ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE Totale:35 (35)
Caduti Grandi Guerre  Totale:1 (1)
CARTOLINE Totale:12 (12)
Ciaspolada 2013 Totale:10 (10)
ENTI GRUPPI E ASSOCIAZIONI Totale:11 (11)
ESCURSIONI Totale:4 (4)
Fauna Totale:8 (8)
Filastrocche e proverbi Totale:11 (11)
Flora Totale:16 (16)
fontane Totale:31 (31)
FOTO DI SERGIO EPIS Totale:1 (1)
Le Chiese di Gorno Totale:14 (14)
Manifestazioni Totale:17 (17)
MINIERE DI GORNO Totale:186 (186)
museo virtuale di elettrotecnica Totale:119 (119)
Panorami Totale:24 (24)
Parroci di Gorno Totale:13 (13)
Personaggi Totale:22 (22)
PUBBLICAZIONI Totale:106 (106)
Sport Totale:19 (19)
Storiche Totale:90 (90)
Varie Totale:20 (20)
Vita contadina Totale:45 (45)
Vita religiosa in Val del Riso Totale:122 (122)

   Ci sono 937 immagini nel database.    

Ultime foto inserite:

11-20 (su 937 totali)
« 1 (2) 3 4 5 6 7 8 9 10 11 ... 94 »


FORMAZIONE DI GORNO

FORMAZIONE DI GORNOPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica23/8/2022 7:53    
Visite2288  Commenti0    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
FOSSILI DELLA FORMAZIONE DI GORNO

Osservazioni di Luigi Scolari 1975

La formazione particolare della conformazione del territorio di Gorno, risale (la parte più antica), al periodo ladinico, nelle quali rocce si possono trovare (roccia nerastra) in grande quantità i mitili, le bivalve e i branchiopodi, alcuni cefalopodi (ammaniti), alcuni gasteropodi (turitelle).
Si possono osservare negli spessi strati di rocce ladiniche in fondo e lungo la valle dei crappi , di questo periodo seppure rari, si sono trovati resti di rettili (museo scientifico A.Caffi Bg), alcune pinne (anche retiche) bellissime.
Strati lunghi parecchie centinaia di metri di lumachellesi si possono osservare sul Grina dove compaiono in superficie e  scompaiono sotto l'erba e terra per ricomparire a poche decine di metri di distanza, in modo che si può osservare con esattezza l’inclinazione e la continuazione degli strati medesimi.
Rocce più chiare e più calcaree del Golla, Preda Balaranda, Val Gorgolina (cadute dal Grem) contengono pure gasteropodi di dimensione dell’ordine di 8-12 cm di lunghezza, (varie specie).
Particolarmente ricche di quest’ultima famiglia, nella zona delle Ralète (Golla) Foppelli sotto le Ralète, mentre piccoli gasteropodi ricoprono gli spuntoni di roccia molto chiara che emergono dal terreno lungo la Costa dei Roccoli (Golla). I ciotoli chiari della zona delle Casere, sono un ammasso di alghe piccolissime che ad occhio nudo si possono confondere con conchigliette. La dolce costa che decliva partendo dal Basello è particolarmente ricca di vegetali (belle felci ed altre piante del Mesozoico, ma non del Ladinico).
Questo tipo di roccia si presta all’estrazione e preparazione dei fossili in quanto si sfalda facilmente.
La costa dello Zuccone, oltre alle bivalve e gasteropodi più o meno piccoli, è ricca di corallo che emerge con le estremità nelle pietre singole e dagli strati di roccia. I mitili ladinici si possono trovare in buona quantità lungo i sentieri e le mulattiere che percorrono la costa che scende dallo Zuccone alla Trinità, già separati dalla roccia a causa del rotolamento o dal calpestio dei muli.
Pecten retici se ne trovano con molte altre specie un po’ dappertutto, in particolar modo vicino a Cavagnoli (Còss), Val Rogno, ecc…ecc.
Il corallo più bello si trova verso la chiesa di Barbata (Lach), Reda e Borleda.
Il territorio in fondo della Valle del Riso (versante nord) partendo dalla Valle del Löch tra Barsì e i Pracc fin verso il confine con Premolo, sempre a sud di Riso è povero di fossili ma ci si possono trovare dei bellissimi piccoli cristalli di quarzo (Ruch Foppa di Barbata, Chignöl Marchèt).
Lungo il torrente Musso le rocce tufacee mioceniche, trattengono perfette foglie di ontano e nocciolo.
Nel raibliano all’interno delle miniere non sono mai stati trovati, che si sappia, resti fossilizzati, quindi si può ritenere che il terreno si sia formato quando dai mari della zona non erano ancora emerse le rocce molto chiare del versante dello Zuccone e quelle vicine al roccolo di Golla (prima della Forcella Alta),alcune su Preda Balaranda altre sopra le Casere di Golla; fanno pensare la loro formazione  sia avvenuta in un grande periodo di siccità in quanto sono frastagliate quasi simmetricamente da screpolature profonde quanto è lo spessore dello strato roccioso, con evidente logorio della battigia.
Sull'alpe Grina caratteristici sono i massi cappelluti pregni di fossili che evidenziano tra la base e l’estremità, la parte intermedia più sottile dovuta allo sciacquio delle onde che col loro andirivieni ne hanno eroso la parte dove era più incisiva la forza dello sciacquio
WIKIPEDIA "FORMAZIONE DI GORNO"

