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Don Antonio Canova

Don Antonio CanovaPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaVita religiosa in Val del Riso    Ultima modifica9/8/2020 20:04    
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Don Antonio Canova

Parroco di Oneta dal 1888 al 1921

GALENA

GALENAPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica9/8/2020 13:42    
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MINIERE DI GORNO
nella foto: galena incastonata nella calamina: solfuro di piombo (PbS)

Piombo

La metallurgia del piombo argentifero



minerali rinvenuti:
Anglesite, Aragonite, Argentite, Arsenopirite, Auricalcite, Azzurrite, Bindheimite, Bornite, Bournonite, Calcopirite, Cerussite, Emimorfite(calamina), Fluorite, Galena, Greenockite, Idrozincite, Linarite, Malachite, Meneghinite, Montmorillonite, Piromorfite, Plattnerite, Polibasite, Proustite, Psilomelano,Sfalerite(Blenda), Smithsonite, Tenorite, Wulfenite, Zincite.

disciplina della raccolta di minerali

Per vedere una buona collezione di minerali delle nostre miniere: http://www.gianniminerali.it/minerali_di_bergamo.htm

approfondimenti su "Galena":
http://it.wikipedia.org/wiki/galena

Altre informazioni: http://www.webalice.it/lapis40/Pagina_GOM06_Valdelriso.htm

Stabilimento A.M.M.I. S.A.P.E.Z. di Ponte Nossa

Stabilimento A.M.M.I. S.A.P.E.Z. di Ponte NossaPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica2/8/2020 12:54    
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Senato della Repubblica  — 122  II Legislatura
5a COMMISSIONE (Finanze e Tesoro)
GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE 1953
(7a Riunione in sede deliberante)
Presidenza del Presidente BERTONE

Discussione e rinvio del disegno di legge:
Aumento di capitale dell'Azienda minerali metallici italiani (A.M.M.I.) » (148) .
Data la prevalente produzione di minerali di zinco in Italia in confronto alla capacità delle officine di trattamento, nel 1948 il Governo italiano, chiamato dall'E.C.A. e dallo O.E.C.E. a redigere il così detto programma a lungo termine, ha proposto tra l'altro la installazione di una nuova unità per la produzione di circa 15 mila tonnellate annue di zinco elettrolitico. La costruzione di tale impianto è stata consentita alla S.A.P.E.Z. in relazione alla sua notevole produzione mineraria ed alle possibilità produttive dei giacimenti in concessione. L'impianto è stato approvato dal Comitato dei metalli non ferrosi dell'O.E.C.E. nell'ottobre 1949. Nella seduta del 28 marzo 1950 il problema è stato riesaminato dal Comitato interministeriale per la ricostruzione (C.I.R.) che si è espresso favorevolmente.
La costruzione dell'impianto di Nossa nel bergamasco, portata a termine nel maggio del 1952, ha necessariamente richiesto un grande sforzo finanziario. La spesa ha raggiunto circa 5 miliardi, di cui oltre 700 milioni coperti con autofinanziamenti e 3.250 milioni con finanziamenti a medio ed a lungo termine, tra i quali una anticipazione dell'E.C.A. di 1.400 milioni al favorevole tasso del 2,50 per cento.
Purtroppo la depressione congiunturale del piombo, dello zinco e dell'antimonio, delineatasi nella primavera del 1952 ed accentuatasi alla fine dello stesso anno, non ha consentito di far fronte con autofinanziamenti all'ulteriore copertura delle spese per Nossa.
L'impianto marcia ora a pieno regime. Negli ultimi mesi è stata superata una capacitàproduttiva prevista in 50 tonnellate al giorno. Larga parte della produzione è esportata negli Stati Uniti, sia in pagamento dei mutui E.C.A. sia per normali esportazioni. La marca S.A. P.E.Z. elettrolitico è nota ed apprezzata nei principali mercati mondiali ed è in corso di registrazione tra le primarie marche internazionali al London Metal Exchange.

