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LA PIU GRANDE TRAGEDIA MINERARIA ITALIANA

LA PIU GRANDE TRAGEDIA MINERARIA ITALIANAPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica4/3/2021 14:40    
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ARSIA – 28 febbraio 1940
Contrariamente ad una diffusa convinzione, non è la tragedia di Marcinelle (1956) la peggiore catastrofe mineraria italiana, ancorché occorsa in Belgio

          Purtroppo, la tragedia più grande fu quella dell’Arsa il 28 febbraio 1940, all’interno di quello che allora fu territorio nazionale italiano, con 185 morti, cinquanta in più delle vittime italiane a Marcinelle.


...caduti nel buio...avanzano nella luce...


In questo disastro anche Gorno pagò il suo tributo, in quanto di tradizione mineraria aveva in queste miniere più di un minatore.
Cabrini Giovan Antonio nato il 28/4/1909
Guerinoni Angelo nato il 3/6/1906
Guerinoni Angelo Tobia nato il 5/3/19013
Zanotti Giovan Angelo nato il 31/5/1912
Cabrini Giovan Antonio risulta nell'elnco ufficiale delle vittime.


http://www.geoitaliani.it/2013/05/194 ... -grande-tragedia.html?m=1


RAŠA - ARSIA 1937. Grad za 547 dana


miniera

Documentazione

Arsa:una città da reinventare

Fontana Teedèi

Fontana TeedèiPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   Categoriafontane    Ultima modifica26/2/2021 19:51    
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Teedei


altro su fontane di Gorno

Pani di zinco A.M.M.I. Ponte Nossa

Pani di zinco A.M.M.I. Ponte NossaPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica18/2/2021 18:24    
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Cataste di pani di zinco prodotte dallo stabilimento dell'A.M.M.I di Ponte Nossa
© tutti i diritti riservati vietata la riproduzione