fauna raibliana lombarda
Citazione:
FABRYCJX 2012

CENTRALE DEL COSTONE

CENTRALE DEL COSTONEPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica18/8/2022 13:30    
Visite2225  Commenti0    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
MINIERE DI GORNO

società Tubi Togni Brescia

anno 1931:Intestazione del disegno della condotta forzata della centrale del Costone (120 metri di dislivello)
(centrale Luigi Noble)
In Val del Riso N°117 dicembre 2005

Citazione:
fabrycjx2013



Perforazione Ribasso Forcella Ribasso Riso

Perforazione Ribasso Forcella Ribasso RisoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica16/8/2022 21:19    
Visite2686  Commenti0    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
Miniere di Gorno
Il disegno, mostra l'inizio della perforazione che collega il ribasso Forcella al ribasso Riso Parina.
Il pozzo che collega i due ribassi
ha un diametro di 2 metri e 40 centimetri ed è profondo 340 metri, fu realizzato con raise borer arrivato appositamente dalla Sardegna.

Qui di seguito un estratto da un documento che conclude il rapporto dei lavori con un esito negativo.

RELAZIONE CONCLUSIVA SULLA RICERCA DI GORNO 1979-1981
Riassunto
Il programma di ricerche SAMIM, iniziato nel 1979, si proponeva di verificare l’esistenza di giacimenti utili in una nuova zona di ricerche, l’autoctono di Val Vedra, solo in minima parte esplorata nel passato.
La ricerca, impostata su gallerie a quota 1000, 940,600 e solo successivamente a quota 800, doveva esplorare in diverse fasi, un’area di circa 4 Km2.
Nell’ipotesi di aver trovato una certa riserva di minerale (12.250.000 t; 9.800.000 t.; 7.350.000 t; (al 5% di piombo e zinco) erano stati predisposti dei progetti di fattibilità, che prevedevano una vita della miniera per un periodo di 5-20 anni.
Dopo aver esplorato un volume di “metallifero” pari a circa 30.000.000 m3 mediante 3.500m di gallerie, e 11.000 m di sondaggi a carota, la ricerca è da considerare di esito negativo.
Viene, perciò, proposta la sospensione della ricerca in quanto non sono più da aspettare ritrovamenti che renderebbero fattibile una futura produzione mineraria.


leggi tutta la relazione qui


Altre foto sul ribasso Forcella




descrizione dell'agonia della nostra miniera:
In val del Riso N° 4 aprile 1982

in val del riso N° 6/7 giugno 1982


In Val del Riso N° 12 dicembre 1985

panoramica delle miniere

produzione minerali

Citazione:
Documento archivio minerario di Gorno

Chignolo  bivacco Plana

Chignolo bivacco PlanaPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaESCURSIONI    Ultima modifica16/7/2022 7:42    
Visite2382  Commenti0    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
Bivacco Plana


