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Ascanio Sobrero

Ascanio SobreroPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica31/1/2022 17:24    
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Ascanio Sobrero (Casale Monferrato, 12 ottobre 1812 – Torino, 26 dicembre 1888)
è stato un chimico e medico italiano. Fu il primo a sintetizzare nitroglicerina e sobrerolo.
Un chimico dimenticato


scopritore della nitroglicerina

Storia degli esplosivi


Citazione:
fabrycjx2016

Dott. Casimiro Ceroni

Dott. Casimiro CeroniPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaPersonaggi    Ultima modifica27/1/2022 8:43    
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Gorno
Come non ricordare il nostro caro dottor Casimiro Ceroni.
Originario di Oltre il Colle venne da giovane a Gorno per esercitare la professione di medico condotto, si fece aprezzare subito per la sua disponibilità.
A quei tempi la Valle del Riso era per lo più asservita da mulattiere e il nostro medico aveva anticipato i tempi, atrezzandosi con una moto a uso fuoristrada con cui raggiungeva anche i casolari sui monti; a causa di ciò ebbe alcuni infortuni per questi interventi.
Di notte o di giorno e a tutte le ore il nostro dottore rispondeva alle chiamate dei valligiani.
Come poi non ricordare la sua abilità nel togliere i denti, per questo venivano spesso anche dai paesi limitrofi.
Grazie dott. Ceroni per l'opera che hai svolto.
Il dott. Ceroni su:
inVal del Riso luglio 1979

In Val del riso N°6 Giugno 1991

In ricordo su:
In Val del Riso n°1 Aprile 2001

Citazione:
fabrycjx 2012

La Valle dello Zinco

La Valle dello ZincoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaPUBBLICAZIONI    Ultima modifica17/1/2022 17:29    
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La Valle dello Zinco
Breve documentario della costruzione dello stabilimento elettrolitico nella Valle del Riso
filmato prodotto da E.R.P.  ("European Recovery Program"  Piano Marschall)


scheda tecnica

Citazione:
fabrycjx2019

Pani di zinco A.M.M.I. Ponte Nossa

Pani di zinco A.M.M.I. Ponte NossaPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica17/1/2022 17:26    
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Cataste di pani di zinco prodotte dallo stabilimento dell'A.M.M.I di Ponte Nossa
© tutti i diritti riservati vietata la riproduzione

