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Angelo Zanotti

Angelo ZanottiPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaSport    Ultima modifica12/4/2021 7:43    
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Angelo Zanotti (il primo a destra nella foto)
1998 VII Giochi Paraolimpici di Nagano (Jpn)
furono dieci le medaglie vinte dagli azzurri:
due gli ori per Angelo Zanotti, nel supergigante e uno nello slalom

La scalata dello stelvio in bicicletta
In Val del Riso N°160 ottobre 2016




Rassegna mensile camera di commercio Bergamo

Rassegna mensile camera di commercio BergamoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaPUBBLICAZIONI    Ultima modifica11/4/2021 17:11    
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Tratto da "Rassegna mensile camera di commercio Bergamo N°10"
I minatori e la montagna, dalla Valle del Riso alla Val Serina
ottobre 1955
(in copertina il Cav. Ing. Giovanni Albini Presidente della Camera di Commercio dal 1893 al 1900)
Leggi qui



Citazione:
fabrycjx2020


Lampada a carburo di acetilene (centilena)

Lampada a carburo di acetilene (centilena)Popolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica22/3/2021 20:42    
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Miniere di Gorno
Nel 1836 il chimico inglese Edmund Davy, durante un processo chimico per isolare il potassio, scoprì il carburo di calcio senza intuirne le vere potenzialità, il gas acetilene fu scoperto veramente nel 1894 da Moisset in Francia e da Thomas l. Wilson, nello stesso anno, negli Stati Uniti.
Il brevetto francese è del medesimo anno, per quello americano si deve aspettare il 1906.
Il carburo di calcio si presenta sotto forma di sassi, di varie dimensioni a seconda della pezzatura di produzione, di colore nero violaceo se non ossidati oppure di colore bianco, rivestiti di uno strato di idrossido di calcio, se sono stati esposti all'aria.
Reagisce rapidamente a contatto con l'acqua generando acetilene e idrossido di calcio,
per questo non è un minerale che si trova in natura ma viene prodotto in speciali forni che raggiungono temperature fino a  3000°c.
E' difficile dire quando sia stata inventata la prima lampada ad acetilene, nel 1894 viene registrato il primo brevetto  inglese di lampada ad acetilene ma è ancora un prototipo molto primitivo.
All'inizio del 1900 troviamo però i primi modelli di lampade destinate soprattutto all'uso in miniera e per particolari impieghi militari.
Nelle lampade, il carburo viene posto nel serbatoio inferiore, mentre l'acqua viene posta nel serbatoio superiore, per mezzo di un apposito regolatore l'acqua cade nel serbatoio inferiore e venendo a contatto con il carburo si scatena la reazione; l'acetilene generato viene incanalato in un apposito beccuccio dal quale esce all'esterno della lampada dando origine alla fiamma di colore bianco intenso, estremamente luminosa  e molto resistente allo spegnimento. per questi motivi è stato impiegato in quasi tutti i settori dell'illuminazione, rappresentando una soluzione innovativa, molto più efficace rispetto agli altri metodi di produrre luce dell'epoca, quali olio, petrolio, candele.

La sua formula chimica è CaC2.
Ogni kg. di carburo produce 4 kwh. Pertanto un quintale di carburo, che occupa all'incirca un volume di 40 litri, accumula 400 kwh.






Vari tipi di lampade a carburo:
http://www.carburo.it/inizio.htm


Citazione:
FABRYCJX 2012

Concessione mineraria di Monte Trevasco

Concessione mineraria di Monte TrevascoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica22/3/2021 12:10    
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Miniere di Gorno

