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Interno della Parrocchiale

Interno della ParrocchialePopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaLe Chiese di Gorno    Ultima modifica24/1/2019 13:07    
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L’INTERNO DELLA CHIESA PARROCCHIALE

La comunità parrocchiale di Gorno è tra le più antiche della valle, di essa si hanno notizie fin dal lontano 1344. Nel 1478, data incisa su una pietra ancora visibile al principio del secolo, veniva costruita in località Villasio una nuova chiesa parrocchiale, ma il terreno particolarmente insidioso ne compromise nel tempo la stabilità, al punto che nel 1767 dovette essere demolita. Il 24 ottobre di quello stesso anno e nello stesso luogo veniva posta la prima pietra di un'altra chiesa, progettata da Felice e Tommaso Tognoli di Clusone, che venne aperta al culto nel 1776 e consacrata dal vescovo
Gian Paolo Dolfin il 6 giugno 1779. Aveva stucchi di Pier Antonio Berrà di Lugano e dorature del clusonese Ignazic Trussardi (1790). Minacciando a sua volta rovina essa venne chiusa per decreto prefettizio nel 1925 e quindi abbattute nel 1930.
Il 24 luglio 1931 sì iniziava l'erezione della chiesa attuale adottando opportuni accorgimenti tecnici. La sua consacrazione seguì il 23 ottobre 1932 per mano del vescovo coadiutore Adriano Bernareggi, che le conservò l'antico titolo di S. Mar-tino e sigillò nell'altar maggiore le reliquie dei santi Alessandro e Pio.
È opera egregia dell'ing. Federico Rota, a tre navate con sei colonne trabeate. Singolare la moderna interpretazione degli ordini classici e la versione dei lacunari trasparenti sul presbiterio.
Molte le opere provenienti dalle precedenti chiese demolite: in facciata le statue dei santi Martino, Valerio e Renato scolpite da F. Donato Fantoni nel 1772, e il portale in pietra; all’interno l'altar maggiore dei Manni con sculture fantoniane (la medaglia in bronzo sostituì nel 1954 l'originaria in legno, minata dal tarlo), l'altare del Rosario dei fratelli Grazioso e Donato Fantoni, con splendida medaglia in marmo nel paliotto (1776), l'altare dei Morti ancora dei Manni, la tela della Visitazione di Maria di Enrico Albrici (1754), la tela dei Santi di Francesco Capella (m. 1784) e altre tele di ignoti.
La decorazione generale, iniziata nel 1932 da Sandro Pinetti e dai fratelli Zappettini, fu ripresa negli anni 1938-1939 da Emilio Nembrini che «per uniformità di mano» soppresse ogni altro precedente intervento, affrescando praticamente tut¬ta la chiesa: la grande Crocifissione del catino absidale, i Santi Patroni nel coro, i Profeti sulle trabeazioni, gli episodi dell'infanzia di Gesù nelle centine trasversali e la Via Crucis. Il pulpito dell'ing. Rota (1936) con buoni sbalzi di Tilio Nani fu negli ultimi anni trasformato negli amboni.
Tra le suppellettili da segnalare: una croce astile in rame assai antica (forse '300), restaurata; altre due croci astili del '500 e del '600, un poco manomesse; un ostensorio d'argento donato nel 1789 dalla famgilia Pampuri Mori, tipo Filiberti; un parato completo in damasco oro del '700; altro parato damascato giallo oro, opera probabile di tal Giovanni Ma¬donna (1782); un cassettone complesso in noce e un armadio a più ordini con lesene ornate di cariatidi e intagli vari del '600. L'organo di Carlo Perolini (1771), rifatto dai Serassi nel 1867, fu ricomposto nel 1932 dalla ditta Pedrini di Cremona. Il campanile, iniziato nel 1611 e terminato nel 1701, venne demolito e rifatto da Elia Fornoni nel 1890. Il concerto di cinque campane in «re mg.» sono dell'antica ditta Francesco Comerio (1797).

Dal punto di vista architettonico la chiesa parrocchiale attuale si presenta a tre navate separate tra loro da sei colonne trabeate; quella centrale si sopraeleva rispetto alle laterali e la luce vi proviene dai vetri delle finestre, decorate negli anni 1985-86.
I cinque altari, quattro laterali ed il maggiore, sono stati recuperati dalla vecchia chiesa. La decorazione generale iniziata nel 1932 fu ripresa negli anni 1938-39 da Emilio Nembrini
che, sopprimendo ogni precedente intervento, affrescò praticamente tutta la chiesa: la crocifissione e i santi patroni nel coro, la via Crucis lungo le campate e gli episodi dell’infanzia di Gesù nelle centine trasversali.

La raggiera del sacro triduo, completamente messa a nuovo da alcuni volontari nel 1999, ha una lunga storia:  la prima risale al 1790 e venne sostituita dall’attuale nel 1817; nel 1939 venne totalmente rinnovata ed “elettrificata”.  Il padiglione, in cotone damascato di rosso, venne acquistato all’inizio degli anni ’30 del secolo scorso.