INSTALLAZIONE DI UNA NUOVA FONDERIA ELETTROLITICA DI ZINCO

CONSIDERAZIONI GENERALI

II piano E.R.P. a lungo termine per lo zinco metallo indica un ampliamento delle capacità produttive degli impianti esistenti per circa 15.000 tonnellate, e la installazione di una nuova fonderia elettrolitica con capacità produttiva di circa 10.000 tonn/anno di metallo, da parte della S.A.P.E.Z. - Società per azioni Piombo e Zinco.
Le ragioni che hanno consigliato alla S.A.P.E.Z. di installare la nuova fonderia elettrolitica possono così riassumersi:
a) - L'industria dello zinco metallo costituisce una classica attività "naturale" dell'economia italiana s  minerali, energia elettrica e manodopera rappresentano infatti il  90 % del costo totale del metallo. Giova qui ricordare che fino al 1915 si esportava la totalità dei minerali di zinco prodotti in Italia. In quegli anni la nostra esportazione raggiungeva 125-150 mila tonnellate annue e costituiva una notevole frazione dell'esportazione mondiale di minerali di zinco.
In quel periodo, per contro, l' Italia importava la totalità dello zinco metallo necessario al proprio fabbisogno. Si realizzavano così i presupposti caratteristici di una economia coloniale la massiva esportazione delle materie prime, importazione della totalità del fabbisogno nazionale di prodotti finiti.
Durante la prima guerra mondiale si costruì la prima fonderia di zinco (Vado Ligure) che dette il primo zinco di produzione italiana. La guerra era appena cessata quando entrò in funzione lo stabilimento di San Dalmazzo di Tenda, anticipatore del metodo elettrolitico. Un secondo impianto di elettrolisi entrò in marcia nel 1926 a Monteponi  un terzo nel 1928? pure elettrolitico, a Crotone  un quarto, nel 1936 sempre elettrolitico , a Porto Marghera. La produzione salì cosi a circa 40«000 tonnellate annue.
La installazione di una nuova fonderia costituisce pertanto una ulteriore tappa del processo di industrializzazione del l'Italia in uno dei settori più "naturali" ed economici.
b) - La realizzazione del programma sopraindicato  si ripercuoterà favorevolmente sulla bilancia dei pagamenti della Italia. E’noto infatti che esportando zinco metallo si ricava, grosso modo, il doppio della corrispondente esportazione di minerali.
c) - L'aumentato consumo di minerali di zinco all'intermo, a seguito dell'incremento delle capacità produttive sopra indicate, condurrà ad uno sviluppo nella produzione nazionale, sopratutto dei minerali poveri. Attualmente, sia per la far te incidenza dei trasporti, che per il mutato orientamento nella tecnica del trattamento dei minerali, le calamine a basso titolo trovano sempre maggiori difficoltà di collocamento all'estero.
Proprio per queste ragioni la nuova fonderia elettrolitica è stata studiata specificamente per il trattamento di minerali poveri calaminari, dei quali sia in Sardegna, sia nel Bergamasco vi è larga possibilità di produzione anche in sene attualmente non coltivate.
I minerali ricchi, particolarmente le blende flottate, continueranno ad essere esportate in larga misura.
d) - Le considerazioni sopra indicate si riallacciano al problema della manodopera. In relazione all'entrata in esercizio delle nuove capacità produttive (sia per il nuovo impianto, sia per l'incremento degli impianti esistenti), nel piano a. lungo termine è stato previsto un incremento dell'occupazione operaia di 2.500 unità, costituito da 2.000 unità nelle miniere e da 500 unità negli impianti.
L'incremento effettivo sarà prevedibilmente superiore   a quello indicato nel piano, sia perché la stima è stata formulata in termini molto prudenti, sia per il probabile incremento o nelle lavorazioni successive.
E’ infatti certo che all'aumentata disponibilità di zinco metallo in Italia corrisponderà
un incremento nel consumo,  che si rifletterà favorevolmente sull'occupazione operaia.
A tal fine è da tener presente che l'attuale consumo d i zinco procapite in Italia è
singolarmente basso. Anche senza tener conto dell'elevato consumo belga (kg.10,3% per
abitante ) dovuto a fattori particolari di quella economia, giova qui ricordare che il
consumo italiano (Kg.0,79) pur sempre inferiore a quello della Gran Bretagna, della
Germania, degli Stati Uniti, della Scandinavia, della Francia e del Canada,, e financo
a quello del Giappone e della Polonia.
e) - L'aumentata produzione di minerali di zinco allo interno conseguente alle maggiori
possibilità di collocamento presso le fonderie nazionali, si rifletterà favorevolmente
anche sulla produzione di minerali di piombo.
La produzione nazionale di minerali di piombo ha raggiunto nel 1948 circa 47.000
tonnellate. Quel piano a lungo termine è stato previsto un incremento fino a 67.000
tonnellate.
In passato è stato raggiunto un massimo di 75.000 tonnellate. Il minor livello produttivo attuale è dovuto al fatto che dal 1936 al 1943 le miniere piombo zincifere sono state sottoposte a uno sforzo eccessivo per fornire i forti quantitativi di piombo richiesti dalle Autorità, inadeguati alle preparazioni dei giacimenti. In tale periodo, per ragioni varie si sono fortemente ridotti i lavori di ricerca e di preparazione,mentre so_ no state sfruttate ed esaurire in prevalenza le masse a più elevato titolo di piombo.
Le conseguenze di questo sforzo produttivo si risentiranno per lungo tempo. Purtroppo, non sono stati ritrovati nuovi già cimenti di una gualche entità.
E’ peraltro evidente, anche in relazione alla generale scarsità di piombo nel mondo, che ogni sforzo va tentato al fine di incrementare la produzione di minerali di piombo»
Questo incremento potrà realizzarsi in Italia soltanto so si svilupperà parallelamente la produzione di minerali di zinco. E’ noto infatti che in quasi tutti i giacimenti italiani, i minerali di .piombo sono associati a quelli di zinco, e che quindi non è possibile forzare una produzione senza incrementare l’altra.
Per lo sviluppo della produzione di minerali di zinco in Italia  occorre, sopratutto, puntare sui minerali poveri; l’incremento delle capacità produttive di zinco metallo faciliterà il raggiungimento di tale scopo.