INSTALLAZIONE DI UNA NUOVA FONDERIA ELETTROLITICA DI ZINCO

CONSIDERAZIONI GENERALI

II piano E.R.P. a lungo termine per lo zinco metallo indica un ampliamento delle capacità produttive degli impianti esistenti per circa 15.000 tonnellate, e la installazione di una nuova fonderia elettrolitica con capacità produttiva di circa 10.000 tonn/anno di metallo, da parte della S.A.P.E.Z. - Società per azioni Piombo e Zinco.
Le ragioni che hanno consigliato alla S.A.P.E.Z. di installare la nuova fonderia elettrolitica possono così riassumersi:
a) - L'industria dello zinco metallo costituisce una classica attività "naturale" dell'economia italiana s  minerali, energia elettrica e manodopera rappresentano infatti il  90 % del costo totale del metallo. Giova qui ricordare che fino al 1915 si esportava la totalità dei minerali di zinco prodotti in Italia. In quegli anni la nostra esportazione raggiungeva 125-150 mila tonnellate annue e costituiva una notevole frazione dell'esportazione mondiale di minerali di zinco.
In quel periodo, per contro, l' Italia importava la totalità dello zinco metallo necessario al proprio fabbisogno. Si realizzavano così i presupposti caratteristici di una economia coloniale la massiva esportazione delle materie prime, importazione della totalità del fabbisogno nazionale di prodotti finiti.
Durante la prima guerra mondiale si costruì la prima fonderia di zinco (Vado Ligure) che dette il primo zinco di produzione italiana. La guerra era appena cessata quando entrò in funzione lo stabilimento di San Dalmazzo di Tenda, anticipatore del metodo elettrolitico. Un secondo impianto di elettrolisi entrò in marcia nel 1926 a Monteponi  un terzo nel 1928? pure elettrolitico, a Crotone  un quarto, nel 1936 sempre elettrolitico , a Porto Marghera. La produzione salì cosi a circa 40«000 tonnellate annue.
La installazione di una nuova fonderia costituisce pertanto una ulteriore tappa del processo di industrializzazione del l'Italia in uno dei settori più "naturali" ed economici.
b) - La realizzazione del programma sopraindicato  si ripercuoterà favorevolmente sulla bilancia dei pagamenti della Italia. E’noto infatti che esportando zinco metallo si ricava, grosso modo, il doppio della corrispondente esportazione di minerali.
c) - L'aumentato consumo di minerali di zinco all'intermo, a seguito dell'incremento delle capacità produttive sopra indicate, condurrà ad uno sviluppo nella produzione nazionale, sopratutto dei minerali poveri. Attualmente, sia per la far te incidenza dei trasporti, che per il mutato orientamento nella tecnica del trattamento dei minerali, le calamine a basso titolo trovano sempre maggiori difficoltà di collocamento all'estero.
Proprio per queste ragioni la nuova fonderia elettrolitica è stata studiata specificamente per il trattamento di minerali poveri calaminari, dei quali sia in Sardegna, sia nel Bergamasco vi è larga possibilità di produzione anche in sene attualmente non coltivate.
I minerali ricchi, particolarmente le blende flottate, continueranno ad essere esportate in larga misura.
d) - Le considerazioni sopra indicate si riallacciano al problema della manodopera. In relazione all'entrata in esercizio delle nuove capacità produttive (sia per il nuovo impianto, sia per l'incremento degli impianti esistenti), nel piano a. lungo termine è stato previsto un incremento dell'occupazione operaia di 2.500 unità, costituito da 2.000 unità nelle miniere e da 500 unità negli impianti.
L'incremento effettivo sarà prevedibilmente superiore   a quello indicato nel piano, sia perché la stima è stata formulata in termini molto prudenti, sia per il probabile incremento o nelle lavorazioni successive.
E’ infatti certo che all'aumentata disponibilità di zinco metallo in Italia corrisponderà
un incremento nel consumo,  che si rifletterà favorevolmente sull'occupazione operaia.
A tal fine è da tener presente che l'attuale consumo d i zinco procapite in Italia è
singolarmente basso. Anche senza tener conto dell'elevato consumo belga (kg.10,3% per
abitante ) dovuto a fattori particolari di quella economia, giova qui ricordare che il
consumo italiano (Kg.0,79) pur sempre inferiore a quello della Gran Bretagna, della
Germania, degli Stati Uniti, della Scandinavia, della Francia e del Canada,, e financo
a quello del Giappone e della Polonia.
e) - L'aumentata produzione di minerali di zinco allo interno conseguente alle maggiori
possibilità di collocamento presso le fonderie nazionali, si rifletterà favorevolmente
anche sulla produzione di minerali di piombo.
La produzione nazionale di minerali di piombo ha raggiunto nel 1948 circa 47.000
tonnellate. Quel piano a lungo termine è stato previsto un incremento fino a 67.000
tonnellate.
In passato è stato raggiunto un massimo di 75.000 tonnellate. Il minor livello produttivo attuale è dovuto al fatto che dal 1936 al 1943 le miniere piombo zincifere sono state sottoposte a uno sforzo eccessivo per fornire i forti quantitativi di piombo richiesti dalle Autorità, inadeguati alle preparazioni dei giacimenti. In tale periodo, per ragioni varie si sono fortemente ridotti i lavori di ricerca e di preparazione,mentre so_ no state sfruttate ed esaurire in prevalenza le masse a più elevato titolo di piombo.
Le conseguenze di questo sforzo produttivo si risentiranno per lungo tempo. Purtroppo, non sono stati ritrovati nuovi già cimenti di una gualche entità.
E’ peraltro evidente, anche in relazione alla generale scarsità di piombo nel mondo, che ogni sforzo va tentato al fine di incrementare la produzione di minerali di piombo»
Questo incremento potrà realizzarsi in Italia soltanto so si svilupperà parallelamente la produzione di minerali di zinco. E’ noto infatti che in quasi tutti i giacimenti italiani, i minerali di .piombo sono associati a quelli di zinco, e che quindi non è possibile forzare una produzione senza incrementare l’altra.
Per lo sviluppo della produzione di minerali di zinco in Italia  occorre, sopratutto, puntare sui minerali poveri; l’incremento delle capacità produttive di zinco metallo faciliterà il raggiungimento di tale scopo.

