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My name is Charlie

My name is CharliePopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaPUBBLICAZIONI    Ultima modifica15/2/2017 17:20    
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My name is Charlie

Genere: documentario storico
Formato: 16/9 Alta Definizione TV
Durata: 52 minuti
lingua di Produzione: italiano – inglese
Produzione: Daniele Gastoldi Produzioni Audiovisive
Anno di produzione: 2014
Titolo del documentario: My name is Charlie.
Sottotitolo: Una storia di coraggio e solidarietà nelle miniere del Western Australia.

Un documentario di Valeria Messina e Daniele Gastoldi
con la partecipazione di Max Zampetti
e di Amerigo Baccanelli, Criena Fitzgerald, Dale Tiernan, Diego Zanotti, Fabio Vitale, Fabrizio Scolari, George Mills, Giampiero Calegari, Giancarlo Buna, Gianni Maini, Giuliva Cabrini, Ippolito Zanotti, Jeff Austin, John Dowson, Maryorite Bly, Marta Benini, Massimo Panceri, Mel Davies, Patrizia Audenino, Pietro Borlini, Serafino Zanotti, Thelma Mann, Tom Austen, Trevor Varis.

Sinossi

Un giovane bergamasco, nato nel 1874, ad inizio Novecento con un gruppo di altri compaesani emigra per l’Australia. Il suo nome è Modesto Varischetti, ma per semplicità dagli australiani viene chiamato Charlie. Il suo mestiere è quello di minatore.
Nel 1907, a seguito di una terribile inondazione, egli rimane  intrappolato nella galleria al livello 10 della miniera di Bonnievale, nell'outback australiano a 600 Km dalla città di Perth.
Fortunatamente la pressione dell'aria contenuta nella rimonta, che in quel momento ospitava Modesto, salverà il minatore dall'avanzare impetuoso dell'acqua. Rinchiuso a più di 200 metri di profondità, Modesto Varischetti cercherà di comunicare la propria posizione per chiedere soccorso.
Per salvare la vita di Charlie, unico uomo rimasto intrappolato nella miniera, l'intera nazione australiana si mobilita con ogni mezzo e con immediata sollecitudine, dimostrando solidarietà per un ignoto immigrato straniero.
Il documentario seguendo le vicende del minatore sepolto getta uno sguardo ai luoghi che sono stati il fulcro di questa incredibile storia: dal piccolo comune di Gorno, dove Modesto è nato, il racconto si dipana fino ai grandi spazi aperti del deserto australiano, nel quale i pionieri migranti erano costretti a vivere tra mille insidie e difficoltà.
Attraverso numerose testimonianze sia di gornesi sia di australiani si tratteggia un profilo di quello che fu il lavoro in miniera. La memoria di quei racconti riporta lo spettatore alla fatica e all’ottemperanza di un mestiere assai duro che funestava di lutti le famiglie degli operai. Eppure per i gornesi il mestiere di minatore assume una specifica connotazione: pur nella sua asperità, esso sembra diventare un vanto, una vera e propria passione. Chi partiva dalla valle, alla fine emigrava per lavorare ancora come “minadür”, come era accaduto più di cento anni fa al nostro Modesto Varischetti.

Guarda il trailer qui


Guarda qui Il filmato del salvataggio presentato da Alberto Angela alla trasmissione Ulisse
a 1 h e 53 min. del video


Varischetti's rescue




Bei laur de Goren

Bei laur de GorenPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaPUBBLICAZIONI    Ultima modifica27/1/2017 16:05    
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Autore: Luigi Scolari
A cura di Fabrizio Scolari (2011)

leggi il contenuto qui


Dipinti di Gino Scolari
Citazione:
fabrycjx2011

Concessione mineraria di Belloro

Concessione mineraria di BelloroPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica21/1/2017 20:33    
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Miniere di Gorno

