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MEMORIA ILLUSTRATIVA DELLA CARTA MINERARIA D'ITALIA

MEMORIA ILLUSTRATIVA DELLA CARTA MINERARIA D'ITALIA
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MEMORIA ILLUSTRATIVA DELLA CARTA MINERARIA D'ITALIA
(pubblicazione del 1975)
Pag.55


COBERTALDO  (DI) & COMISSO, 1964; EHRENDREICH,  I960; OMENETTO, 1966; VACCHE’, I966; VAILATI,   1966)
II distretto piombo-zincifero di Gorno si trova una trentina di km a nord di Bergamo, tra le valli Brembana e Seriana, e comprende le aree minerarie dì Oltre il Colle (Vai Vedra - Val Parina - M. Arera), della Val del Riso (Gorno - Oneta) e di monte Trevasco. Le minera¬lizzazioni, analogamente a quelle prevalentemente fiuoritiche di Paglio Pignolino - Dossena Gialla (65), si localizzano nella formazione del Metallifero bergamasco (potenza 50-75 m) al limite stratigrafico Ladinico - Carnico (Trias medio). Si tratta di mineralizzazioni prevalentemente discordanti (concordanti p.p.) legate agli strati, dì origine sedimentaria, le cui caratteristiche sono state da noi definite nei corso di recenti ricerche (nell'ambito dell' IGCP/IUGS-UNESCO). I corpi minerari hanno forma di «colonne» allungate, di larghezza variabile e sviluppo assai limitato in profondità, che rappresentano essenzialmente il riempimento di cavità e brecce carsiche superficiali o poco profonde, la cui genesi è da imputarsi a fenomeni di emersione durante la deposizione della serie metallifera. Statisticamente entro quest'ultima sono stati riconosciuti quattro suborizzonti mineralizzati principali, ben definibili dal punto di vista stratigrafico grazie ai loro rapporti con caratteristici livelli-guida rappresentati da straterelli di « tufiti ». Verso il tetto del Metallifero si registra un aumento del rapporto Pb/Zn, Alle mineralizzazioni legate agli strati sono connesse mineralizzazioni mobilizzate (costituite da ossidati che nell'insieme raggiungono i 2/3 del minerale coltivato) in faglie e cavità carsiche (crevasse) di età più recente. La mineralizazzione sedimentaria a solfuri è rappresentata da blenda, galena, pirite, marcasite, solfosali di Cu-Sb-As, tracce di calcopirite, con « ganga » dì fluorite, barite, calcite, quarzo e gesso. Le strutture mineralizzate primarie appaiono estesamente modificate ed obliterate da intensi fenomeni diagenetici e tettonici. Nel 1973 le riserve per Corno sono state calcolate in 1.600.000 tonnellate all'1,3% Zn (ossidata), 3,7% Zn (solfuro) e 0,9% Pb '(solfuro).


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Rifugio Mistri in inverno

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Gorno (Valle del Riso)
Rifugio Mistri 1800 msl

(approfondimento)

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Ecomuseo miniere di Gorno

Ecomuseo miniere di Gorno
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Ecomuseo miniere di Gorno

Mappa dell'Ecomuseo

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Gorno su Wikipedia

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Gorno
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L'gh'è dùdes fradèi

L'gh'è dùdes fradèi
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L'gh'è dùdes fradèi                


fiöi d' ü papà                          

lunare d' ü tép

che l' cor e che l' và.

Ol prim l'è Zener

che l' gh'à sémper frécc

el ria col gabà

tremolét stèss d' ü ècc.

Fevrér pio pissèn

amó quase 'n fassa.

Dopo l' vé Mars

empo' spolverént

che l'è ol parét

piö apröf al grand vént.

Avrìl el ga góta 'l barìl.

Mass, co la sò diossiù

l' ma pórta di fiùr a muntù.

Zogn co' la ranza

i pracc a l'inguàla

'ntat che i lösérte

söi mur i sa spiàna.

Löi l'è 'l mìs

che col sò calùr

el dèsda i sigale

che i zirla d'amùr.

Óst l'è 'l mis de possà

e töta la zet la scapa de cà.

Setémberl'è 'l mis di regoi:

l'oa 'n di bòte

töta la bói.

Otoer l'è chèl col magù

che l' cambia i culùr

ensèma ai stagiù.

Noèmber l'è 'l mis di nòs-cc mórcc

regàl de preghiere

per töcc sénsa tórcc.

Desèmber, che grand poesia!

Ol mónd di s-cetì

l'è pié de magia.

e l' nass ol Bambì,

Nedàl in da cüna

l'è ché per portàm

amùr e furtüna...



