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Le miniere d'italia
Sito web: https://www.miniereitaliane.it/

Parte dedicata alle miniere di Gorno:

https://sites.google.com/view/miniere- ... li-piombo-zinciferi?pli=1


Citazione:
fabrycjx2021

Stabilimento A.M.M.I. S.A.P.E.Z. di Ponte Nossa

Stabilimento A.M.M.I. S.A.P.E.Z. di Ponte NossaPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica31/1/2023 8:00    
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Senato della Repubblica  — 122  II Legislatura
5a COMMISSIONE (Finanze e Tesoro)
GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE 1953
(7a Riunione in sede deliberante)
Presidenza del Presidente BERTONE

Discussione e rinvio del disegno di legge:
Aumento di capitale dell'Azienda minerali metallici italiani (A.M.M.I.) » (148) .
Data la prevalente produzione di minerali di zinco in Italia in confronto alla capacità delle officine di trattamento, nel 1948 il Governo italiano, chiamato dall'E.C.A. e dallo O.E.C.E. a redigere il così detto programma a lungo termine, ha proposto tra l'altro la installazione di una nuova unità per la produzione di circa 15 mila tonnellate annue di zinco elettrolitico. La costruzione di tale impianto è stata consentita alla S.A.P.E.Z. in relazione alla sua notevole produzione mineraria ed alle possibilità produttive dei giacimenti in concessione. L'impianto è stato approvato dal Comitato dei metalli non ferrosi dell'O.E.C.E. nell'ottobre 1949. Nella seduta del 28 marzo 1950 il problema è stato riesaminato dal Comitato interministeriale per la ricostruzione (C.I.R.) che si è espresso favorevolmente.
La costruzione dell'impianto di Nossa nel bergamasco, portata a termine nel maggio del 1952, ha necessariamente richiesto un grande sforzo finanziario. La spesa ha raggiunto circa 5 miliardi, di cui oltre 700 milioni coperti con autofinanziamenti e 3.250 milioni con finanziamenti a medio ed a lungo termine, tra i quali una anticipazione dell'E.C.A. di 1.400 milioni al favorevole tasso del 2,50 per cento.
Purtroppo la depressione congiunturale del piombo, dello zinco e dell'antimonio, delineatasi nella primavera del 1952 ed accentuatasi alla fine dello stesso anno, non ha consentito di far fronte con autofinanziamenti all'ulteriore copertura delle spese per Nossa.
L'impianto marcia ora a pieno regime. Negli ultimi mesi è stata superata una capacitàproduttiva prevista in 50 tonnellate al giorno. Larga parte della produzione è esportata negli Stati Uniti, sia in pagamento dei mutui E.C.A. sia per normali esportazioni. La marca S.A. P.E.Z. elettrolitico è nota ed apprezzata nei principali mercati mondiali ed è in corso di registrazione tra le primarie marche internazionali al London Metal Exchange.
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WORLD WIDE CHEMISTRY
A new electrolytic plant in Italy will produce high-grade zinc and sulfuric acid



THE Economic Cooperation Administration has approved a lire advance amounting to almost $1.5 million to an Italian mining concern for the construction of an electrolytic zinc plant at Nossa.
The lire, equivalent to $1,494,180, will come from the 5% portion of Italian counterpart funds reserved for use by the United States for the purchase of deficiency materials and for administrative costs abroad. The funds will be repaid over a period of 11 years in deliveries of zinc or lead metals to the U. S. stockpile.
The new plant will exploit low-grade oxidized zinc ores of the Gorno and Oltre il Colle mines in northern Italy, which are owned and operated by Societa per Azioni Piombo e Zinco (Sapez). The plant is expected to produce 10,000 tons of high-grade zinc and another 10,000 tons of sulfuric acid. This production figure includes between three and four thousand tons of zinc now being lost ...
Traduzione
L'Amministrazione per la Cooperazione Economica (ECA )ha approvato un anticipo di lire pari a quasi 1,5 milioni di dollari a favore di un'impresa mineraria italiana per la costruzione di un impianto di zinco elettrolitico a Nossa. Le lire, pari a $ 1.494.180, proverranno dalla quota del 5% dei fondi di contropartita italiani riservata all'utilizzo da parte degli Stati Uniti per l'acquisto di materiali carenti e per le spese amministrative all'estero. I fondi saranno rimborsati per un periodo di 11 anni in consegne di zinco o metalli di piombo alle scorte statunitensi. Il nuovo impianto sfrutterà i minerali di zinco ossidato di basso grado delle miniere di Gorno e Oltre il Colle nel nord Italia, che sono di proprietà e gestite dalla Società per Azioni Piombo e Zinco (Sapez). L'impianto dovrebbe produrre 10.000 tonnellate di zinco di alta qualità e altre 10.000 tonnellate di acido solforico. Questa cifra di produzione comprende tra le tre e le quattromila tonnellate di zinco che ora vanno perdute...

fonte

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docufilm descrizione storica e processo


clicca qui per vedere il video

documentario costruzione stabilimento 1952

notizie sull'industria del piombo e dello zinco in Italia

A.M.M.I. Camera di commercio

Citazione:
fabrycjx 2012

Proverbi

ProverbiPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaFilastrocche e proverbi    Ultima modifica18/1/2023 18:55    
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Proverbi

da In val del Riso N°3 Marzo 1986


Raccolta_di_proverbi_bergamaschi

Citazione:
periodico iIn Val del Riso

S.A.P.E.Z..1955

S.A.P.E.Z..1955Popolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica17/1/2023 15:32    
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Il Vescovo Giuseppe Piazzi in visita allo stabilimento di zinco elettrolitico di Ponte Nossa nel 1955
nella foto sono presenti:
Don Severino Tiraboschi
Don Rodolfo Brumana
Ing.Basile direttore stabilimento
Ing. Aldo Patt direttore miniere
Il sig. Maringoni Bruno mostra un catodo nel reparto impianto pilota