CARATTERISTICHE DELL'IMPIANTO
1° - Potenzialità -
L'impianto è stato studiato por una produzione di 50 tonnellate al giorno di zinco in catodi, corrispondente, tenuto conto della minor produzione invernale per carenza stagionale di energia elettrica, a circa 10,000 tonnellate annue di zinco commerciale fuso in pani.
2° — Ubicazione —
L'ubicazione dell'impianto presso Nossa (Bergamo) nel primo tratto della camionabile che dalla strada della Bresciana si distacca scendendo la valle del Riso per giungere alle miniere di Gorno della S.A.P.E.Z. si presenta favorevole per le ragioni seguenti:
a) - provenienza dei minerali, la località di Nossa risulta adiacente alle miniere di Gorno e di Oltre il Colle baricentrica in confronto della altre miniere che alimenteranno l!impianto, e cioè la miniera di Monteneve dell A.M.M.I. (Vipiteno) e le miniere dell'Iglesiente (Sardegna) della S.A.P.E.Z. e dell’ A.M.M.I.
b) - fornitura dell'energia elettrica, necessaria, con i grandi elettrodotti che intersecano la regione
c) - razionalità o semplicità del costruendo raccordo ferroviario (scartamento normale) con la vicina stazione di Ponte Nossa delle ferrovie della Val Seriana
d) - disponibilità di terreno adatto, compreso fra il Riso e la camionabile di Gorno e disposto con sufficiente ampiezza nel senso parallelo alla valla del Riso stesso (terreno in parte già di proprietà della S.A.P.E.Z.
L'impianto sorgerebbe nella valle del torrente Riso a circa 500 metri dalla confluenza di questo con il fiume Serio. Lo stabilimento sarebbe raccordato con la ferrovia della Valle Seriana mediante un tronco di linea che, distaccandosi dal binario principale in prossimità della stazione di Nossa, seguirebbe dapprima la strada nazionale e, dopo un breve tratto in galleria, devierebbe nella valle del Riso.
Per la sistemazione della vasta area necessaria per lo stabilimento si richiederebbe la rettifica ed arginatura di circa 300 metri del torrente e lo spostamento della strada Nossa-Gomo-Campello-Oneta nel tratto che interessa i nuovi impianti.
Nella indagine sulla ubicazione dell'impianto è stata anche studiata l'altra alternativa, vale a dire l’ubicazione in adatta zona prossima ad un porto, Questa soluzione presenta  l'innegabile beneficio della riduzione dei costi dei trasporti sia per i minerali della S.A.P.E.Z. di provenienza dalla Sardegna, sia per altri eventuali minerali di acquisto, c'è poi da tener conto che la vita media di una fonderia elettrolitica è in genere superiore a quella di una data miniera, sicché è sempre da porsi l'ipotesi che l'impianto potrebbe continuare a marciare anche quando le miniere del Bergamasco fossero esaurite.  L'esperienza di altri Paesi europei che ci hanno preceduto nell’ installazione di fonderie di zinco conferma questa ipotesi  per quanto nel caso della miniera di Gorno e di Oltre il Colle, il minerale in vista e quello probabile e possibile assicurino l'alimentazione dell'impianto ? nella misura sopra indicata, per un lungo periodo.
Ma è da attendersi che l'esistenze, nel Bergamasco di altri fattori positivi a segnatamente la disponibilità di energia elettrica a pressi più bassi che sulla costa tirrenica finisca con il fare prevalere la scelta di Nossa, del resto già ammessa in via provvisoria
3) - Energia elettrica -
Il consumo di energia elettrica risulta di 5.500-6.000 kwh. di corrente alternata trifase per una tonnellata di metallo commerciale fuso prodotto, cioè complessivamente circa 60 milioni di Kw. annui. Detto consumo comprende tutti i successivi trattamenti, dal minerale grosso al metallo fuso in pani.
4) - I minerali -
L'impianto sarà alimentato da blende e calamine prodotte nel le miniere dell' A.M.M.I. e della consociata S.A.P.E.Z.
Secondo i programmi predisposti, affluiranno all'impianto circa 20/21 mila tonnellate annue di minerali così distinti:
-  tonn. 4.000 circa di blende di Gorno al 58-59 % Zn;
- tonn. 6.000 circa di blende di Monteneve al 52% Zn;
- tonn. 6.000 circa di calamine di Gorno al 50% Zn;
- tonn. 5.000 circa di calamine della Sardegna al 48% Zn.
Date le forti perdite di concentrazione delle calamine (i rendimenti attuali per portare il titolo di zinco dal 15/16% dei grezzi al 48/50% dei calcinati, sono soltanto il 50%),  è stata studiata la possibilità di trattare nell'impianto di Nossa anche delle calamine semiconcentrate ad un titolo del 20/25% Zn. L’impiego di tali semiconcentrati si presenta particolarmente utile per i minerali di produzione della miniera di Gorno, dato la vicinanza della fonderia, e la incidenza, praticamente irrilevante, delle spese di trasporto (i minerali saranno convogliati dalla laveria all’impianto con teleferica). E’ evidente che in tal caso, a parità di metallo contenuto, aumenterà proporzionalmente il quantitativo di minerale da trattare nella fonderia.
Pertanto l'impianto presenterà due sezioni: una per il trasferimento di calamina per circa 5.000 tonnellate annue di metallo, l'altra per il trattamento di blende per circa 5.000 tonnellate annue di metallo, conseguendosi cosi il gettito previsto di 10.000 tonnellate annue.
-Blende e calamine costituiscono un complesso razionale di impianti strettamente collegati fra loro.
L'utilizzazione delle calamine impone lo sfruttamento più redditizio dei giacimenti minerari del Bergamasco e della Sardegna a cui si collegano evidenti problemi sociali per il relative largo impiego di manodopera.
Il trattamento delle calamine esige acido solforico, e a questo si provvede con la desolforazione delle blende. Il gettito di acido solforico monoidrato corrisponde a non meno di una tonnellata di blenda combusta.
5) - Nel suo complesso l'impianto consisterà quindi dei seguenti reparti:
a) - macinazioni varie;
b) - forni arrostimento blenda;
c) - impianto acido solforico, tipo Monsanto;
d) - attacco "blende e depurazione soluzioni;
e) -attacco calamine, e depurazione soluzioni;
f) - preparazione dell'elettrolito miscelato;
g) – elettrolisi dello zinco;
h) - impianto ricupero cadmio;
i) - fonderia dei catodi;
l) - centrale elettrica;
m) - laboratori, uffici, officine, ecc.
La potenza installata per l'elettrolisi sarà 10.000 KVA, e quella necessaria per i servizi sussidiare 2.000 KVA e quindi 12.000 KVA in totale.
La conversione della corrente si effettuerà mediante raddrizzatori a vapori di mercurio, con le due alternative: un aggregato sino a 9.000 A. e 900 V. e due aggregati ciascuno sino a 9.000 A. e 475 V.
Per i servizi sussidiari  si prevede  di adottare la tensione il 500 V, ottenuta con trasformatori generali da 130.000 V. e con trasformatori  secondari da 10.000 V.   ubicati in almeno due cabine distribuite nelle due zone principali dell’impianto


