chiese di Gorno

Mappa delle chiese di GornoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica19/12/2016 20:22    
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Mappa delle chiese di Gorno


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SANTELLA  CORLAZZOLI

SANTELLA CORLAZZOLIPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica8/9/2012 20:14    
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Santella Corlazzoli.
Si trova sul sentiero che porta alla chiesa di Barbata
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Interno della Parrocchiale

Interno della ParrocchialePopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica24/1/2019 13:07    
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L’INTERNO DELLA CHIESA PARROCCHIALE

La comunità parrocchiale di Gorno è tra le più antiche della valle, di essa si hanno notizie fin dal lontano 1344. Nel 1478, data incisa su una pietra ancora visibile al principio del secolo, veniva costruita in località Villasio una nuova chiesa parrocchiale, ma il terreno particolarmente insidioso ne compromise nel tempo la stabilità, al punto che nel 1767 dovette essere demolita. Il 24 ottobre di quello stesso anno e nello stesso luogo veniva posta la prima pietra di un'altra chiesa, progettata da Felice e Tommaso Tognoli di Clusone, che venne aperta al culto nel 1776 e consacrata dal vescovo
Gian Paolo Dolfin il 6 giugno 1779. Aveva stucchi di Pier Antonio Berrà di Lugano e dorature del clusonese Ignazic Trussardi (1790). Minacciando a sua volta rovina essa venne chiusa per decreto prefettizio nel 1925 e quindi abbattute nel 1930.
Il 24 luglio 1931 sì iniziava l'erezione della chiesa attuale adottando opportuni accorgimenti tecnici. La sua consacrazione seguì il 23 ottobre 1932 per mano del vescovo coadiutore Adriano Bernareggi, che le conservò l'antico titolo di S. Mar-tino e sigillò nell'altar maggiore le reliquie dei santi Alessandro e Pio.
È opera egregia dell'ing. Federico Rota, a tre navate con sei colonne trabeate. Singolare la moderna interpretazione degli ordini classici e la versione dei lacunari trasparenti sul presbiterio.
Molte le opere provenienti dalle precedenti chiese demolite: in facciata le statue dei santi Martino, Valerio e Renato scolpite da F. Donato Fantoni nel 1772, e il portale in pietra; all’interno l'altar maggiore dei Manni con sculture fantoniane (la medaglia in bronzo sostituì nel 1954 l'originaria in legno, minata dal tarlo), l'altare del Rosario dei fratelli Grazioso e Donato Fantoni, con splendida medaglia in marmo nel paliotto (1776), l'altare dei Morti ancora dei Manni, la tela della Visitazione di Maria di Enrico Albrici (1754), la tela dei Santi di Francesco Capella (m. 1784) e altre tele di ignoti.
La decorazione generale, iniziata nel 1932 da Sandro Pinetti e dai fratelli Zappettini, fu ripresa negli anni 1938-1939 da Emilio Nembrini che «per uniformità di mano» soppresse ogni altro precedente intervento, affrescando praticamente tut¬ta la chiesa: la grande Crocifissione del catino absidale, i Santi Patroni nel coro, i Profeti sulle trabeazioni, gli episodi dell'infanzia di Gesù nelle centine trasversali e la Via Crucis. Il pulpito dell'ing. Rota (1936) con buoni sbalzi di Tilio Nani fu negli ultimi anni trasformato negli amboni.
Tra le suppellettili da segnalare: una croce astile in rame assai antica (forse '300), restaurata; altre due croci astili del '500 e del '600, un poco manomesse; un ostensorio d'argento donato nel 1789 dalla famgilia Pampuri Mori, tipo Filiberti; un parato completo in damasco oro del '700; altro parato damascato giallo oro, opera probabile di tal Giovanni Ma¬donna (1782); un cassettone complesso in noce e un armadio a più ordini con lesene ornate di cariatidi e intagli vari del '600. L'organo di Carlo Perolini (1771), rifatto dai Serassi nel 1867, fu ricomposto nel 1932 dalla ditta Pedrini di Cremona. Il campanile, iniziato nel 1611 e terminato nel 1701, venne demolito e rifatto da Elia Fornoni nel 1890. Il concerto di cinque campane in «re mg.» sono dell'antica ditta Francesco Comerio (1797).