Miniera di Monte Trevasco

La concessione si trovava in comune di Parre, estesa a Nord fino alla località Scaletta, a Nord-Est fino alle baite del Monte Vaccaro, a Est alla località Monte Alino, a Sud e Sud-Ovest si incuneava tra gli abitati di Parre e Monte Trevasco fino alle sorgenti del torrente Nossa; a Ovest era limitata dalla cascina Faggiola e dalla Cima della Sponda. Fu scoperta ed avuta in concessione nel 1874 da Goudal Gibson con i f.lli Modigliani. Le coltivazioni interessarono dapprima la parte alta della miniera a partire dai cantieri Bedesca e Banchettino, seguiti dai cantieri Costa del Sabbione, Costa e Sponda, abbandonati nel 1895; dal 1897 si coltivarono i cantieri Terusello, Barberino e Perpignano: nel 1902 si aprì il Val Galena Superiore seguito dal Sabbione Superiore e dal Sabbione Inferiore.
Sono noti anche i ribassi Zanni, Alfa (56 metri sotto Val Galena Sup.), Torino (105 metri più in basso).
Nel 1911 gli impianti esterni erano dati da una funicolare automotrice per portare il minerale ai forni dì calcinazione. La produzione continuò fino al 1921 quando, a causa di un'agitazione generale delle maestranze, la miniera venne chiusa. I lavori ripresero l'anno successivo e proseguirono fino al 1933 quando, a causa delle difficili condizioni dell’industria dello zinco, venne nuovamente chiusa fino al 1935. Nel 1936 vennero iniziate 2 gallerie di ricerca in direzione Nord ed Est con scarsi risultati. Seguirono limitati lavori di ricerca ai cantieri Zan, Torino e Galena. La miniera rimase nuovamente chiusa nel periodo bellico e post bellico (1942-1947). Dal 1948 ripresero i lavori di ricerca e vennero eseguite opere di comunicazione e di tracciamento di nuove gallerie. Nel 1950 venne costruita una teleferica tra la miniera di Monte Trevasco e il cantiere Piazza Rossa. Tra il 1960 e il 1962 si iniziò a coltivare con il metodo a sottolivelli e vennero effettuate ricerche nei livelli Seret, Zan e Benedic. Nel 1963 i lavori di ricerca dettero esito favorevole e venne progettata la realizzazione di un fornellone tra i livelli Noble e Zan che venne ultimato l'anno successivo. Negli anni seguenti furono coltivati i livelli Zan, Seret e Galena; vennero fatti lavori di preparazione nei livelli Seret Est, Galena, Zay e nel pannello tra il livello Zan e il livello Benedic. Nel 1969 fu riattivato il livello Alfa; l'anno seguente rientrò in atti- vità anche il cantiere Sabbioni coltivato fino a tutto il 1971. Nel 1972 venne effettuata attività estrattiva di esaurimento ai livelli Galena e Zan; le restanti parti della miniera erano gia esaurite.
I lavori furono definitivamente sospesi nel 1973 e gli operai impiegati nella costruzione della galleria Riso Parina


Inquadramento Geologico Miniera di Monte Trevasco

In questa zona la formazione triassica media risulta in parte completa e in parte mancante del Metallifero; è presente, inoltre, un parziale ricoprimento da parte del Raibliano che aumenta di spessore dalle zone elevate a quelle depresse, in accordo con il pendio. Il Metallifero, che in questa zona presenta uno spessore medio di 60 metri, affiora nella parte alta della concessione, dando luogo ad estesi fenomeni di alterazione detti "brucioni". In questa miniera 1'80% dei corpi minerari è situato nel Metallifero di letto, o appena a tetto della tufite 1 a e 1. Esiste una sola colonna nel Metallifero di tetto (livelli Torino, Galena e Sabbioni).
Le mineralizzazioni, prevalentemente calaminari, sono presenti per lo pìù in corpi strato concordan
ti. La colonna più importante è situata attorno alla tufite la e misura longitudinalmente 30-40 metri, con una potenza variabile tra 15 e i 25 metri. In ordine di importanza, la seconda colonna è situata attorno alla tufite 1, tra le quote 800 e 900 metri; la sua lunghezza è di alcune centinaia di metri, la larghezza varia tra i 15 e i 25 metri e la potenza arriva al massimo a l0 metri. La terza colonna risulta essere formata da lenti mineralizzate non collegate, ma con giacitura concordante.
Nella miniera di Monte Trevasco sono presenti anche mineralizzazioni discordanti, impostate su faglie. Sono note almeno tre mineralizzazioni di questo tipo: una al cantiere Sapello, una al livello Galena e la terza presente al livello Torino, incuneata nella colonna principale. Caratteristica comune di queste mineralizzazioni è che interessano solo le faglie con direzione N-S, che presentano uno sviluppo maggiore; le faglie dirette E-W, di sviluppo limitato, risultano invece sterili.
Tutte le mineralizzazioni di Monte Trevasco sono localizzate sul fianco E di una piega anticlinale con asse impostato grossomodo in direzione N-S.