Citazione:
fabrycjx 2012: (Foto  Capitanio Luigi

Assistenza sanitaria alle miniere di gorno

Assistenza sanitaria alle miniere di gornoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica17/1/2022 17:22    
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Miniere di Gorno

Nella foto il deposito dell'ambulanza a disposizione delle miniere e della comunità della Valle del Riso
crollato nel 2021.

Assistenza sanitaria nelle miniere di Gorno

Citazione:
Fonte: Archivio minerario di Gorno

Forni di calcinazione o forni a tino

Forni di calcinazione o forni a tinoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica15/1/2022 7:45    
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miniere di Gorno

I forni a tino per la calcinazione della calamina erano presenti a Oneta a Riso (Fondo Ripa) e a Ponte Selva.
I forni a tino di Ponte Selva furono realizzati nel 1874 dalla ditta Modigliani Gibson, la quale aveva una concessione sul monte Travasco di 347 ettari.
I forni per la calcinazione dei minerali calaminiferi hanno in generale dimensioni di metri 5x5 di base, avente sul piano interno una piramide dell'altezza di circa un metro.
L'altezza del forno varia da metri 5 a 6. L'interno è pressoché in forma conica, capace a contenere circa 50 tonnellate di materiale di calamina. Questa vi si forma a strati, il primo dei quali riposa sopra uno di legna che vi si forma e quindi uno strato di carbone vegetale polverizzato, seguitando cosi sino alla  sommità. Gli strati di calamina e carbone sono di centimetri 20 a 50.
II fuoco vi si regola a seconda della ricchezza e qualità del minerale, generalmente però vi si tiene da 8 a 12 ore.
La quantità di combustibile per ogni carico varia da kg 800 a 1000