Miniera Belloro

La concessione si trovava nei comuni di Gorno e Premolo, in una fascia allungata in direzione Est- Ovest, dal thalweg della Val Nossana a quello della Valle dei Crappi. Confinava a Sud con la concessione Casa Conti, estendendosi a Nord per una larghezza di 1-1,5 Km oltre le Cime di Belloro e la Vall 'Acqua fino alla baita omonima e alla località Casa Lova.
Si distinguevano tre principali regioni: Belloro p.d., Maddalena, Forcelli-Grina.
Le coltivazioni iniziarono nel 1870 dal Richardson nella regione Belloro (sul versante destro della Valle Nossana). Venne scavata la discenderia Belloro1 di 450 metri, che ben presto presentò il problema della ventilazione e dell'eduzione delle acque, temporaneamente risolto nel 1886 dall'incontro di una grande spaccatura naturale e, in seguito, con l'impianto di ventilatori e pompe. Ai due lati della discenderia Belloro si aprirono i cantieri Avvenire, Speranza, Telefono e Pozzo Paolo; sopra alla discenderia si aprirono le gallerie di ricerca Belloro 2 e Belloro 3,4 e 5. Nella regione Maddalena, a Ovest della regione Belloro, si scavò il ribasso Vanghino a 1000 m di quota e il ribasso Maddalena. Nella regione Forcelli-Grina vennero coltivati il cantiere Forcelli, il ribasso Grina nel 1889 e la galleria sotto Ribasso Grina. Per il trasporto del minerale fu impiantata una ferrovia a livello lunga 1800 m ed alcuni telefori in serie raggiungendo così la laveria ed i forni di Oneta. La miniera, che dopo la crisi generale del 1921, passò dalla Crown Spelter Company alla Vieille Montagne, proseguì la produzione per alcuni anni. Nel 1940 passò all' A.M.M.I..
Attraversò, in seguito, un periodo di inattività finché nel' 48 si eseguirono grandi lavori di ricerca.
Passò successivamente al Gruppo Miniere Val Seriana. Miniera Grina Golla Spiazzi.
La concessione era situata nei comuni di Gorno, Oneta e Premolo, in regioni elevate, dall' alto della Valle dei Crappi alle Cime di Grem e dei Fopazzi. Fu dichiarata scoperta dagli eredi del Sileoni nel 1877 e data in concessione al Richardson nel 1880. I primi scavi furono compiuti in trincea con pochi lavori di galleria, tra questi si ricorda la galleria Cantulli. Dopo un periodo di abbandono ripresero i lavori nella prima metà del '900 che non diedero però i frutti sperati e portarono all' abbandono della concessione sia per la scarsità del minerale che per le condizioni logistiche poco favorevoli.

Inquadramento geologico Miniere Belloro, Casa Conti e Grina Golla Splazzi

Queste due miniere sono state aperte nelle mineralizzazioni facenti parte della colonna Belloro.
Tale colonna presenta uno straordinario sviluppo in lunghezza (anche 1000 m.), una larghezza di 25-30 m. e una potenza che raggiunge gli 8 m.. In questa zona la formazione triassica risulta essere pressoché completa ed è interessata da una copertura più o meno spessa di Raibliano. n Metallifero, che qui presenta uno spessore medio di circa 70 m., affiora assai estesamente formando vasti "brucioni".
Nella colonna Belloro si possono riconoscere tre orizzonti mineralizzati, di cui due stratoconcor- danti, uno discordante impostato su una faglia con direzione N-S.
L'orizzonte di letto si è sviluppato attorno alla tufite la e risulta essere formato da tre o, a volte. Da quattro strati mineralizzati a blenda, separati da strati sterili. n secondo orizzonte mineralizzato ha interessato la zona alta del Metallifero, pochi metri sotto la tufite 2. n terzo orizzonte mineralizzato è legato alla faglia Belloro, che presenta un rigetto variabile da alcune decine di metri a 19 metri lungo il livello Pietra Remona. Inoltre, nella zona in cui è presente la tufite l a, il Metallifero è interessato da una serie di faglie vicarianti con la faglia sopra descritta, che risultano essere mineralizzate. Anche queste mineralizzazioni sono poste sul lato E di una anticlinale parallela a quella di Monte Trevasco, ma spostata più a occidente.


Guarda la prima concessione mineraria qui


Concessione mineraria di Casa Conti

Concessione mineraria di Casa ContiPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica21/1/2017 20:31    
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Miniere di Gorno