Guarda la prima concessione mineraria qui



Fugazzola Mario

Fugazzola MarioPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaPersonaggi    Ultima modifica20/3/2021 20:38    
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Fugazzola Mario Nato il 12 febbraio 1933 scultore, pittore, poeta.
Operaio specializzato in saldatura ha lavorato prima nell’officina meccanica
delle miniere di Gorno, in seguito ha continuato la sua mansione nello stabilimento
per la produzione di zinco elettrolitico a Ponte Nossa.
Oggi in pensione, abita sempre a Gorno nel villaggio minerario di Campello.
La sua passione per questo lavoro lo ha portato a creare opere bellissime in ferro.
La tecnica maggiormente usata è il riporto o l’asportazione di metallo con saldatrice ad arco.
ha dipinto quadri, purtroppo la maggior parte andati distrutti in un incendio del suo laboratorio.

Mario Fugazzola ci ha lasciato il 7/11/2013

ha scritto in oltre poesie molto divertenti
eccone una:

      LA BALLATA DELL’OPERAIO

Ricorda Mario, fai il tuo dovere, lo so che non ti fa piacere,

oltre la famiglia più di un impiegato devi mantenere.

Un giorno sono stato sfortunato, mi sono ammalato,

il medico della mutua mi si è presentato forse ho commesso un reato.

Cerca di capire di libertà provvisoria si può anche morire.

Che cosa ci vuoi fare torna a lavorare.

Il delinquente sì, si può perdonare, ma l’operaio no, lui deve lavorare,

deve accettare la sfida, magari la lettera di diffida.
Che cosa ci vuoi fare, torna a lavorare.

Ma io sono disoccupato. Ma cosa vuoi? Non hai nessuno da mantenere,

qualcuno ci ha già pensato ha messo un robot a fare il tuo mestiere.

Ma quale casa? Non vedi che è un solaio!
Ma cosa vuoi ancora, sei un operaio!

Fai un po’ come ti pare torna a lavorare!

Impiegati e dirigenti ce ne sono dappertutto,
in paesi e città,

ma chi lavora è sempre l’operaio qua.

A mezzogiorno se vuoi campare alla mensa devi mangiare.

Un giorno dopo aver mangiato porcherie all’assemblea volevo dire le mie,

ma ero troppo, troppo debole di calorie.

Ma sei impazzito? Alle nove vuoi firmare?
Sei un operaio, alle otto devi timbrare!

Non fare il cretino guarda il cartellino,
ormai sei schedato, quarantacinque hai stampato.

Lavoro il ferro, qualche volta mi lamento
però mi sento al sicuro,
in tanti mi stanno a guardare;
confesso non mi fa piacere,
la legge me li fa mantenere

lavorare, lavorare……..presto vado in pensione, penso alla liquidazione,

sei un operaio,anche se c’è la differenza non è che rimani senza.

Che cosa ci vuoi fare torna a lavorare…..

Però sono stato fortunato, mi hanno anche decorato, mi hanno dato la medaglia,

credevo fosse un trucco, tornato a casa alla sera m’accorsi che era vera.

Il giorno dopo tanto per cambiare
son tornato a lavorare.



