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Un paese un fotografo: Giorgio Bonomi
Un paese un fotografo: Giorgio Bonomi
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Ultima modifica12/10/2019 17:54    
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amministrazione comunale e biblioteca civica di Gazzaniga
titolo: un paese un fotografo
Gazzaniga nelle immagini di Giorgio Bonomi
a cura di Francesco Trombetta
pubblicazioni "il filo di arianna"


Biografia:

Giorgio Bonomi nasce a Gazzaniga, in località Masserini, denominala Mösc il 28 novembre 1896 da Santo, di professione contadino e Santa Bonomi proveniente da Casnigo.
Giorgio è il primo maschio di nove figli, supera la quinta elementare ma non vuole seguire il padre che intende fare di lui un contadino, così all'età di dieci anni, arrivato a Gorno al seguito del padre che vi si reca a falciare, si ferma presso una famiglia del paese, la famiglia Calegari, lavorando prima come aiutante muratore e poi come imbianchino.
A questo periodo risalgono la passione della pittura, dipinge alcune "santelle", comprese quelle che portano alla Madonna del Frassino, sopra Oneta e le prime esperienze come fotografo dilettante. Alla permanenza a Gorno si deve pure l'attaccamento affettivo che lo porterà poi  fotografo di professione a ripercorrere la valle del Riso e a scattare numerose immagini degli abitanti e del paesaggio. Nel novembre 1915 Giorgio Bonomi viene chiamato alle armi nel V reggimento alpini e partecipa ai combattimenti sull'altopiano di Asiago. Viene fatto prigioniero alla fine di maggio nel 1916 e inviato nei campi di prigionia di Innshruck e Vienna. Durante la prigionia lavora nella centrale elettrica di Simnering. A Vienna rimpatriato nel 1918, viene congedalo alla line del del 1919.
Nel 1920 viene  assumo come falegname al reparto manutenzione presso il Cotonificio Valle Seriana. In questi anni partecipa alla lotta sindacale tra i seguaci di Romano Cocchi e conosce la futura moglie. Caterina Pezzetti, figlia della "gestora" del Circolo dei lavoratori di Endine Gaiano.

Nel gennaio del 1922 si sposa: alla fine dell'anno si ammala, sono gli strascichi della guerra ed è costretto a lasciare il lavoro presso il cotonificio. In questo stesso periodo abbandona anche l'attività sindacale, non condividendo la fusione tra l'unione del lavoro di Bergamo e la Camera del lavoro. Nasce cosi la decisione di trasformare in professione li passione per la fotografia e Giorgio Bonomi apre il suo primo studio fotografico a Gazzaniga, in via Castello, ora via S. Rocco. Nel 1925 si iscrive alla Camera di commercio. Nel 1927 partecipa a Monza al primo congresso dei fotografi italiani, in seguito trasferisce lo studio in via Gelmi per sistemarsi¬ poi in modo definitivo in via Marconi. Nel 1932 apre una succursale a Ponte Nossa, dove lavora nei giorni di giovedì e domenica, mentre la moglie Rina, ottenuta a sua volta la licenza opera a Gazzaniga durante la sua assenza
Negli anni della sua attività come fotografo del paese, Giorgio Bonomi ha sempre preferito lavorare con la luce naturale e macchine a lastre (dal 6x9 al 18x24), ia per le fotografie industriali che per quelle di paesaggio e di manifestazioni politiche e religiose. Nel 1970, Giorgio Bonomi ormai in età avarzata, chiude lo studio di Ponte Nossa e si trasferisce a Fiorano. Nel 1973 muore la moglie Rina e Bonomi chiude lo studio di Gazzaniga, mentre continua fino al 1975
ad esercitare l'attività, sia pure molto limitata, nello studio di Fiorano. Anche dopo aver chiuso questo studio, continua a scattare fotografie per amici e parenti.

Giorgio Bonomi muore il 24 gennaio 1979.

rete bibliotecaria bergamasca

Citazione:
fabrycjx2019






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