docufilm descrizione storica e processo


clicca qui per vedere il video

documentario costruzione stabilimento 1952

notizie sull'industria del piombo e dello zinco in Italia

A.M.M.I. Camera di commercio

Citazione:
fabrycjx 2012

Suore a  Gorno

Suore a GornoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaVita religiosa in Val del Riso    Ultima modifica6/7/2020 11:14    
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FIGLIE DELLA SAPIENZA
-Cabrini Maria (a Clusone)   Sr. Giovanni Battista
-Quistini Caterina (a Clusone) Sr. Severina di San Luigi
-Maringoni Alessandra (a Clusone) Sr. Maria Innocentina
-Cabrini Maria (a Clusone) Sr. Maria Grazia di San Luigi
-Guerinoni Anna (a Clusone) Sr. Maria Renata
-Gibellini Esterina (a Ravenna) Sr. Teresa della Trinità
-Furia Maria Ancilla (a Sanremo) Sr. Elia Rosa di Gesù
-Serturini Elisabetta (a Valperga) Sr. Maria Elisabetta
-Zanotti Giuseppina (             ) Sr. Emmanuela Maria biografia

SUORE CHE SONO STATE A GORNO:
Sr. Gabriella di Montfort
Sr. Cesarina (Maestra Claudia Bassi)
Sr. Giuseppina Marina dal Canton, di Belluno
Sr. Imelda dell'Immacolata
Sr. Elvira dell'Immacolata
Sr. Rosa di Gesù Crocefisso
Sr. Agnese di Maria di Gesù
Sr. Lorenzina di Gesù
Sr. Maria Grazia dell'Assunzione
Sr. Pierina di Maria Immacolata
Sr. Isolina Maria
Sr. Margherita dell'Immacolata
Sr. Eugenia Pierina



SUORE DI ALTRE CONGREGAZIONI:
-Madre suor Adriana Zanotti
(Canossiana responsabile di
istituto a Caprino Bergamasco)
-Suor Maringoni Caterina
(Suore Sacramentine di Bergamo)

La presenza delle Suore a Gorno


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San Giuseppe

San GiuseppePopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaVita religiosa in Val del Riso    Ultima modifica30/6/2020 18:40    
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Chiesa parrocchiale di Gorno

Statua di San Giuseppe


Festa di San Giuseppe lavoratore

A Gorno la festa di San Giuseppe lavoratore solitamente si celebrava con solennità nella terza domenica dopo Pasqua, ricorrenza stabilita nel 1847 da papa Pio IX. Ma probabilmente la tradizione è ancora più antica; in un appunto conservato nell’archivio parrocchiale infatti si legge: “Terza domenica dopo Pasqua - Solennità di San Giuseppe e prime comunioni. Da tempo immemorabile si celebra in questa occasione la festa di S. Giuseppe, protettore degli operai”. Conferma la si trova anche nel bollettino parrocchiale di aprile 1939 ove è scritto: “Domenica 14 aprile, terza dopo Pasqua si celebra in Parrocchia la festa del patrocinio di San Giuseppe. E’ la festa degli operai, festa che i nostri vecchi volevano celebrare con grande solennità. Ne sono prova i documenti esistenti nell’archivio parrocchiale”.

In occasione di questa festività a Gorno si tenevano le prime comunioni. La festa era così articolata: alle sei del mattino una prima S. Messa nella chiesa parrocchiale, alle sette ritrovo con i bambini della prima comunione presso l’edificio delle suore in località Madonna, quindi corteo verso la parrocchiale con i parenti dei comunicandi e le associazioni: Figlie di Maria, Azione Cattolica, Beniamine, Paggetti con le loro rispettive divise. Terminata la S. Messa con la cerimonia delle prime comunioni i bambini ritornavano presso l’edificio delle suore, dove venivano rifocillati con la colazione per essere pronti a partecipare alla S. Messa successiva delle dieci, celebrazione solenne con un canto davanti al trono, dove era collocata la statua del santo (questa era stata donata alla Parrocchia da un certo Francesco Cabrini della contrada dei Peroli dopo la metà del XIX secolo). Seguiva poi l’incanto della statua sul sagrato della chiesa parrocchiale e la processione per le strade del paese.