Il processo di calcinazione della calamina:

Il processo della calcinazione, o arricchimento, e conseguente minor peso del prodotto minerario, avveniva per l'azione fisica del calore e cioè: il carbonato di zinco (il minerale crudo) poniamo che abbia un peso di 125, (uguale a 65 lo zinco,12 il carbonio e 48 i tre ossigeni che messi assieme formano il carbonato di zinco o calamina) se togliamo all'insieme due ossigeni e il carbonio,(che è poi l'anidride carbonica che se ne va via durante la calcinazione) rimangono lo zinco e un ossigeno,che sommati i due pesi danno un totale di 81 al posto di 125 del minerale crudo, per cui nello stesso peso di minerale crudo, in quello cotto si ha in percentuale più zinco.
Naturalmente non si tiene conto degli altri elementi presenti o associati al minerale che sono in quantità millesimali, tolto il Cadmio che può arrivare al 2-3 % la calamina terrosa invece è silicato di zinco e non si calcina perché la silice non si elimina con il semplice calore.

vedi qui i forni a tino in Val del Riso

Dalla "rivista del servizio minerario del 1921"

La calcinazione della calamina continuò a farsi in due forni ordinari a tino, pel minerale in roccia, ed in un forno Cermak Spirek pel materiale terroso che trovansi nella località "Bonacina" presso la stazione ferroviaria di Ponte Selva.

(Fonte archivio minerario delle miniere di Gorno)

foto da (Biblioteca civica A. Mai, Bergamo)
descrizione processo calcinazione (Scolari Luigi)
Citazione:
fabrycjx2012




Santuario del SS Crocefisso

Santuario del SS CrocefissoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaLe Chiese di Gorno    Ultima modifica13/1/2022 7:56    
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IL SANTUARIO DEL  S.S. CROCIFISSO
Probabilmente in origine il Cristo Crocifisso cui era devota la gente di Gorno era sito in un prato, esposto all’incuria del tempo. Il 17 aprile 1759 il Consiglio comunale di Gorno decise per una  più degna sistemazione deliberando la costruzione di una “tribulina” lungo il Riso “per mettere via il Cristo…”.  Nel 1766 la “tribulina” è esistente, come risulta da un documento del Comune di Gorno.

La chiesa attuale fu costruita in sostituzione della “tribulina”a seguito dell’autorizzazione del 25 giugno 1908 del Sac. Dott. Angelo Roncalli, futuro papa Giovanni XXIII ( all’epoca segretario del vescovo di Bergamo).  La costruzione venne terminata nel mese di giugno del 1910, così pure il campanile, realizzato in solo venti giorni. Fu quindi benedetta ed inaugurata il 18 e 19 giugno 1910.

Il santuario, a croce greca, è di stile gotico-lombardo. Antistante la chiesa esisteva un portichetto sotto cui passava la strada carrozzabile della Valle del Riso; venne demolito nel 1957 onde permettere un ampliamento stradale, costruendo nel contempo due nuovi portichetti in corrispondenza delle porte laterali.

Nel 1985 un gruppo di volontari compì alcuni primi lavori di risanamento, per giungere poi al 1990 quando, in occasione dell’80° dell’inaugurazione e consacrazione, il santuario vide una serie di importanti opere di ristrutturazione che gli ridiedero decoro e splendore, sempre grazie all’instancabile e preziosa opera dei volontari.
(testo di Amerigo Baccanelli)
(foto Mario Varischetti)

le chiese delle diocesi italiane

Wikipedia: santuario del Santissimo crocefisso

le campane (concerto)

Le campane (Info)
 
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fabrycjx 2012

La chiesa della Madonna delle Grazie

La chiesa della Madonna delle GraziePopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaLe Chiese di Gorno    Ultima modifica13/1/2022 7:49    
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LA CHIESA DELLA  MADONNA DELLE GRAZIE

E’ certo che nel 1625 la chiesa fosse esistente, in quanto in un documento risalente a quell’anno   risulta   la  richiesta   per  la   costruzione  di  una  finestra  nella  chiesa  stessa.            
Nel medesimo documento risulta anche che nella chiesa “si mantiene un cappellano”perché la gente “ha la chiesa in molta divotione “.  Nei “Capitoli del parroco” datati 14 settembre 1649 si legge: “di più il parroco sarà obligato di andare a cantar Messa et Vespri la festa della  natività di Maria Vergine alla Madonna delle Grazie”.