CARATTERISTICHE DELL'IMPIANTO
1° - Potenzialità -
L'impianto è stato studiato por una produzione di 50 tonnellate al giorno di zinco in catodi, corrispondente, tenuto conto della minor produzione invernale per carenza stagionale di energia elettrica, a circa 10,000 tonnellate annue di zinco commerciale fuso in pani.
2° — Ubicazione —
L'ubicazione dell'impianto presso Nossa (Bergamo) nel primo tratto della camionabile che dalla strada della Bresciana si distacca scendendo la valle del Riso per giungere alle miniere di Gorno della S.A.P.E.Z. si presenta favorevole per le ragioni seguenti:
a) - provenienza dei minerali, la località di Nossa risulta adiacente alle miniere di Gorno e di Oltre il Colle baricentrica in confronto della altre miniere che alimenteranno l!impianto, e cioè la miniera di Monteneve dell A.M.M.I. (Vipiteno) e le miniere dell'Iglesiente (Sardegna) della S.A.P.E.Z. e dell’ A.M.M.I.
b) - fornitura dell'energia elettrica, necessaria, con i grandi elettrodotti che intersecano la regione
c) - razionalità o semplicità del costruendo raccordo ferroviario (scartamento normale) con la vicina stazione di Ponte Nossa delle ferrovie della Val Seriana
d) - disponibilità di terreno adatto, compreso fra il Riso e la camionabile di Gorno e disposto con sufficiente ampiezza nel senso parallelo alla valla del Riso stesso (terreno in parte già di proprietà della S.A.P.E.Z.
L'impianto sorgerebbe nella valle del torrente Riso a circa 500 metri dalla confluenza di questo con il fiume Serio. Lo stabilimento sarebbe raccordato con la ferrovia della Valle Seriana mediante un tronco di linea che, distaccandosi dal binario principale in prossimità della stazione di Nossa? seguirebbe dapprima la strada nazionale e, dopo un breve tratto in galleria, devierebbe nella valle del Riso.
Per la sistemazione della vasta area necessaria per lo stabilimento si richiederebbe la rettifica ed arginatura di circa 300 metri del torrente e lo spostamento della strada Nossa-Gomo-Campello-Oneta nel tratto che interessa i nuovi impianti.
Nella indagine sulla ubicazione dell'impianto è stata anche studiata l'altra alternativa, vale a dire l’ubicazione in adatta zona prossima ad un porto, Questa soluzione presenta  l'innegabile beneficio della riduzione dei costi dei trasporti sia per i minerali della S.A.P.E.Z. di provenienza dalla Sardegna, sia per altri eventuali minerali di acquisto, c'è poi da tener conto che la vita media di una fonderia elettrolitica è in genere superiore a quella di una data miniera, sicché è sempre da porsi l'ipotesi che l'impianto potrebbe continuare a marciare anche quando le miniere del Bergamasco fossero esaurite.  L'esperienza di altri Paesi europei che ci hanno preceduto nell’ installazione di fonderie di zinco conferma questa ipotesi  per quanto nel caso della miniera di Gorno e di Oltre il Colle, il minerale in vista e quello probabile e possibile assicurino l'alimentazione dell'impianto ? nella misura sopra indicata, per un lungo periodo.
Ma è da attendersi che l'esistenze, nel Bergamasco di altri fattori positivi a segnatamente la disponibilità di energia elettrica a pressi più bassi che sulla costa tirrenica finisca con il fare prevalere la scelta di Nossa, del resto già ammessa in via provvisoria
3) - Energia elettrica -
Il consumo di energia elettrica risulta di 5.500-6.000 kwh. di corrente alternata trifase per una tonnellata di metallo commerciale fuso prodotto, cioè complessivamente circa 60 milioni di Kw. annui. Detto consumo comprende tutti i successivi trattamenti, dal minerale grosso al metallo fuso in pani.
4) - I minerali -
L'impianto sarà alimentato da blende e calamine prodotte nel le miniere dell' A.M.M.I. e della consociata S.A.P.E.Z.
Secondo i programmi predisposti, affluiranno all'impianto circa 20/21 mila tonnellate annue di minerali così distinti:
-  tonn. 4.000 circa di blende di Gorno al 58-59 % Zn;
- tonn. 6.000 circa di blende di Monteneve al 52% Zn;
- tonn. 6.000 circa di calamine di Gorno al 50% Zn;
- tonn. 5.000 circa di calamine della Sardegna al 48% Zn.
Date le forti perdite di concentrazione delle calamine (i rendimenti attuali per portare il titolo di zinco dal 15/16% dei grezzi al 48/50% dei calcinati, sono soltanto il 50%),  è stata studiata la possibilità di trattare nell'impianto di Nossa anche delle calamine semiconcentrate ad un titolo del 20/25% Zn. L’impiego di tali semiconcentrati si presenta particolarmente utile per i minerali di produzione della miniera di Gorno, dato la vicinanza della fonderia, e la incidenza, praticamente irrilevante, delle spese di trasporto (i minerali saranno convogliati dalla laveria all’impianto con teleferica). E’ evidente che in tal caso, a parità di metallo contenuto, aumenterà proporzionalmente il quantitativo di minerale da trattare nella fonderia.
Pertanto l'impianto presenterà due sezioni: una per il trasferimento di calamina per circa 5.000 tonnellate annue di metallo, l'altra per il trattamento di blende per circa 5.000 tonnellate annue di metallo, conseguendosi cosi il gettito previsto di 10.000 tonnellate annue.
-Blende e calamine costituiscono un complesso razionale di impianti strettamente collegati fra loro.
L'utilizzazione delle calamine impone lo sfruttamento più redditizio dei giacimenti minerari del Bergamasco e della Sardegna a cui si collegano evidenti problemi sociali per il relative largo impiego di manodopera.
Il trattamento delle calamine esige acido solforico, e a questo si provvede con la desolforazione delle blende. Il gettito di acido solforico monoidrato corrisponde a non meno di una tonnellata di blenda combusta.
5) - Nel suo complesso l'impianto consisterà quindi dei seguenti reparti:
a) - macinazioni varie;
b)  - forni arrostimento blenda;
c)     - impianto acido solforico, tipo Monsanto;
d)   - attacco "blende e depurazione soluzioni;
e) -attacco calamine, e depurazione soluzioni;
f) - preparazione dell'elettrolito miscelato;
g) – elettrolisi dello zinco;
h)  - impianto ricupero cadmio;
i)  - fonderia dei catodi;
l)  - centrale elettrica;
m)  - lavoratori, uffici, officine, ecc.
La potenza installata per l'elettrolisi sarà 10.000 KVA, e quella necessaria per i servizi sussidiare 2.000 KVA e quindi 12.000 KVA in totale.
La conversione della corrente si effettuerà mediante raddrizzatori a vapori di mercurio, con le due alternative: un aggregato sino a 9.000 A. e 900 V. e due aggregati ciascuno sino a 9.000 A. e 475 V.
Per i servizi sussidiari  si prevede  di adottare la tensione il 500 V, ottenuta con trasformatori generali da 130.000 V. e con trasformatori  secondari da 10.000 V.   ubicati in almeno due cabine distribuite nelle due zone principali dell’impianto