Sergio Fezzoli (dal libro Sotaùs)



CELLE DI FLOTTAZIONE

CELLE DI FLOTTAZIONEPopolare
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Miniere di Gorno
Laveria di Riso
CELLE DI FLOTTAZIONE
Manuale peroperai flottatori

approfondimento sulla flottazione


foto di Fabrizio Scolari

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FABRYCJX1/2014

Discenderia selvatici Skip

Discenderia selvatici SkipPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica31/12/2020 17:23    
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Miniere di gorno
La discenderia dei Selvatici lungo il ribasso Riso Parina

Questa discenderia fu realizzata per continuare la coltivazione del minerale (in prevalenza blenda, che si trovava al di sotto della soglia idrostatica naturale 500m s.l.m.della zona mineralizzata.)
La discenderia Selvatici è dotata di skip (visibile nella foto, per il trasporto in fino alla linea di carreggio. Quindi trasportato all'esterno tramite carovana di vagoni.


Il cantiere Selvatici si spinge fino a quota 350 metri s.l.m.  Praticamente 210 mt sotto al livello di carreggio Riso-Parina, posto a quota 560 metri
Per evitare l'allagamento del cantiere erano in esercizio 2 pompe con portata di 2000 lt/minuto cadauna, per un totale di 240 metri cubi/ora, le quali dovevano vincere la prevalenza appunto di 200 metri.
Tuttavia l'energia elettrica usata per alimentare queste pompe, veniva recuperata, in quanto l'acqua estratta confluiva assieme all'acqua del torrente Riso nel canale che alimentava la centrale Luigi Noble (detta del Costone.) che generava l'energia elettrica per il fabbisogno della miniera.

altre discenderie e pozzi:
discenderie   quote in metri

Selvatici          560-350
Roma              580-514
Firenze            580-469
Rinascente       645-580
Cavrera           578-514
Libertà            580-511
Zay                666-580
Coghinas         551-481

Pozzi            quote in metri

Zay N°1           666-580
Zay N°2           580-490
Silo Boseré       645-580
Forcella           940-600


Citazione:
fabrycjx2015


FORMAZIONE DI GORNO

FORMAZIONE DI GORNOPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica30/12/2020 8:28    
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FOSSILI DELLA FORMAZIONE DI GORNO
BIVALVI


Osservazioni di Luigi Scolari 1975


La formazione particolare della conformazione del territorio di Gorno, risale (la parte più antica), al periodo ladinico, nelle quali rocce si possono trovare (roccia nerastra) in grande quantità i mitili, le bivalve e i branchiopodi, alcuni cefalopodi(ammaniti), alcuni gasteropodi(turitelle).
Si possono osservare negli spessi strati di rocce ladiniche in fondo e lungo la valle dei crappi , di questo periodo seppure rari, si sono trovati resti di rettili (museo scientifico A.Caffi Bg), alcune pinne(anche retiche) bellissime.
Strati lunghi parecchie centinaia di metri di lumachellesi possono osservare sul Grina dove compaiono in superficie,e  scompaiono sotto erba e terra per ricomparire a poche decine di metri in modo che si può osservare con esattezza l’inclinazione e la continuazione degli strati medesimi.
Rocce più chiare e più calcaree  del Golla, Preda Balaranda, Val Gorgolina (cadute dal Grem) contengono pure gasteropodi di dimensione dell’ordine di 8-12 cm di lunghezza (varie specie).
Particolarmente ricche di quest’ultima famiglia, Ralete (Golla) Foppelli sotto le Ralete mentre piccoli gasteropodi ricoprono gli spuntoni di roccia molto chiara che emergono dal terreno lungo la Costa dei Roccoli (Golla). I ciotoli chiari delle Casere sono un ammasso di alghe piccolissime che ad occhio nudo si possono confondere con conchigliette. La dolce costa che decliva partendo dal Basello è particolarmente ricca di vegetali (belle felci ed altre piante del Mesozoico, ma non del Ladinico).
Questo tipo di roccia si presta all’estrazione e preparazione dei fossili in quanto si sfalda facilmente.
La costa dello Zuccone, oltre alle bivalve e gasteropodi più o meno piccoli, è ricca di corallo che emerge con le estremità nelle pietre singole e dagli strati di roccia. I mitili ladinici si possono trovare in buona quantità lungo i sentieri e le mulattiere che percorrono la costa che scende dallo Zuccone alla Trinità, già separati dalla roccia a causa del rotolamento o dal calpestio dei muli.
Pecten retici se ne trovano con molte altre specie un po’ dappertutto, in particolar modo vicino a Cavagnoli (Còss), Val Rogno, ecc…ecc.
Il corallo più bello si trova verso la chiesa di Barbata (Lach), Reda e Borleda.
Il territorio a in fondo della Valle del Riso (versante nord) partendo dalla Valle del Cöch tra Barsì e i Pracc fin verso il confine con Premolo, sempre a sud di Riso è povero di fossili ma ci si possono trovare dei bellissimi piccoli cristalli di quarzo (Ruch Foppa di Barbata, Chignöl Marchèt).
Lungo il musso nelle rocce tufacee mioceniche, trattengono perfette foglie di ontano e nocciolo.
Nel raibliano all’interno delle miniere non sono mai stati trovati, che si sappia, resti fossilizzati, quindi si può ritenere che il terreno si sia formato quando dai mari della zona non erano ancora emerse le rocce molto chiare del versante dello Zuccone e quelle vicine al roccolo di Golla (prima della Forcella Alta),alcune su Preda Balaranda altre sopra le Casere di Golla; fanno pensare la loro formazione  sia avvenuta in un grande periodo di siccità in quanto sono frastagliate quasi simmetricamente da screpolature profonde quanto è lo spessore dello strato roccioso, con evidente logorio della battigia.
Sul Grina caratteristici sono i massi cappelluti pregni di fossili che evidenziano tra la base e l’estremità, la parte intermedia più sottile dovuta allo sciacquio delle onde che col loro andirivieni ne hanno eroso la parte dove era più incisiva la forza dello sciacquio
WIKIPEDIA "FORMAZIONE DI GORNO"
Citazione:
FABRYCJX 2012