Da chignolo salire per il colle di Chignolo
percorrere la strada trattorabile in piano quindi si inizia la salita verso il bivacco Plana
Percorso  senza pericoli
distanza totale 3,3 km
dislivello 390 metri
quotqa di partenza 890 metri
quota di arrivo 1255 metri
tempo di percorrenza ore 1
periodo consigliato maggio ottobre

Citazione:
fabrycjx2014



Clicca per scaricare il file gpx

Interno della Parrocchiale

Interno della ParrocchialePopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaLe Chiese di Gorno    Ultima modifica11/7/2022 15:20    
Visite2512  Commenti1    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
L’INTERNO DELLA CHIESA PARROCCHIALE

La comunità parrocchiale di Gorno è tra le più antiche della valle, di essa si hanno notizie fin dal lontano 1344. Nel 1478, data incisa su una pietra ancora visibile al principio del secolo, veniva costruita in località Villasio una nuova chiesa parrocchiale, ma il terreno particolarmente insidioso ne compromise nel tempo la stabilità, al punto che nel 1767 dovette essere demolita. Il 24 ottobre di quello stesso anno e nello stesso luogo veniva posta la prima pietra di un'altra chiesa, progettata da Felice e Tommaso Tognoli di Clusone, che venne aperta al culto nel 1776 e consacrata dal vescovo
Gian Paolo Dolfin il 6 giugno 1779. Aveva stucchi di Pier Antonio Berrà di Lugano e dorature del clusonese Ignazic Trussardi (1790). Minacciando a sua volta rovina essa venne chiusa per decreto prefettizio nel 1925 e quindi abbattute nel 1930.
Il 24 luglio 1931 sì iniziava l'erezione della chiesa attuale adottando opportuni accorgimenti tecnici. La sua consacrazione seguì il 23 ottobre 1932 per mano del vescovo coadiutore Adriano Bernareggi, che le conservò l'antico titolo di S. Mar-tino e sigillò nell'altar maggiore le reliquie dei santi Alessandro e Pio.
È opera egregia dell'ing. Federico Rota, a tre navate con sei colonne trabeate. Singolare la moderna interpretazione degli ordini classici e la versione dei lacunari trasparenti sul presbiterio.
Molte le opere provenienti dalle precedenti chiese demolite: in facciata le statue dei santi Martino, Valerio e Renato scolpite da F. Donato Fantoni nel 1772, e il portale in pietra; all’interno l'altar maggiore dei Manni con sculture fantoniane (la medaglia in bronzo sostituì nel 1954 l'originaria in legno, minata dal tarlo), l'altare del Rosario dei fratelli Grazioso e Donato Fantoni, con splendida medaglia in marmo nel paliotto (1776), l'altare dei Morti ancora dei Manni, la tela della Visitazione di Maria di Enrico Albrici (1754), la tela dei Santi di Francesco Capella (m. 1784) e altre tele di ignoti.
La decorazione generale, iniziata nel 1932 da Sandro Pinetti e dai fratelli Zappettini, fu ripresa negli anni 1938-1939 da Emilio Nembrini che «per uniformità di mano» soppresse ogni altro precedente intervento, affrescando praticamente tut¬ta la chiesa: la grande Crocifissione del catino absidale, i Santi Patroni nel coro, i Profeti sulle trabeazioni, gli episodi dell'infanzia di Gesù nelle centine trasversali e la Via Crucis. Il pulpito dell'ing. Rota (1936) con buoni sbalzi di Tilio Nani fu negli ultimi anni trasformato negli amboni.
Tra le suppellettili da segnalare: una croce astile in rame assai antica (forse '300), restaurata; altre due croci astili del '500 e del '600, un poco manomesse; un ostensorio d'argento donato nel 1789 dalla famgilia Pampuri Mori, tipo Filiberti; un parato completo in damasco oro del '700; altro parato damascato giallo oro, opera probabile di tal Giovanni Ma¬donna (1782); un cassettone complesso in noce e un armadio a più ordini con lesene ornate di cariatidi e intagli vari del '600. L'organo di Carlo Perolini (1771), rifatto dai Serassi nel 1867, fu ricomposto nel 1932 dalla ditta Pedrini di Cremona. Il campanile, iniziato nel 1611 e terminato nel 1701, venne demolito e rifatto da Elia Fornoni nel 1890. Il concerto di cinque campane in «re mg.» sono dell'antica ditta Francesco Comerio (1797).