Citazione:
fabrycjx 2012: (Foto  Capitanio Luigi

Costa Jels nel 1960

Costa Jels nel 1960Popolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica18/2/2021 17:58    
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Miniere di Gorno
Costa Jels nel 1960
Costa Jels (quota 830, era il punto di conferimento di tutti i cantieri alti delle miniere


stazione    lunghezza in metri   dislivello in metri
Plassa Arera       4960                330
Ferrarezza          920                 256
Rampanù           830                 199
Foghera            255                  60
Annibale           140                   46
Negus              325                  130
Riso                1431                 236

SERVIZIO GEOLOGICO D'ITALIA
MEMORIE
 CARTA GEOLOGICA D'ITALIA
VOLUME XIV
        MEMORIA ILLUSTRATIVA DELLA CARTA MINERARIA D'ITALIA
           Scala 1: 1000000
            1975


COBERTALDO  (DI) & COMISSO, 1964; EHRENDREICH,  I960; OMENETTO, 1966; VACCHE’, I966; VAILATI,   1966)
II distretto piombo-zincifero di Gorno si trova una trentina di km a nord di Bergamo, tra le valli Brembana e Seriana, e comprende le aree minerarie dì Oltre il Colle (Vai Vedra - Val Parina - M. Arera), della Val del Riso (Gorno - Oneta) e di monte Trevasco. Le mineralizzazioni, analogamente a quelle prevalentemente fiuoritiche di Paglio Pignolino - Dossena Gialla (65), si localizzano nella formazione del Metallifero bergamasco (potenza 50-75 m) al limite stratigrafico Ladinico - Carnico (Trias medio). Si tratta di mineralizzazioni prevalentemente discordanti (concordanti p.p.) legate agli strati, dì origine sedimentaria, le cui caratteristiche sono state da noi definite nei corso di recenti ricerche (nell'ambito dell' IGCP/IUGS-UNESCO). I corpi minerari hanno forma di «colonne» allungate, di larghezza variabile e sviluppo assai limitato in profondità, che rappresentano essenzialmente il riempimento di cavità e brecce carsiche superficiali o poco profonde, la cui genesi è da imputarsi a fenomeni di emersione durante la deposizione della serie metallifera. Statisticamente entro quest'ultima sono stati riconosciuti quattro suborizzonti mineralizzati principali, ben definibili dal punto di vista stratigrafico grazie ai loro rapporti con caratteristici livelli-guida rappresentati da straterelli di « tufiti ». Verso il tetto del Metallifero si registra un aumento del rapporto Pb/Zn, Alle mineralizzazioni legate agli strati sono connesse mineralizzazioni mobilizzate (costituite da ossidati che nell'insieme raggiungono i 2/3 del minerale coltivato) in faglie e cavità carsiche (crevasse) di età più recente. La mineralizazzione sedimentaria a solfuri è rappresentata da blenda, galena, pirite, marcasite, solfosali di Cu-Sb-As, tracce di calcopirite, con « ganga » dì fluorite, barite, calcite, quarzo e gesso. Le strutture mineralizzate primarie appaiono estesamente modificate ed obliterate da intensi fenomeni diagenetici e tettonici. Nel 1973 le riserve per Corno sono state calcolate in 1.600.000 tonnellate all'1,3% Zn (ossidata), 3,7% Zn (solfuro) e 0,9% Pb '(solfuro).