Nelle immagini la statua di S. Giuseppe ed alcuni momenti della processione tenutasi nel 1967 con il parroco di allora Don Giuseppe Magni, forse l’ultima volta in cui si è celebrata con solennità questa festa. Papa Pio XII già nel 1955 aveva infatti istituito la festa di “San Giuseppe artigiano” per dare un significato religioso alla ricorrenza laica della festa dei lavoratori celebrata il primo maggio. Ancora oggi a Gorno in quel giorno si celebra nella chiesa della Madonna delle Grazie una S. Messa nel ricordo di San Giuseppe lavoratore e artigiano.


(Amerigo Baccanelli)


Citazione:
fabrycjx2020

Santa Barbara

Santa BarbaraPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica8/6/2020 21:43    
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Santa Barbara (statua della parrocchiale di Gorno)
Patrona dei minatori

Pare nata a Nicomedia, in Asia Minore nel III secolo d.C. e che si sia trasferita poi a Scandriglia, in provincia di Rieti.
Secondo la leggenda morì decapitata a mano del padre Dioscuro, di religione pagana, per ordine del magistrato romano a cui lui stesso l’aveva denunciata di essere cristiana.
La morte fu preceduta da due giorni di feroci torture: fu flagellata con verghe, che secondo la leggenda si tramutarono in piume di pavone, venne torturata col fuoco e le furono tagliate le mammelle.
Sempre secondo la leggenda Dioscuro, subito dopo l'esecuzione, venne colpito ed ucciso da un fulmine.
Oggi i resti della Santa riposano nella Cappella omonima a Burano.
L’iconografia di Santa Barbara si è diversificata nei secoli, influenzata anche dalle tradizioni culturali legati ai popoli che tuttora la venerano come protettrice "di coloro che si trovano in pericolo di morte improvvisa" in quanto rappresenta la serenità del sacrificio di fronte al pericolo senza possibilità di evitarlo.
Nelle raffigurazioni più antiche è rappresentata con un pavone. Secondo alcuni si vuol fare riferimento alle penne dell'animale in cui si trasformarono, secondo la leggenda, le verghe con cui la vergine venne torturata; secondo si tratterebbe dell'araba fenice, capace di rinascere dalle proprie ceneri, a testimonianza anche della provenienza orientale di Barbara.
In altre raffigurazioni la Santa compare associata ad una torre, alle sue spalle o, in miniatura, fra le sue mani, in ricordo della torre nella quale fu rinchiusa dal padre, che simboleggia la tendenza al Divino sin dai tempi della biblica torre di Babele.
La Santa è stata inoltre raffigurata anche con la pisside, il calice che contiene le ostie benedette, per testimoniare quel potere concessole di impartire il sacramento a coloro che vengono colpiti dalla morte improvvisa.

le reliquie a Burano

Citazione:
fabrycjx2019


S.A.P.E.Z..1955

S.A.P.E.Z..1955Popolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica6/6/2020 21:08    
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Il Vescovo Giuseppe Piazzi in visita allo stabilimento di zinco elettrolitico di Ponte Nossa nel 1955
nella foto sono presenti:
Don Severino Tiraboschi
Don Rodolfo Brumana
Ing.Basile direttore stabilimento
Ing. Aldo Patt direttore miniere
Il sig. Maringoni Bruno mostra un catodo all'impianto pilota