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fabrycjx 2012

PIETRO GUERINONI

PIETRO GUERINONIPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaPersonaggi    Ultima modifica18/3/2021 18:27    
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PIETRO GUERINONI
(Pierì Barbù)
Si battè con forza, ma senza armi, affinchè a Gorno giungesse l'energia elettrica.
A Gorno è rimasto il detto: la luce fù grazie a Zay Ernesto e Pierì Barbù!
Le prime luci a Gorno si accesero il 20 dicembre 1908  grazie a questi peronaggi;( Zay Ernesto era l'allora direttore delle miniere di Gorno),  mise a disposizione della comunità parte dell'energia prodotta dalla centrale idroelettrica delle miniere, su accanita insistenza di Pietro Guerinoni.

Citazione:
fabrycjx 2012

Gorno: Monumento ai caduti

Gorno: Monumento ai cadutiPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaStoriche    Ultima modifica18/3/2021 18:25    
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STORIA DEL MONUMENTO AI CADUTI


Nel 1919, al termine della guerra, i caduti vennero dapprima ricordati con una lastra di marmo collocata sulla parete ovest del municipio (verso la mulattiera Chiesa parrocchiale Villassio). La lastra venne inaugurata domenica 26 gennaio 1919.                    
La spesa venne sostenuta dal direttore delle miniere di Gorno Ing. Ernesto Zay; si legge in una sua lettera datata 24 gennaio 1919: “Domando quindi che il Comune accetti una mia modesta offerta a perenne ricordo dei morti per la Patria. Farò scolpire su una lapide chedovrà essere murata all’esterno della casa comunale, i nomi dei caduti. Tutto sarà fatto a mie spese: non domando che l’accettazione del modesto dono da parte del Comune”. La lastra restò collocata sull’edificio comunale sino alla fine del secolo scorso, quando lo stesso fu ricostruito.

Agli abitanti di Gorno questo però non bastava e così nel 1920 si formò un comitato per la costruzione di un monumento in onore dei caduti.  
L’avviso del comitato rivolto alla popolazione così si esprimeva: ”La pietà viva, il ricordo perenne che nutriamo versoi nostri baldi giovani recisi nel fior degli anni da piombo nemico o da morbo crudele, mentre appunto le speranze più belle di un florido avvenire si presentavano loto innanzi, ci deve spingere a non mostrarci indifferenti nella nostra offerta per erigere un monumento fra noi che sia degno della nostra gloriosa tradizione e segno della nostra gratitudine. A voi dunque, o Gornesi, si rivolgono i membri della Commissione sottoscritta perché vogliate rispondere al loro appello con la vostra generosità…”.
Negli anni 1920-1921 vennero reperiti i fondi ed il comitato si mise subito al lavoro per la costruzione del monumento, edificato sul sagrato della chiesa “nel reliquato di terreno comunale a sinistra della gradinata che serve di accesso alla parrocchia” (salendo dalla contrada di Erdeno).

Opera dello scultore Carlo Comana di Bergamo, il monumento con il nome dei caduti venne inaugurato nel mese di ottobre 1921 con una commovente cerimonia. Negli inviti ai reduci ed alle autorità si legge: “Questo Comune intende inaugurare un monumento ai propri caduti nella guerra nazionale. E’ intenzione del Comitato,costituitosi a tale scopo, di festeggiare… con pubbliche dimostrazioni, onde queste sempre più valgano a cementare quella concordia di animi e di volontà necessaria a mantenere vivo il sentimento di Patria e il ricordo verso coloro che s’innalzarono sui campi di battaglia per rendere alla Patria i suoi naturali confini e facendo rifulgere di nuova luce l’onore della armi italiane….”.

La spesa sostenuta per l’opera scultorea ammontò a Lire 15.100, per il trasporto da Bergamo e la posa a Lire 8.342 e per la festa d’inaugurazione a Lire 3.027, per un totale di Lire 26.469, corrispondente ad Euro 38.000 odierni. Il Comune partecipò con Lire 8.000, la ditta The English Crown Spelter con Lire 3.000, altri privati con Lire 7.769. Rimase un debito di Lire 7.700 che venne saldato successivamente.