Dal punto di vista architettonico la chiesa parrocchiale attuale si presenta a tre navate separate tra loro da sei colonne trabeate; quella centrale si sopraeleva rispetto alle laterali e la luce vi proviene dai vetri delle finestre, decorate negli anni 1985-86.
I cinque altari, quattro laterali ed il maggiore, sono stati recuperati dalla vecchia chiesa. La decorazione generale iniziata nel 1932 fu ripresa negli anni 1938-39 da Emilio Nembrini
che, sopprimendo ogni precedente intervento, affrescò praticamente tutta la chiesa: la crocifissione e i santi patroni nel coro, la via Crucis lungo le campate e gli episodi dell’infanzia di Gesù nelle centine trasversali.

La raggiera del sacro triduo, completamente messa a nuovo da alcuni volontari nel 1999, ha una lunga storia:  la prima risale al 1790 e venne sostituita dall’attuale nel 1817; nel 1939 venne totalmente rinnovata ed “elettrificata”.  Il padiglione, in cotone damascato di rosso, venne acquistato all’inizio degli anni ’30 del secolo scorso.


Fanno bella mostra all’interno della chiesa le statue che rappresentano la Madonna del Rosario, il Sacro Cuore, S. Antonio di Padova con Gesù bambino, S. Luigi Gonzaga, Santa Barbara, S. Giuseppe, S. Martino e la Madonna con il bambino. Tranne queste ultime due, d’epoca recente, e quella di S. Barbara, risalente agli anni 30’ del secolo scorso, le altre provengono dalla chiesa settecentesca.
(testo di Amerigo Baccanelli)



Parrocchia di San Martino vescovo sec. XIV


Parrocchia della diocesi di Bergamo. Esiste menzione della presenza di una chiesa in località Gorno fin dal XIII secolo. In una lista delle chiese di Bergamo sottoposte a un censo imposto dalla Santa Sede circa il 1260, infatti, risulta censita la "ecclesia" di San Martino in Gorno, dipendente dalla pieve di Clusone (Chiese di Bergamo sottoposte a censo).

campane d'allegrezza della parrocchiale di Gorno suona Giampiero Bonetti

Gli altari della chiesa parrocchiale

Continua a leggere  qui

pianta della chiesa

Citazione:
fabrycjx 2012

Gornogonphodon

GornogonphodonPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica8/7/2022 16:59    
Visite1543  Commenti0    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
Gornogonphodon (cinodonte)

Scoperto tra i giacimenti fossiliferi del Triassico delle Prealpi Lombarde (Formazione di Gorno)

Leggi tutto qui


Rapporto geologico giacimentologico sulle miniere del gruppo Gorno

Rapporto geologico giacimentologico sulle miniere del gruppo GornoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaPUBBLICAZIONI    Ultima modifica8/7/2022 14:03    
Visite1715  Commenti0    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
Rapporto geologico giacimentologico sulle miniere del gruppo Gorno
testo originale in lingua italiana
dr. E.Ehrendreich 1-10-1958/31-12-1960

Citazione:
fabrycjx2013

MINIERE  E INQUINAMENTO

MINIERE E INQUINAMENTOPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica1/7/2022 13:56    
Visite3737  Commenti0    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
MINIERE DI GORNO
(anni 1970/75)
Effetti negativi sull'ambiente provocati dalla lavorazione del minerale tramite processo chimico fisico detto  flottazione, nella laveria di Riso (Gorno).
Nella foto, circa 700 tonnellate al giorno di residui di lavorazione venivano riversate nel torrente Riso, il torrente sembrava un paesaggio lunare.

documento inquinanti

Ufficio geologico di Gorno, servizio miniere

In Val del Riso N°4 aprile 1987


(nella foto lo scarico nel torrente Riso nel decennio degli anni 70 del secolo scorso)

Citazione:
fabrycjx 2009 (foto Guerinoni Celeste)

Preparazione volata

Preparazione volataPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica5/6/2022 6:55    
Visite3521  Commenti0    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
MINIERE DI GORNO

Con un bastone di legno (calcatoio),vengono inserite le cariche di esplosivo, nei fori preparati precedentemente.