La chiesa è sopraelevata rispetto alla piazza antistante: la porta centrale si trova infatti dieci gradini al di sopra della piazza e sull’architrave è scritto “in me omnis gratia”; sulla porta a monte si legge invece la sigla IHS e l’anno 1667. Il bellissimo altare, racchiuso nel presbiterio da una cancellata in ottone, risale al 1728. La costruzione del campanile iniziò nel 1740 e terminò nel 1770.

La chiesa della Madonna delle Grazie fece da parrocchiale ben tre volte, tanto da essere chiamata “seconda parrocchiale”e ciò avvenne in occasione della costruzione delle due chiese parrocchiali (dal 1767 al 1776 e dal 1927 al 1932) e con la demolizione  del  vecchio campanile (1890).

Nell’autunno del 1997 iniziarono i lavori di ristrutturazione e restauro della chiesa che impegnarono il parroco, i volontari e alcune ditte specializzate per più di due anni. Il 1° maggio 2000 la chiesa, recuperata all’originaria bellezza, venne presentata alla comunità gornese.

clicca qui per saperne di più


In Val del Riso N° 12 Dicembre 1988


WIKIPEDIA

(Foto Mario Varischetti)
(testo di Amerigo Baccanelli)  
Citazione:
fabrycjx 2012

Taissine impegnate nella cernita in laveria

Taissine impegnate nella cernita in laveria Popolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica12/1/2022 19:11    
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MINIERE DI GORNO

Il miglioramento degli impianti, fece sì che le taissine vennero impiegate nelle laverie invece che agli imbocchi delle miniere .
Da un resoconto del 1925 si legge:

"....Il minerale avente dimensione compresa tra 35 e 60 mm va ad un nastro cernita lungo 10 mt da dove 10 donne tolgono la blenda di prima scelta e lo sterile...."
--------------------------------------------------------------------
...Ma se i cavatori siano ignoranti, o stracccuranti nel cavar le vene, mescolandole con la terra, e con sassi, l'officio di scegliere il metallo rozzo, e le vene nobili,e migliori, non pur gl'huomini, ma i fanciulli, e le donne ancora fanno. impercioche mettono cotal mestura  sopra una lunga tavola, dove si stanno a seder quasi tuto il giorno, e vanno scegliendo il buon metallo, e lo scelto raccolgono insieme ne vassoi...
(Tratto da De Re Metallica libro VIII Georgius Agricola 1530-1556)



Elenco taissine impiegate alla laveria n°1 di Oneta anno 1952




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FABRYCJX 2012

Alfio Balbusso

Alfio BalbussoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica10/1/2022 15:34    
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Alfio Balbusso
Direttore delle miniere di Gorno
Nato a Roma il 4/6/1909
Laureato nel 1933 in ingegneria industriale minieraria presso il politecnico di Torino.
dall'aprile 1934 al settembre 1936 impegato presso le miniere di Kosseir(alto Egitto- Mar Rosso)nella società Italo egiziana Estrazione fosfati.
Dall'ottobre 1936 all'aprile 1937 impiegato presso le miniere dell'Arsia (Pola) nella società carbonifera ARSA.
Dal maggio 1937 all'ottobre 1939 impegato presso le miniere di Sciumagallé (Eritrea, nell'azienda Mineraria Africa Orientale (AMAO).
Dal febraio 1940 al dicembre 1945 dirigente presso  le miniere dell'Arsia (Pola) società carbonifera ARSA
Dal giugno 1946 al marzo 1962 dirigente presso le miniere della Sardegna Società mineraria Pertusola (Roma piazzale Flaminio 9)
Dal 1963 al 1975 dirigente presso la Miniera di Gorno (Bg) AMMI s.p.a.
(dati forniti dalla famiglia Balbusso)

Citazione:
fabrycjx2020



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