Fanno bella mostra all’interno della chiesa le statue che rappresentano la Madonna del Rosario, il Sacro Cuore, S. Antonio di Padova con Gesù bambino, S. Luigi Gonzaga, Santa Barbara, S. Giuseppe, S. Martino e la Madonna con il bambino. Tranne queste ultime due, d’epoca recente, e quella di S. Barbara, risalente agli anni 30’ del secolo scorso, le altre provengono dalla chiesa settecentesca.
(testo di Amerigo Baccanelli)



Parrocchia di San Martino vescovo sec. XIV


Parrocchia della diocesi di Bergamo. Esiste menzione della presenza di una chiesa in località Gorno fin dal XIII secolo. In una lista delle chiese di Bergamo sottoposte a un censo imposto dalla Santa Sede circa il 1260, infatti, risulta censita la "ecclesia" di San Martino in Gorno, dipendente dalla pieve di Clusone (Chiese di Bergamo sottoposte a censo).

Gli altari della chiesa parrocchiale

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pianta della chiesa

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fabrycjx 2012

Il treno in Valle del Riso

Il treno in Valle del Riso Popolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica31/12/2018 13:42    
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Miniere di Gorno
Anno 1956
Il treno entra per la prima volta, dalla stazione di Ponte Nossa nella Valle del Riso attraversando la galleria di 480 metri di lunghezza, l'unica della tratta Bergamo Clusone lungo la Valle Seriana

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fabrycjx2019

Villaggio minerario di Campello

Villaggio minerario di CampelloPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica21/12/2018 13:34    
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Miniere di Gorno
Villaggio minerario di Campello

Fra Gorno e Oneta, in posizione più vicina al secondo che al primo, nei primi anni del secolo, sorse un nuovo agglomerato di case, sede della ditta  Crown Spelter. Fino ad allora, stando ad una delibera comunale del 26 ago- sto 1904, "non vi abitava che una famiglia, che aveva domicilio ad Oneta e saltuariamente anche quella. Ora però - continua il documento consiliare - [...] la località di cui si tratta va' prendendo una notevole importanza, stante ché vi è fissata la sede della ditta Crown Spelter coi relativi Uffici d'Amministrazione... .
Durante gli anni seguenti il numero delle case aumentò, ospitando le famiglie degli impiegati e dei dipendenti non originari del luogo. Fu costruito un edificio in stile inglese, con verande e saloni, denominato comunemente 'il palazzo nel quale risiedette dapprima il direttore delle miniere e in seguito furono ospitati i capi servizio e gli impiegati senza famiglia.
Il luogo aveva una sua atmosfera suggestiva, fiancheggiato da un giardino, circondato da vialetti ghiaiosi che si raggiungevano (e si raggiungono tuttora anche se  l'insieme ha perso buona parte del suo fascino) salendo una scalinata dagli ampi gradini. Le terrazze erbose, ricavate nei prati scoscesi, erano delimitati da glicini dal profumo denso. Per la gente del posto aveva probabilmente un'attrattiva fiabesca, anche perché riservata a persone che provenivano, a cavallo dei due secoli, dall'estero e poi dal Veneto, dalla Toscana e dalla Sardegna, dalle regioni cioè che avendo istituti industriali d'indirizzo minerario, oppu- re essendo sedi d'altre miniere, fornivano personale dirigente o di medio livello. Basta solo scorrere i nomi contenuti negli ordini di servizio e nei documenti delle ditte che si sono succedute negli anni per rendersi conto di questo fatto: Steidler, Zaj,. Horvell, Noble, Chenet, Toffolon, De Colò, Donati, Billi, Patt, Stefani, Franz, Sembianti, Atzori, Muscheri, Balbusso...
Sul minuscolo abitato, dominava una villa che divenne la residenza del direttore, anch’essa di stile vagamente inglese, che negli anni Settanta venne progressivamente abbandonata, ma che agli abitanti di Oneta e Gorno aveva dovuto sembrare una reggia.

Fonte  dal libro : "C'era solo la miniera"
Miniere e minatori della Valle del Riso di Giorgio Schena

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FABRYCJX 2012

Treno a Ponte Nossa

Treno a Ponte NossaPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaStoriche    Ultima modifica21/12/2018 12:27    
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La stazione di Ponte Nossa nel 1911
La ferrovia della Val Seriana

Pulsano i fianchi della vaporiera,
Ondeggia il fumo della ciminiera
Nella ripida ascesa; alla pineta
Ti arresta, scendi e il tuo sguardo allieta.
Ecco la Valle, o Viator: gioconde
Del fiume Serio le ridenti sponde
E dei villaggi il placido sorriso,
La brezza lieve che ti bacia il viso
Là troverai; t'attendon le vallate
Acque fresche e salubri, le cascate;
Sentirai dalla molle erba fiorita
Entrar nelle tue vene nova vita.
Lascia i gravi pensieri alla pianura,
Vai sulla vetta che all'ardire invita,
All'estasi che infonde la natura.
(L. Tinelli)

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fabrycjx2011

Il treno in Val del Riso

Il treno in Val del RisoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica21/12/2018 12:25    
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La galleria che collegava lo stabilimento S.A.P.E.Z.in Val del Riso, fu terminata nel 1951 e utilizzata fino al 1967.
Lunga 480 metri permetteva il colleamento con la ferrovia della Valle Seriana.