Imperial smelting zinc
Stabilimento di Ponte Nossa quota altimetrica 466 m slm
Superfice 83000  metri quadri di cui 35800 coperti e47200 coperti
Imperial smelting zinc è il processo di conversione dei concentrati di zinco (minerali che contengono zinco) in zinco puro. Il concentrato di zinco più comune processato è il solfuro di zinco, che si ottiene concentrando la sfalerite usando il metodo di flottazione dei minerali estratti dalle miniere
Il minerale … sfalerite detta anche blenda proveniva dalla Sardegna tramite navi, quindi via ferrovia e autotreni anche da tutto il nord Italia.
Grandi gru provvedono a stoccare e miscelare il minerale precedentemente analizzato, col fine di rendere la miscela il più costante possibile.
Tramite nastri trasportatori la blenda viene inviata ad un alimentatore che la introduce in un forno a letto fluido.
Il forno provvede a tenere in sospensione il minerale tramite fori sul fondo da dove arriva un forte flusso di aria generato da un potente ventilatore, mentre tramite bruciatori la temperatura viene elevata a 1000° gradi centigradi circa.
La combustione provvede ad eliminare il cloro e il fluoro che sarebbero dannosi nelle ulteriori fasi di processo
I gas di combustione (anidride solforosa ) vengono inviati a torri di catalizzazione contenenti pentossido di vanadio che trasforma l’anidride solforosa in anidride solforica.
Ora il gas viene portato a contatto con acqua e diventa acido solforico
Il minerale arrostito sotto forma di ossidato di zinco fuoriesce dal forno e tramite scambiatore di calore viene raffreddato. Il calore recuperato serve a produrre vapore quindi energia elettrica di supporto ai processi successivi.
Il minerale ora diventato ossidato di zinco, viene inviato a silos di stoccaggio pronto per il successivo trattamento detto di lisciviazione e depurazione
Grandi reattori detti tine di attacco contenenti acido solforico diluiscono l’ossidato di zinco il quale diventa solfato di zinco.
La soluzione acida però ora contiene anche impurità quali rame cadmio ferro cobalto germanio tallio antimonio.
Ulteriori reattori provvedono alla eliminazione di questi elementi indesiderati gli scarti sono sotto forma di fanghi
Il rame e il cadmio invece vengono recuperati
La soluzione liquida prodotta ora è solfato di zinco composta da 110 -130 grammi litro di acido solforico e 50-75 grammi litro di zinco in forma ionica
La soluzione viene inviata a una grande sala detta elettrolisi e immessa in celle elettrolitiche dove sono posizionati 7000 catodi in alluminio (polo negativo) e 7000 anodi in piombo (polo positivo).
Catodi e anodi vengono alimentati in corrente continua e nel giro di 24 ore lo zinco in soluzione migra sul catodo in alluminio depositandosi come strato metallico.
Elettricamente le celle erano collegate in serie ed alimentate da corrente continua con una tensione di cella oscillante tra 3,1 a 3,7 volt. La spesa energetica si aggirava intorno 3,2 Kilovattora per Kilogrammo
la produzione media giornaliera di circa 100 tonnellate giorno
Addetti provvedono manualmente al distacco delle lastre di zinco
Il metallo viene inviato ai forni elettrici per la fusione
II reparto fusione era costituito da cinque forni fusori dotati di lingottiere semi automatiche.
Il forno numero 1 da 100 ton. predisposto per la produzione di zinco elettrolitico.
Il forno numero 2 da 40 ton. era predisposto per la produzione di zinco puro 99.995%.
Il forno numero 3 da 30 ton. era predisposto per la produzione di lingotti in lega Zn/Al/Pb.
Il forno SIEMENS da 20 ton. era predisposto per la produzione di lingotti in lega Zn/Pb.
Il forno DEMAG da 11 ton era predisposto per la preparazione delle leghe Zn/Al/Mg .
Il forno veniva alimentato con zinco fuso travasato dal forno n. 2 mediante pompa in grafite.
Il forno CALAMARI da 3,2 ton. ad energia elettrica era predisposto per la produzione di lingotti da 800 kg in lega Zn/Al/Pb veniva alimentato con zinco fuso travasato da un altro forno
Lo zinco fonde a 460 gradi centigradi ed è cosi trasferito negli stampi.
Io zinco in lingotti è ora pronto per essere immesso sul mercato la purezza è del 99,97 e 99,99%
Lo zinco è usato quale rivestimento dell’acciaio come protettivo anticorrosivo, viene impiegato in oltre in cosmesi, farmaceutica, industria della gomma, ceramica, vernici, mangimifici
Lo zinco ha peso specifico 7,2 fonde a 450 gradi e bolle a 903 gradi
Altri prodotti dello stabilimento erano:  Ossido di Zinco in varie purezze povere di zinco soffiata e polvere di zinco distillata
Carbonato di zinco solfato di zinco, rame elettrolitico e cadmio elettrolitico
Produzione nel 1976 in tonnellate
Zinco 3500, Acido solforico 32000, Solfato di rame1100, Rame metallo 70, Ossido di zinco fine 3300, Ossido di zinco commerciale 1000, Polvere di zinco distillata 2000, Polvere di zinco soffiata 3000
Forza lavoro nel 1976:  Dirigenti 2, impiegati 93, intermedi 8, operai 448