Dal punto di vista architettonico la chiesa parrocchiale attuale si presenta a tre navate separate tra loro da sei colonne trabeate; quella centrale si sopraeleva rispetto alle laterali e la luce vi proviene dai vetri delle finestre, decorate negli anni 1985-86.
I cinque altari, quattro laterali ed il maggiore, sono stati recuperati dalla vecchia chiesa. La decorazione generale iniziata nel 1932 fu ripresa negli anni 1938-39 da Emilio Nembrini
che, sopprimendo ogni precedente intervento, affrescò praticamente tutta la chiesa: la crocifissione e i santi patroni nel coro, la via Crucis lungo le campate e gli episodi dell’infanzia di Gesù nelle centine trasversali.

La raggiera del sacro triduo, completamente messa a nuovo da alcuni volontari nel 1999, ha una lunga storia:  la prima risale al 1790 e venne sostituita dall’attuale nel 1817; nel 1939 venne totalmente rinnovata ed “elettrificata”.  Il padiglione, in cotone damascato di rosso, venne acquistato all’inizio degli anni ’30 del secolo scorso.


Fanno bella mostra all’interno della chiesa le statue che rappresentano la Madonna del Rosario, il Sacro Cuore, S. Antonio di Padova con Gesù bambino, S. Luigi Gonzaga, Santa Barbara, S. Giuseppe, S. Martino e la Madonna con il bambino. Tranne queste ultime due, d’epoca recente, e quella di S. Barbara, risalente agli anni 30’ del secolo scorso, le altre provengono dalla chiesa settecentesca.
(testo di Amerigo Baccanelli)



Parrocchia di San Martino vescovo sec. XIV


Parrocchia della diocesi di Bergamo. Esiste menzione della presenza di una chiesa in località Gorno fin dal XIII secolo. In una lista delle chiese di Bergamo sottoposte a un censo imposto dalla Santa Sede circa il 1260, infatti, risulta censita la "ecclesia" di San Martino in Gorno, dipendente dalla pieve di Clusone (Chiese di Bergamo sottoposte a censo).

Gli altari della chiesa parrocchiale

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pianta della chiesa

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San Giovanni

San GiovanniPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica24/2/2015 8:08    
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LA CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

La tradizione vuole che prima del XV secolo la chiesa parrocchiale di Gorno si trovasse nella contrada San Giovanni, anticamente chiamata Pozzo (Puteo in latino). L’ipotesi tramandatoci dalla tradizione è quantomeno verosimile se si tiene presente che la prima parrocchiale ubicata a Villassio venne eretta nel 1478 e che almeno sino all’ultimo quarto del XVI secolo non esistevano a Gorno altre chiese oltre a queste come si evince dagli atti della visita fatta a Gorno dal delegato di S. Carlo Borromeo il 5 ottobre 1575, nei quali si accenna esclusivamente alla parrocchiale ed all’ “Oratorium S. Johanni dicatum, loci de Puteo”. Ma di questa chiesa si parla anche in un testamento redatto il 23 gennaio 1510 dove si legge ”lascio alla chiesa di S.Gio Battista del Pozzo denari 10 imperiali, in suffragio alla sua anima”.

Nel 1618 la chiesa vide un intervento di restauro mentre il campanile, della cui esistenza v’è certezza sin dal 1575, venne completamente ricostruito nel 1608.

Nel 1988 i parenti del defunto mons. Antonio Guerinoni (originario della contrada), in occasione del centenario della sua nascita, avvenuta il 30 ottobre 1888, fecero sistemare a proprie spese la chiesetta riportandola alla bellezza delle origini.  

Probabilmente antica quanto la chiesa è  la tradizione di celebrarvi la S. Messa il 24 giugno di ogni anno, nella ricorrenza della natività di San Giovanni Battista.