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fabrycjx 2012

LA PIU GRANDE TRAGEDIA MINERARIA ITALIANA

LA PIU GRANDE TRAGEDIA MINERARIA ITALIANAPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica2/12/2018 13:32    
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ARSIA – 28 febbraio 1940
Contrariamente ad una diffusa convinzione, non è la tragedia di Marcinelle (1956) la peggiore catastrofe mineraria italiana, ancorché occorsa in Belgio.
          La tragedia più grande fu quella dell’Arsa il 28 febbraio 1940, all’interno di quello che allora fu territorio nazionale italiano, con 185 morti, cinquanta in più delle vittime italiane a Marcinelle.

In questo disastro anche Gorno pagò il suo tributo, in quanto di tradizione mineraria aveva in queste miniere più di un minatore.
Cabrini Giovan Antonio nato il 28/4/1909
Guerinoni Angelo nato il 3/6/1906
Guerinoni Angelo Tobia nato il 5/3/19013
Zanotti Giovan Angelo nato il 31/5/1912
Cabrini Giovan Antonio risulta nell'elnco ufficiale delle vittime.


http://www.geoitaliani.it/2013/05/194 ... -grande-tragedia.html?m=1


RAŠA - ARSIA 1937. Grad za 547 dana


miniera

Documentazione

San Martino

San MartinoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaVita religiosa in Val del Riso    Ultima modifica5/11/2018 17:02    
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Statua di San Martino patrono di Gorno
Nella parrocchiale

Foto di Sergio Epis

Foto di Sergio EpisPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaFOTO DI SERGIO EPIS    Ultima modifica21/10/2018 8:45    
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WORLD MAYOR MARATHON Pietro Cinesi

WORLD MAYOR MARATHON Pietro CinesiPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaSport    Ultima modifica19/10/2018 12:14    
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Oneta: Cinesi  Pietro classe 1956 (nella foto)
In silenzio si è fatto tutte le maratone più importanti nel mondo con tempi di tutto rispetto:
New York  2006 tempo 3h26m
Parigi        2007 tempo 3h18m
Atene       2007 tempo 3h21m
Pechino     2008 tempo 3h05m
Boston      2008 tempo 3h17m
Berlino      2009 tempo 3h06m
Londra      2009 tempo 3h08m
Chicago     2010 tempo 3h13m
Barcellona  2010 tempo 3h03m
Jerusalem  2011 tempo 3h14m
Marrakech  2012 tempo 3h09m
Roma        2012 tempo 3h35m
Budapest  2012 tempo 3h09m primo di categoria
Toscana    2012 L'eroica running 65 km tempo 6 ore 28 minuti
Tokio        2013 tempo 3h14m (piu info)
Roma        2013 tempo 3h20m
Maratona del cielo skyrunning 2013 tempo 6 ore 54 minuti
Desert Run 2013 tempo 5h14m
Valtellina wine trail 2013 tempo 4h59m 44Km
Maratona Vodafon Malta 2014 tempo 3h12m 47° assoluto 2° di categoria
Roma          2014 tempo 3h14m
Catania: Super maratona dell'Etna 2014
da 0 a 3000 metri  tempo 5h18 m 21° assoluto 2° di categoria

Svizzera 2014 Jungfrau marathon
corsa in montagna tempo 4h45m53s
Istambul       2014 tempo 3h21m
Roma           2015 tempo 3h08m
Amsterdam   2015 tempo 3h07m
Firenze         2015 tempo 3h03m56s
Siviglia          2016 tempo 3h02m58s
Roma           2016 tempo 3h09m01s
New York      2016 tempo 3h15m28s
Dubai           2017 tempo 3h23m57s
Roma           2017 tempo 3h06m59s
Maratona delo Stelvio 2017 tempo 5h36m 30s
Valencia        2017 tempo 3h19m18s
brunello crossing Montalcino 44 Km 2018  5h18m28s
Roma           2018 tempo 3h24m55s
Cracovia        2018 tempo 3h25m32s
Bucarest       2018 tempo 3h18m52s


CERTIFICAZIONE WORLD MAYOR MARATHON



Panta rei

Panta reiPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaPUBBLICAZIONI    Ultima modifica25/9/2018 10:28    
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Panta rei

Editore Uniacque
settembre 2018

A pag 52 sono descritte anche le attività minerarie  di Gorno e l'ecomuseo

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Citazione:
fabrycjx2018

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