Miniera Casa Conti

La concessione occupava una zona allungata per 3,5 Km in direzione Est-Ovest e larga 1 Km da Nord a Sud. Confinava a Nord-Est e a Est con il paese di Nossa, a Sud era delimitata da una retta congiungente l'affluente del torrente Nossa con la Chiesa esistente a Nord-Ovest di Villassio: il confine scendeva poi fino alla località Riso, seguiva un tratto di torrente per risalire la Valletta dei Crappi a tornare a Nossa con un andamento parallelo al confine meridionale. Scoperta ed avuta in concessione da un certo Milesi nel 1883, rimase inattiva fino al 1889 quando la concessione fu revocata e venduta dal Demanio ad Angelo Beretta che la affittò alla Vieille Montagne ad un tanto per tonnellata. La Società belga acquistò la miniera nel 1898. I lavori si svilupparono a partire dalle estremità orientali ed occidentali della concessione. Milesi cominciò gli scavi nella parte orientale con il cantiere Casa Conti e il ribasso Casa Conti con vari altri pozzetti e gallerie nella Valle dei Crappi. I lavori furono sospesi dal 1896 al 1898 e, dati i risultati poco soddisfacenti, si iniziarono le ricerche nella parte centrale della concessione con il cantiere Val Bonina. Nella parte orientale, sopra la Val Nossana, fu aperta la galleria Pietra Remona (m 740 s.l.m.) e, nel 1908, il ribasso Piazza Rossa. In seguito il lavoro di estrazione continuò con un buon ritmo fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale periodo in cui iniziarono grosse difficoltà che proseguirono fino agli anni 1922 1923. Nel 1925 riprese l'attività estrattiva e di ricerca: vennero riaperti i lavori nelle gallerie di ribasso Pietra Remona, Casa Conti e Piazza Rossa.
Nella zona ovest rientrarono in fun- zione i cantieri di Val Crappi e venne iniziato quello di Val Bona. Furono costruiti tre telefori automotori per una lunghezza totale di 1065 metri.
All'interno delle gallerie erano in funzione 1630 metri di binario decauville. La produzione conti- nuò fino alla grande crisi del '29-'30, periodo in cui rimase in funzione solo il ribasso Noble da poco iniziato. Dal 1936 al '37 proseguì l'avanzamento del ribasso Noble. Nel '38, oltre a questo, furono ripresi i lavori nella Valle dei Crappi nei cantieri Donna (quota 640 m), Ceruti (quota 615 m) e Faustino (quota 599 m) con il ritrovamento di piccole quantità di blenda con galena. In seguito i lavori di coltivazione procedettero saltuariamente fino al 1941 e con una certa continuità per il resto degli anni '40. In particolare si ricordano i lavori di prosecuzione del ribasso Noble (1944- 1945). Nel 1946 rimase inattiva; in seguito si svolsero lavori di ricerca e dal 1953 seguì la sorte delle altre miniere di zinco della Val Seriana.

Inquadramento geologico Miniere Belloro, Casa Conti e Grina Golla Splazzi

Queste due miniere sono state aperte nelle mineralizzazioni facenti parte della colonna Belloro.
Tale colonna presenta uno straordinario sviluppo in lunghezza (anche 1000 m.), una larghezza di 25-30 m. e una potenza che raggiunge gli 8 m.. In questa zona la formazione triassica risulta essere pressoché completa ed è interessata da una copertura più o meno spessa di Raibliano. n Metallifero, che qui presenta uno spessore medio di circa 70 m., affiora assai estesamente formando vasti "brucioni".
Nella colonna Belloro si possono riconoscere tre orizzonti mineralizzati, di cui due stratoconcor- danti, uno discordante impostato su una faglia con direzione N-S.
L'orizzonte di letto si è sviluppato attorno alla tufite la e risulta essere formato da tre o, a volte. Da quattro strati mineralizzati a blenda, separati da strati sterili. n secondo orizzonte mineralizzato ha interessato la zona alta del Metallifero, pochi metri sotto la tufite 2. n terzo orizzonte mineralizzato è legato alla faglia Belloro, che presenta un rigetto variabile da alcune decine di metri a 19 metri lungo il livello Pietra Remona. Inoltre, nella zona in cui è presente la tufite l a, il Metallifero è interessato da una serie di faglie vicarianti con la faglia sopra descritta, che risultano essere mineralizzate. Anche queste mineralizzazioni sono poste sul lato E di una anticlinale parallela a quella di Monte Trevasco, ma spostata più a occidente.


Guarda la prima concessione mineraria qui



Epis Diego

Epis DiegoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaVita religiosa in Val del Riso    Ultima modifica15/1/2017 21:37    
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Epis Diego

In Val del Riso N°3 marzo 1988

Suor Maria Piera Maringoni

Suor Maria Piera MaringoniPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaVita religiosa in Val del Riso    Ultima modifica15/1/2017 21:30    
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Suor Maria Piera Maringoni

Morta a Redona all'età di 84 anni

Suor Germana Cabrini

Suor Germana CabriniPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaVita religiosa in Val del Riso    Ultima modifica15/1/2017 18:30    
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Suor Germana Cabrini

Ordine delle Ancelle di Gesù Bambino
Da:

In Val del Riso N°6 giugno 1987

In Val del Riso N°4 dicembre1999


Citazione:
Periodico In Val del Riso

Preda Balaranda

Preda BalarandaPopolare
Inviato damarcoAltre foto da marco   CategoriaPanorami    Ultima modifica15/1/2017 13:56    
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percorso per bivacco Telini:
http://www.diska.it/rifalpegrem.asp

In Val del Riso N°10 ottobre 1985

Crtina di Gorno

Crtina di GornoPopolare
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Cartina di Gorno

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Don Giuseppe Canova

Don Giuseppe CanovaPopolare
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Don Giuseppe Canova

Era nato il 12 febbraio 1888 a Castione della Presolana, figlio di Santo di Bortolo e di Diletta Marinoni.
A poco più di un anno viene portato nella casa dello zio, don Antonio Canova, che era parroco ad Oneta.

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