( testo di Amerigo Baccanelli)
(Foto Mario Varischetti)

In Val del Riso N° 10 Ottobre 1988

le chiese delle diocesi italiane

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L’INTERNO DEL SANTUARIO DEL S.S. CROCIFISSO

L’INTERNO DEL SANTUARIO DEL S.S. CROCIFISSOPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica6/5/2012 20:05    
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L’INTERNO DEL SANTUARIO DEL S.S. CROCIFISSO

All’interno il santuario ha volte a crociera a nervatura in vista e piccola abside a catino con decorazioni  che richiamano lo stile del XV secolo.  La luce proviene da finestrelle oblunghe ed arcuate.  Il piccolo presbiterio risulta sopraelevato di tre gradini e separato da una cancellata in ferro con parti in ottone; l’altare, la cui parte antica proviene dalla vecchia “tribulina”, è in marmo e il palio retrostante è antico.
L’ancona custodisce il S. S. Crocifisso e le statue dell’ Addolorata e di San Giovanni.           Il  Cristo Crocifisso, come scrive il parroco di Gorno don Gian Battista Ceruti in un suo manoscritto del 1858, “si ritiene… venga dai Fantoni e non vuol essere di gran vecchia data, tutt’al più del secolo passato, mentre è parola dataci dai nostri vecchi che quasi a loro memoria fu tratto da un ramo di un grosso castagno della famiglia Guerinoni Benedetto, della contrada di San Giovanni “.    

All’inizio degli anni ’40 venne decisa la sostituzione delle statue dell’Addolorata e di San Giovanni in “quanto vecchie e ormai consumate”. Dal 19 al 26 settembre  1943 si tenne “ una settimana in onore del S.S. Crocifisso”: in tale occasione nella chiesa parrocchiale vennero benedette le nuove statue, opera della ditta Rengaldier di Ortisei “fatte sul modello delle precedenti”. Sotto la volta sono dipinte quattro scene della passione: il calvario, la crocifissione, la morte di Gesù e la deposizione; al centro sono poi raffigurati quattro angeli recanti gli strumenti della passione.
(testi di Amerigo Baccanelli)
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fabrycjx 2012

Sant Antonio

Sant AntonioPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica24/2/2015 7:14    
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LA CHIESA DI  SANT’ANTONIO
La chiesetta di Sant’Antonio, situata nell’omonima contrada (anticamente chiamata Corni), fu costruita in forma privata verso la fine del XVII secolo da una famiglia Marchetti; queste famiglie benestanti erano presenti a Gorno proprio nelle contrade di S. Antonio e S. Giovanni. Di questo si trova conferma in un manoscritto del 1799 lasciato dal parroco di Gorno don Bartolomeo Cominelli. Nel 1733 Santo Guerinoni (della famiglia  “Santi” di Villassio) sposa Caterina Marchetti; al quartogenito di questa famiglia di nome Pietro lo zio materno Marchetti Battista, lascia oltre ad altre proprietà la chiesa dedicata a S.Antonio.

Per molti  anni quindi questa chiesa appartiene alla famiglia Guerinoni “Santi”, che provvide alla manutenzione. Nel 1891 risultava essere ancora di proprietà di alcuni abitanti di Gorno. In seguito non si hanno più notizie. E’ probabile che gli ultimi proprietari, e qui siamo nel campo delle ipotesi e non della certezza, non si siano più curati della loro chiesa, ignorandola in divisioni e successioni e lasciandola all’incuria ed alla cura  degli abitanti della contrada. Probabilmente proprio in quegli anni nacque la tradizione secondo cui la chiesetta di Sant’Antonio fosse di proprietà degli abitanti della contrada, che effettivamente cercarono sempre di fare il possibile per tenerla decorosa e funzionante. Ai giorni nostri in catasto la chiesa risulta come “luogo pubblico e sacro”, ignorandone i proprietari.  Peraltro si può ben constatare come, ormai da tempo, se  non è di proprietà degli abitanti,  la chiesetta sia comunque affidata alla loro cura.