FORMAZIONE DI GORNO

FORMAZIONE DI GORNOPopolare
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FOSSILI DELLA FORMAZIONE DI GORNO

Osservazioni di Luigi Scolari 1975

La formazione particolare della conformazione del territorio di Gorno, risale (la parte più antica), al periodo ladinico, nelle quali rocce si possono trovare (roccia nerastra) in grande quantità i mitili, le bivalve e i branchiopodi, alcuni cefalopodi(ammaniti), alcuni gasteropodi(turitelle).
Si possono osservare negli spessi strati di rocce ladiniche in fondo e lungo la valle dei crappi , di questo periodo seppure rari, si sono trovati resti di rettili (museo scientifico A.Caffi Bg), alcune pinne(anche retiche) bellissime.
Strati lunghi parecchie centinaia di metri di lumachellesi possono osservare sul Grina dove compaiono in superficie,e  scompaiono sotto erba e terra per ricomparire a poche decine di metri in modo che si può osservare con esattezza l’inclinazione e la continuazione degli strati medesimi.
Rocce più chiare e più calcaree  del Golla, Preda Balaranda, Val Gorgolina (cadute dal Grem) contengono pure gasteropodi di dimensione dell’ordine di 8-12 cm di lunghezza (varie specie).
Particolarmente ricche di quest’ultima famiglia, Ralete (Golla) Foppelli sotto le Ralete mentre piccoli gasteropodi ricoprono gli spuntoni di roccia molto chiara che emergono dal terreno lungo la Costa dei Roccoli (Golla). I ciotoli chiari delle Casere sono un ammasso di alghe piccolissime che ad occhio nudo si possono confondere con conchigliette. La dolce costa che decliva partendo dal Basello è particolarmente ricca di vegetali (belle felci ed altre piante del Mesozoico, ma non del Ladinico).
Questo tipo di roccia si presta all’estrazione e preparazione dei fossili in quanto si sfalda facilmente.
La costa dello Zuccone, oltre alle bivalve e gasteropodi più o meno piccoli, è ricca di corallo che emerge con le estremità nelle pietre singole e dagli strati di roccia. I mitili ladinici si possono trovare in buona quantità lungo i sentieri e le mulattiere che percorrono la costa che scende dallo Zuccone alla Trinità, già separati dalla roccia a causa del rotolamento o dal calpestio dei muli.
Pecten retici se ne trovano con molte altre specie un po’ dappertutto, in particolar modo vicino a Cavagnoli (Còss), Val Rogno, ecc…ecc.
Il corallo più bello si trova verso la chiesa di Barbata (Lach), Reda e Borleda.
Il territorio a in fondo della Valle del Riso (versante nord) partendo dalla Valle del Cöch tra Barsì e i Pracc fin verso il confine con Premolo, sempre a sud di Riso è povero di fossili ma ci si possono trovare dei bellissimi piccoli cristalli di quarzo (Ruch Foppa di Barbata, Chignöl Marchèt).
Lungo il musso nelle rocce tufacee mioceniche, trattengono perfette foglie di ontano e nocciolo.
Nel raibliano all’interno delle miniere non sono mai stati trovati, che si sappia, resti fossilizzati, quindi si può ritenere che il terreno si sia formato quando dai mari della zona non erano ancora emerse le rocce molto chiare del versante dello Zuccone e quelle vicine al roccolo di Golla (prima della Forcella Alta),alcune su Preda Balaranda altre sopra le Casere di Golla; fanno pensare la loro formazione  sia avvenuta in un grande periodo di siccità in quanto sono frastagliate quasi simmetricamente da screpolature profonde quanto è lo spessore dello strato roccioso, con evidente logorio della battigia.
Sul Grina caratteristici sono i massi cappelluti pregni di fossili che evidenziano tra la base e l’estremità, la parte intermedia più sottile dovuta allo sciacquio delle onde che col loro andirivieni ne hanno eroso la parte dove era più incisiva la forza dello sciacquio
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FABRYCJX 2012