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Fabrycjx 2012

Suor Cesarina

Suor CesarinaPopolare
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Suor Cesarina
al secolo Bassi Claudia  (maestra)
Scomparsa il 18/7/2011

Suore a Gorno


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fabrycjx2018

Taissine impegnate nella cernita in laveria

Taissine impegnate nella cernita in laveria Popolare
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MINIERE DI GORNO

Il miglioramento degli impianti, fece sì che le taissine vennero impiegate nelle laverie invece che agli imbocchi delle miniere .
Da un resoconto del 1925 si legge:

"....Il minerale avente dimensione compresa tra 35 e 60 mm va ad un nastro cernita lungo 10 mt da dove 10 donne tolgono la blenda di prima scelta e lo sterile...."
--------------------------------------------------------------------
...Ma se i cavatori siano ignoranti, o stracccuranti nel cavar le vene, mescolandole con la terra, e con sassi, l'officio di scegliere il metallo rozzo, e le vene nobili,e migliori,non pur gl'huomini, ma i fanciulli, e le donne ancora fanno. impercioche mettono cotal mestura  sopra una lunga tavola, dove si stanno a seder quasi tuto il giorno,e e vanno scegliendo il buon metallo, e lo scelto raccolgono insieme ne vassoi...
(Tratto da De Re Metallica libro VIII Georgius Agricola 1530-1556)



Elenco taissine impiegate alla laveria n°1 di Oneta anno 1952




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FABRYCJX 2012

Chiesa della Santissima Trinità

Chiesa della Santissima TrinitàPopolare
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LA CHIESA DELLA S. S. TRINITÀ

La chiesa della S.S. Trinità era già esistente prima della fine del XVI secolo, anche se è verosimile ritenere che successivamente sia stata fatta oggetto di ampliamenti e ristrutturazioni.  Infatti il 29 giugno 1594 il consiglio comunale di Gorno nei “Capitoli per il curato” delibera che lo stesso “sia obligato al dì della S .ma Trinità a dir la mesa alla gisuola posta in Grumello et la terza festa di Pasqua di Resurecione et la terza festa della Pentecoste”. Sopra il portale in pietra è inciso l’anno 1633 e la scritta ”Introite in atria eius”.


Fu consuetudine della Parrocchia e del Comune di Gorno tenere nella casa attigua alla chiesa della S. S.Trinità un romito (remet); uno dei  suoi compiti era quello di suonare le due campane della chiesa (la più antica reca inciso l’anno 1595, l’altra l’anno 1769) per annunciare il cattivo tempo, dall’inizio di maggio alla fine di settembre di ogni anno.

Nel 1993 la chiesa è stata oggetto di  consistenti opere di ristrutturazione sia all’interno che  all’esterno, sempre grazie al lavoro degli infaticabili volontari gornesi.

(foto Mario Varischetti)
(testo di Amerigo Baccanelli)

In Val del Riso N°3 Marzo 1989

le chiese delle diocesi italiane


le campane

Il Crocefisso ligneo


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fabrycjx 2012

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