      Amerigo Baccanelli

Citazione:
fabrycjx2020


Turbina: mensa aziendale

Turbina: mensa aziendalePopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica16/3/2021 19:01    
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Miniere di Gorno

Turbina: mensa aziendale
Presso l'imbocco del ribasso Riso. Ora ribasso Riso Parina

Cronologia miniere di Gorno
[1841 - 1853] Conte Giacomo Clemente Suardo di Bergamo con i sacerdoti don G.Borlini di Chignolo d’Oneta e don Pietro Capitanio di Trescore bg
1852 - 1853: Pietro Ferrari e Bortolo Perani di Casnigo bg
1854 - 1855. Pietro Ferrari di Casnigo e Girolamo Eustacchio di Bergamo
1855 - 1856 Pietro Ferrari, Girolamo Eustacchio e Giacomo Clemente Suardo.
1856 - 1858 Società Montanistica Bergamasca (sono in corso i moti che porteranno al Regno d’Italia e parte di questi giovani faranno parte della spedizione dei Mille, quindi cessa anche l’attività di ricerca)
1868 - 1876 Sileoni Giacomo di Genova
1874 - 1884 Fratelli Modigliani (Isacco, Alberto e Flaminio) di Livorno.
1876 - 1882 Società Richardson di Londra (subentra alla Sileoni nelle stesse concessioni)
1883 - 1887 Milesi Alessandro di Clusone
1883 - 1920 The English Crown Spelter di Londra subentra nelle concessioni della Richardson.
1888 - 1940 Vieille Montagne di Liegi subentra nelle concessioni di Milesi Alessandro e Fratelli Modigliani nel 1888 e della Crown Spelter nel 1920
1922 ... Tutte le concessioni precedentemente elencate, ormai tutte gestite dalla belga Vieille Montagne vengono riunite in una sola concessione denominata “Miniere di Gorno” e divisa in due settori: Valle Seriana e Valle Brembana.
1940 - 1941 Società Anonima Nicheli e Metalli Nobili (Gruppo AMMI) - Tutte le concessioni minerarie sono dichiarate decadute  e la gestione delle stesse passa al Gruppo AMMI (Azienda Minerali Metallici Italiani, istituita nel 1936), in pratica si tratta di un esproprio degli impianti, strutture e macchinari della Vieille Montagne che si appella alla magistratura.
1942 -1943 SAPEZ (Società Anonima Piombo E Zinco) - Durante la causa celebrata a Roma la Vieille Montagne e l’AMMI si accordano e costituiscono la SAPEZ a cui passano tutte le concessioni
1943 - 1945 Dal settembre 1943 all’aprile 1945 le miniere sono gestite dal “Mandatario Generale per l’Italia del Ministero del REICH per l’Armamento e la Produzione bellica” - A Campello (sede della direzione) c’è un presidio delle SS sotto il comando del Generalmajor Leyers.
1945 - 1954 SAPEZ - La gestione e la direzione delle miniere tornano alla SAPEZ
1955 - 1978 AMMI SpA - Fusione per incorporazione della SAPEZ nell’AMMI
1979 - 1982 SAMIM (Società Azionaria Mineraria Metallurgica poi NUOVA SAMIM spa) - Viene sciolta l’AMMI e viene costituita un’altra società a partecipazione statale.

Epilogo Il 31 dicembre 1982 le miniere sono chiuse e la cessazione della concessione viene formalizzata con decreto ministeriale 2 febbraio 1984.

Citazione:
FABRYCJX2014




SIRENA LAVERIA

SIRENA LAVERIAPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaARCHEOLOGIA INDUSTRIALE    Ultima modifica7/3/2021 17:49    
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Miniere di Gorno
Laveria di Riso
sirena (fschio) posizionata alla laveria di Riso

clicca qui per sentire la sirena


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fabrycjx2012


http://www.valdelriso.it/uploads/92f10de0-02cd-c311.mp3

Fontana Teedèi

Fontana TeedèiPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Categoriafontane    Ultima modifica26/2/2021 19:51    
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Teedei


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