Da documentazione mineraria:
"Prove di avanzamento con innesco esplosivo gel K
Avanzamento in calcare grigio chiaro di letto, banchi compatti
sezione del fronte mt 1,80 x 1,80, volata tipo canadese con n°27 fori
Cut centrale con n°3 fori vuoti .
Mine caricate n°24, lunghezza dei fori mt 1,20 cadauno.
lunghezza totale mt 32,40

metodo di caricamento volata:
cartucce di euranfo al fondo n°1
cartucce di gel k N°1
cartucce di euranfo lungo il foro n°4
totale cartucce n°6

grammi esplosivo per foro
euranfo g 570
gel k     g 147
totale    g 717

consumo e costo per volata
euranfo Kg 13,680 £2599
gel K     Kg 3,528 £1029

Totale £ 3628

osservazioni:
Non si nota rimanenza di esplosivo, pezzatura ottima.
La volata ha lavorato fino al fondo, sfondo ottenuto mt1,2"

Val Vedra 14/10/1969
cant.342 liv 1104 pon.

Citazione:
fabrycjx 2012

WORLD MAYOR MARATHON Pietro Cinesi

WORLD MAYOR MARATHON Pietro CinesiPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaSport    Ultima modifica19/5/2022 20:19    
Visite4346  Commenti1    0.00 (0 voti)0.00 (0 voti)
Oneta: Cinesi  Pietro classe 1956 (nella foto)
In silenzio si è fatto tutte le maratone più importanti nel mondo con tempi di tutto rispetto:
New York  2006 tempo 3h26m
Parigi        2007 tempo 3h18m
Atene       2007 tempo 3h21m
Pechino     2008 tempo 3h05m
Boston      2008 tempo 3h17m
Berlino      2009 tempo 3h06m
Londra      2009 tempo 3h08m
Chicago     2010 tempo 3h13m
Barcellona  2010 tempo 3h03m
Jerusalem  2011 tempo 3h14m
Marrakech  2012 tempo 3h09m
Roma        2012 tempo 3h35m
Budapest  2012 tempo 3h09m primo di categoria
Toscana    2012 L'eroica running 65 km tempo 6 ore 28 minuti
Tokio        2013 tempo 3h14m (piu info)
Roma        2013 tempo 3h20m
Maratona del cielo skyrunning 2013 tempo 6 ore 54 minuti
Desert Run 2013 tempo 5h14m
Valtellina wine trail 2013 tempo 4h59m 44Km
Maratona Vodafon Malta 2014 tempo 3h12m 47° assoluto 2° di categoria
Roma          2014 tempo 3h14m
Catania: Super maratona dell'Etna 2014
da 0 a 3000 metri  tempo 5h18 m 21° assoluto 2° di categoria

Svizzera 2014 Jungfrau marathon
corsa in montagna tempo 4h45m53s
Istambul       2014 tempo 3h21m
Roma           2015 tempo 3h08m
Amsterdam   2015 tempo 3h07m
Firenze         2015 tempo 3h03m56s
Siviglia          2016 tempo 3h02m58s
Roma           2016 tempo 3h09m01s
New York      2016 tempo 3h15m28s
Dubai           2017 tempo 3h23m57s
Roma           2017 tempo 3h06m59s
Maratona delo Stelvio 2017 tempo 5h36m 30s
Valencia        2017 tempo 3h19m18s
brunello crossing Montalcino 44 Km 2018  5h18m28s
Roma           2018 tempo 3h24m55s
Cracovia        2018 tempo 3h25m32s
Bucarest       2018 tempo 3h18m52s
Dublino        2019 tempo 3h29m57s
ReggioEmilia  2019 tempo 3h18m39s
Petra desert 2021 tempo 4h38m28s
Roma          2021tempo  3h41m12s
Gran Canaria Masplonas 2021tempo3h50m30s
Roma          2022 tempo  3h40m44s
Helsinki      2022  tempo 3h40m41s

CERTIFICAZIONE WORLD MAYOR MARATHON



11-20 (su 937 totali)
« 1 (2) 3 4 5 6 7 8 9 10 11 ... 94 »



Cerca in Valdelriso

Link Utili

Plan what to see in Gorno with an itinerary including Ecomuseo Miniere