FORMAZIONE DI GORNO

FORMAZIONE DI GORNOPopolare
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PECTEN fossili della formazione di Gorno

Osservazioni di Luigi Scolari 1975

La formazione particolare della conformazione del territorio di Gorno, risale (la parte più antica), al periodo ladinico, nelle quali rocce si possono trovare (roccia nerastra) in grande quantità i mitili, le bivalve e i branchiopodi, alcuni cefalopodi(ammaniti), alcuni gasteropodi(turitelle).
Si possono osservare negli spessi strati di rocce ladiniche in fondo e lungo la valle dei crappi , di questo periodo seppure rari, si sono trovati resti di rettili (museo scientifico A.Caffi Bg), alcune pinne(anche retiche) bellissime.
Strati lunghi parecchie centinaia di metri di lumachellesi possono osservare sul Grina dove compaiono in superficie,e  scompaiono sotto erba e terra per ricomparire a poche decine di metri in modo che si può osservare con esattezza l’inclinazione e la continuazione degli strati medesimi.
Rocce più chiare e più calcaree  del Golla, Preda Balaranda, Val Gorgolina (cadute dal Grem) contengono pure gasteropodi di dimensione dell’ordine di 8-12 cm di lunghezza (varie specie).
Particolarmente ricche di quest’ultima famiglia, Ralete (Golla) Foppelli sotto le Ralete mentre piccoli gasteropodi ricoprono gli spuntoni di roccia molto chiara che emergono dal terreno lungo la Costa dei Roccoli (Golla). I ciotoli chiari delle Casere sono un ammasso di alghe piccolissime che ad occhio nudo si possono confondere con conchigliette. La dolce costa che decliva partendo dal Basello è particolarmente ricca di vegetali (belle felci ed altre piante del Mesozoico, ma non del Ladinico).
Questo tipo di roccia si presta all’estrazione e preparazione dei fossili in quanto si sfalda facilmente.
La costa dello Zuccone, oltre alle bivalve e gasteropodi più o meno piccoli, è ricca di corallo che emerge con le estremità nelle pietre singole e dagli strati di roccia. I mitili ladinici si possono trovare in buona quantità lungo i sentieri e le mulattiere che percorrono la costa che scende dallo Zuccone alla Trinità, già separati dalla roccia a causa del rotolamento o dal calpestio dei muli.
Pecten retici se ne trovano con molte altre specie un po’ dappertutto, in particolar modo vicino a Cavagnoli (Còss), Val Rogno, ecc…ecc.
Il corallo più bello si trova verso la chiesa di Barbata (Lach), Reda e Borleda.
Il territorio a in fondo della Valle del Riso (versante nord) partendo dalla Valle del Cöch tra Barsì e i Pracc fin verso il confine con Premolo, sempre a sud di Riso è povero di fossili ma ci si possono trovare dei bellissimi piccoli cristalli di quarzo (Ruch Foppa di Barbata, Chignöl Marchèt).
Lungo il musso nelle rocce tufacee mioceniche, trattengono perfette foglie di ontano e nocciolo.
Nel raibliano all’interno delle miniere non sono mai stati trovati, che si sappia, resti fossilizzati, quindi si può ritenere che il terreno si sia formato quando dai mari della zona non erano ancora emerse le rocce molto chiare del versante dello Zuccone e quelle vicine al roccolo di Golla (prima della Forcella Alta),alcune su Preda Balaranda altre sopra le Casere di Golla; fanno pensare la loro formazione  sia avvenuta in un grande periodo di siccità in quanto sono frastagliate quasi simmetricamente da screpolature profonde quanto è lo spessore dello strato roccioso, con evidente logorio della battigia.
Sul Grina caratteristici sono i massi cappelluti pregni di fossili che evidenziano tra la base e l’estremità, la parte intermedia più sottile dovuta allo sciacquio delle onde che col loro andirivieni ne hanno eroso la parte dove era più incisiva la forza dello sciacquio.

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