Pur non facendo parte del patrimonio parrocchiale, la chiesetta,  in occasione delle visite pastorali del vescovo, è sempre stata ispezionata e fatta oggetto di precise disposizioni, alcune volte soddisfatte ed altre no. Alla fine degli anni ’80 del secolo scorso  la  chiesa è stata oggetto di alcune opere di manutenzione che l’hanno migliorata sia all’interno che all’esterno.

In Val del Riso N° 10 Ottobre 1989

(foto Mario Varischetti)
(testo di Amerigo Baccanelli)
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CHIESA DI SAN MAURO

CHIESA DI SAN MAUROPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica24/2/2015 7:17    
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LA CHIESA  DI SAN MAURO

Si ritiene che la chiesa di San Mauro a Peroli Alti sia stata eretta nel XVII secolo poiché tutti gli atti notarili, testamenti e lasciti anteriori al XVI secolo non ne fanno cenno alcuno. Alla metà di tale secolo la chiesa è sicuramente esistente in quanto un certo Zuan Cabrini, gornese, luganegher (salumiere), abitante a Venezia  lascia con suo testamento in data 19 settembre 1651 mille e cento ducati affinché venisse celebrata la messa” tutte le feste… nella chiesa della Madonna di Loreto nel loco del Comune di Agorno territorio bergamasco, posta nella contrada di Paroli nel Comune di Agorno suddetto…” In effetti una pietra inserita nella facciata della chiesa porta l’iscrizione “IHS 1634”, anche se non si è certi che questo indichi necessariamente l’anno della costruzione.

Conferma del fatto che la chiesa fosse originariamente dedicata alla Madonna di Loreto è data dal registro dei conti della chiesa stessa conservato presso l’archivio comunale di Gorno, ove alla data del 7 maggio 1780 si legge: “ Questa è l’entrata della Beata Vergine di Loreto eretta nella contrada di Peroli Comun di Gorno…”; sul  registro sono riportati i conti fino al 1808. La modifica dell’intitolazione della chiesa (da Madonna di Loreto a San Mauro) sembra avvenuta nel corso del XIX secolo,  ma il motivo che la determinò non risulta da alcun documento. Sul campanile sono collocate due campane : la più antica porta  inciso l’anno 1689 mentre l’altra  l’anno 1722.

Nel 1990 ai pochi abitanti della contrada di Peroli Alti ed agli ex residenti venne l’idea di    rinnovare la chiesetta sia all’esterno che all’interno; servendosi del valido aiuto dei volontari venne così restituita alla grazia primitiva un luogo di culto tanto caro a molti gornesi.

In Val del Riso N°7 Giugno 1989

(testo di Amerigo Baccanelli)

le chiese delle diocesi italiane


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Chiesa dell'oratorio

Chiesa dell'oratorioPopolare
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LA CAPPELLA ALL’INTERNO DELL’ORATORIO

Il 10 dicembre 1961 il vescovo di Bergamo benedisse ed inaugurò il nuovo complesso dell’oratorio dedicato a  San Giovanni Bosco.  Ma qualcosa mancava: la cappella. Un oratorio senza un luogo di preghiera non può certo dirsi compiuto. Pochi anni dopo la Parrocchia  provvedeva, così  nel 1964 il vescovo di Bergamo può benedire la nuova cappella.

La cappella è posta al pianterreno dell’oratorio con l’ingresso dal portico. Vi danno luce tre finestre a forma esagonale(una quarta da luce invece alla sacrestia). Il presbiterio, alto di un gradino rispetto al pavimento, è in marmo grigio mentre l’altare, rivolto ai fedeli, è in marmo di botticino. Nel 1966  viene posta una grande croce sul fondo del presbiterio, ove nello stesso anno viene pure posto un tabernacolo di rame sbalzato, dorato e smaltato. Dal presbiterio si raggiunge la piccola sacrestia. All’interno della cappella è presente la statua di San Giovanni Bosco, al quale è dedicato l’oratorio.      