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fabrycjx2020
 
           

Pirometro per tarature e verifiche

Pirometro per tarature e verifichePopolare
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Pirometro per tarature e verifiche  CROPICO
http://www.richardsradios.co.uk/cropicop6.html

Rifugio Mistri in inverno

Rifugio Mistri in invernoPopolare
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Gorno (Valle del Riso)
Rifugio Mistri 1800 msl

(approfondimento)

scarica itinerario gps qui
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fabrycjx 2012

Ecomuseo miniere di Gorno

Ecomuseo miniere di GornoPopolare
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Ecomuseo miniere di Gorno

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Gorno su Wikipedia

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L'gh'è dùdes fradèi

L'gh'è dùdes fradèi
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaFilastrocche e proverbi    Ultima modifica9/1/2021 10:00    
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L'gh'è dùdes fradèi                


fiöi d' ü papà                          

lunare d' ü tép

che l' cor e che l' và.

Ol prim l'è Zener

che l' gh'à sémper frécc

el ria col gabà

tremolét stèss d' ü ècc.

Fevrér pio pissèn

amó quase 'n fassa.

Dopo l' vé Mars

empo' spolverént

che l'è ol parét

piö apröf al grand vént.

Avrìl el ga góta 'l barìl.

Mass, co la sò diossiù

l' ma pórta di fiùr a muntù.

Zogn co' la ranza

i pracc a l'inguàla

'ntat che i lösérte

söi mur i sa spiàna.

Löi l'è 'l mìs

che col sò calùr

el dèsda i sigale

che i zirla d'amùr.

Óst l'è 'l mis de possà

e töta la zet la scapa de cà.

Setémberl'è 'l mis di regoi:

l'oa 'n di bòte

töta la bói.

Otoer l'è chèl col magù

che l' cambia i culùr

ensèma ai stagiù.

Noèmber l'è 'l mis di nòs-cc mórcc

regàl de preghiere

per töcc sénsa tórcc.

Desèmber, che grand poesia!

Ol mónd di s-cetì

l'è pié de magia.

e l' nass ol Bambì,

Nedàl in da cüna

l'è ché per portàm

amùr e furtüna...



Sergio Fezzoli (dal libro Sotaùs)



Discenderia selvatici Skip

Discenderia selvatici SkipPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica31/12/2020 17:23    
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Miniere di gorno
La discenderia dei Selvatici lungo il ribasso Riso Parina

Questa discenderia fu realizzata per continuare la coltivazione del minerale (in prevalenza blenda, che si trovava al di sotto della soglia idrostatica naturale 500m s.l.m.della zona mineralizzata.)
La discenderia Selvatici è dotata di skip (visibile nella foto, per il trasporto in fino alla linea di carreggio. Quindi trasportato all'esterno tramite carovana di vagoni.


Il cantiere Selvatici si spinge fino a quota 350 metri s.l.m.  Praticamente 210 mt sotto al livello di carreggio Riso-Parina, posto a quota 560 metri
Per evitare l'allagamento del cantiere erano in esercizio 2 pompe con portata di 2000 lt/minuto cadauna, per un totale di 240 metri cubi/ora, le quali dovevano vincere la prevalenza appunto di 200 metri.
Tuttavia l'energia elettrica usata per alimentare queste pompe, veniva recuperata, in quanto l'acqua estratta confluiva assieme all'acqua del torrente Riso nel canale che alimentava la centrale Luigi Noble (detta del Costone.) che generava l'energia elettrica per il fabbisogno della miniera.

altre discenderie e pozzi:
discenderie   quote in metri

Selvatici          560-350
Roma              580-514
Firenze            580-469
Rinascente       645-580
Cavrera           578-514
Libertà            580-511
Zay                666-580
Coghinas         551-481

Pozzi            quote in metri

Zay N°1           666-580
Zay N°2           580-490
Silo Boseré       645-580
Forcella           940-600


Citazione:
fabrycjx2015


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