Nel 2006 vengono realizzate alcune modifiche:  nuovi quadri ed una  nuova tinteggiatura delle pareti, oltre a combinazioni volute di oggetti simbolici, vogliono meglio disporre alla riflessione personale ed alla preghiera.
(testi di Amerigo Baccanelli)
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CHIESA DI SAN ROCCO

CHIESA DI SAN ROCCOPopolare
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LA CHIESA  DI  SAN ROCCO

Già nel XVI secolo era esistente nella frazione Riso una “tribulina” o “cappella” dedicata a San Rocco, come provano alcuni atti appartenenti al “Codex Guerinonianus” del notaio Pietro Giovanni Stefano Guerinoni da Gorno, ove si legge “19 ottobre 1511 (…) fatto in Gorno in contrada del Riso sulla ghiera del Riso, presso la cappella di San Rocco”; “3 maggio 1512 (…) fatto in Gorno, in contrada del Riso, innanzi alla tribulina di S.Rocco”.

Un secolo più tardi la cappella era già divenuta una piccola chiesa: negli ”Ordini del curato” del 26 agosto 1631 si legge infatti che “sarà ancora di obligo andar a dir Messa una volta al anno alla giesiola della contrada di Riso mentre vi sia un capelano”.  Nel 1720 venne richiesta la “licenza di celebrarvi” in quanto la contrada è “separata da un torrente che a volte si gonfia d’acqua ed impedisce alli abitanti d’andare alla chiesa [parrocchiale] ad udire la Messa”.


La statua di San Rocco (posta all’interno della chiesetta), che viene portata in processione in occasione della festa del santo il 16 agosto è in legno scolpito ed è alta 95 cm.

Nel 1984 fu completamente rifatto il tetto della chiesa, mentre nel 1989 vennero effettuate alcune opere all’interno, rendendola più  accogliente.

(testo di Amerigo Baccanelli)

In Val del Riso N° 10 Ottobre 1989

vedi anche le chiese delle diocesi italiane


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Santuario del SS Crocefisso

Santuario del SS CrocefissoPopolare
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IL SANTUARIO DEL  S.S. CROCIFISSO
Probabilmente in origine il Cristo Crocifisso cui era devota la gente di Gorno era sito in un prato, esposto all’incuria del tempo. Il 17 aprile 1759 il Consiglio comunale di Gorno decise per una  più degna sistemazione deliberando la costruzione di una “tribulina” lungo il Riso “per mettere via il Cristo…”.  Nel 1766 la “tribulina” è esistente, come risulta da un documento del Comune di Gorno.

La chiesa attuale fu costruita in sostituzione della “tribulina”a seguito dell’autorizzazione del 25 giugno 1908 del Sac. Dott. Angelo Roncalli, futuro papa Giovanni XXIII ( all’epoca segretario del vescovo di Bergamo).  La costruzione venne terminata nel mese di giugno del 1910, così pure il campanile, realizzato in solo venti giorni. Fu quindi benedetta ed inaugurata il 18 e 19 giugno 1910.

Il santuario, a croce greca, è di stile gotico-lombardo. Antistante la chiesa esisteva un portichetto sotto cui passava la strada carrozzabile della Valle del Riso; venne demolito nel 1957 onde permettere un ampliamento stradale, costruendo nel contempo due nuovi portichetti in corrispondenza delle porte laterali.

Nel 1985 un gruppo di volontari compì alcuni primi lavori di risanamento, per giungere poi al 1990 quando, in occasione dell’80° dell’inaugurazione e consacrazione, il santuario vide una serie di importanti opere di ristrutturazione che gli ridiedero decoro e splendore, sempre grazie all’instancabile e preziosa opera dei volontari.
(testo di Amerigo Baccanelli)
(foto Mario Varischetti)

le chiese delle diocesi italiane

Wikipedia: santuario del Santissimo crocefisso

le campane (concerto)

Le campane (Info)

 
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