Imperial smelting zinc
Stabilimento di Ponte Nossa quota altimetrica 466 m slm
Superfice 83000  metri quadri di cui 35800 coperti e 47200 coperti
Imperial smelting zinc è il processo di conversione dei concentrati di zinco (minerali che contengono zinco) in zinco puro.
Il concentrato di zinco più comune processato è il solfuro di zinco, che si ottiene concentrando la sfalerite usando il metodo di flottazione dei minerali estratti dalle miniere
Il minerale … sfalerite detta anche blenda proveniva dalle miniere di Gorno,dalla Sardegna  tramite navi, quindi via ferrovia e autotreni anche da tutto il nord Italia.
Grandi gru provvedono a stoccare e miscelare il minerale precedentemente analizzato, col fine di rendere la miscela il più costante possibile.
Tramite nastri trasportatori la blenda viene inviata ad un alimentatore che la introduce in un forno a letto fluido.
Il forno provvede a tenere in sospensione il minerale tramite fori sul fondo da dove arriva un forte flusso di aria generato da un potente ventilatore, mentre tramite bruciatori la temperatura viene elevata a 1000° gradi centigradi circa.
La combustione provvede ad eliminare il cloro e il fluoro che sarebbero dannosi nelle ulteriori fasi di processo
I gas di combustione (anidride solforosa ) vengono inviati a torri di catalizzazione contenenti pentossido di vanadio che trasforma l’anidride solforosa in anidride solforica.
Ora il gas viene portato a contatto con acqua e diventa acido solforico
Il minerale arrostito sotto forma di ossidato di zinco fuoriesce dal forno e tramite scambiatore di calore viene raffreddato. Il calore recuperato serve a produrre vapore quindi energia elettrica di supporto ai processi successivi.
Il minerale ora diventato ossidato di zinco, viene inviato a silos di stoccaggio pronto per il successivo trattamento detto di lisciviazione e depurazione
Grandi reattori detti tine di attacco contenenti acido solforico diluiscono l’ossidato di zinco il quale diventa solfato di zinco.
La soluzione acida però ora contiene anche impurità quali rame cadmio ferro cobalto germanio tallio antimonio.
Ulteriori reattori provvedono alla eliminazione di questi elementi indesiderati gli scarti sono sotto forma di fanghi
Il rame e il cadmio invece vengono recuperati
La soluzione liquida prodotta ora è solfato di zinco composta da 110 -130 grammi litro di acido solforico e 50-75 grammi litro di zinco in forma ionica
La soluzione viene inviata a una grande sala detta elettrolisi e immessa in celle elettrolitiche dove sono posizionati 7000 catodi in alluminio (polo negativo) e 7000 anodi in piombo (polo positivo).
Catodi e anodi vengono alimentati in corrente continua e nel giro di 24 ore lo zinco in soluzione migra sul catodo in alluminio depositandosi come strato metallico.
Elettricamente le celle erano collegate in serie ed alimentate da corrente continua con una tensione di cella oscillante tra 3,1 a 3,7 volt. La spesa energetica si aggirava intorno 3,2 Kilovattora per Kilogrammo
la produzione media giornaliera di circa 100 tonnellate giorno
Addetti provvedono manualmente al distacco delle lastre di zinco
Il metallo viene inviato ai forni elettrici per la fusione
II reparto fusione era costituito da cinque forni fusori dotati di lingottiere semi automatiche.
Il forno numero 1 da 100 ton. predisposto per la produzione di zinco elettrolitico.
Il forno numero 2 da 40 ton. era predisposto per la produzione di zinco puro 99.995%.
Il forno numero 3 da 30 ton. era predisposto per la produzione di lingotti in lega Zn/Al/Pb.
Il forno SIEMENS da 20 ton. era predisposto per la produzione di lingotti in lega Zn/Pb.
Il forno DEMAG da 11 ton era predisposto per la preparazione delle leghe Zn/Al/Mg .
Il forno veniva alimentato con zinco fuso travasato dal forno n. 2 mediante pompa in grafite.
Il forno CALAMARI da 3,2 ton. ad energia elettrica era predisposto per la produzione di lingotti da 800 kg in lega Zn/Al/Pb veniva alimentato con zinco fuso travasato da un altro forno
Lo zinco fonde a 460 gradi centigradi ed è cosi trasferito negli stampi.
Io zinco in lingotti è ora pronto per essere immesso sul mercato la purezza è del 99,97 e 99,99%
Lo zinco è usato quale rivestimento dell’acciaio come protettivo anticorrosivo, viene impiegato in oltre in cosmesi, farmaceutica, industria della gomma, ceramica, vernici, mangimifici
Lo zinco ha peso specifico 7,2 fonde a 450 gradi e bolle a 903 gradi
Altri prodotti dello stabilimento erano:  Ossido di Zinco in varie purezze povere di zinco soffiata e polvere di zinco distillata
Carbonato di zinco solfato di zinco, rame elettrolitico e cadmio elettrolitico
Produzione nel 1976 in tonnellate
Zinco 3500, Acido solforico 32000, Solfato di rame1100, Rame metallo 70, Ossido di zinco fine 3300, Ossido di zinco commerciale 1000, Polvere di zinco distillata 2000, Polvere di zinco soffiata 3000
Forza lavoro nel 1976:  Dirigenti 2, impiegati 93, intermedi 8, operai 448

docufilm sullo stabilimento

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Fabrycjx 2012

Suor Rosina Guerinoni

Suor Rosina GuerinoniPopolare
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"Suor Marie du bon Conseil" al secolo Suor Rosina Guerinoni
Quando a Gorno venne costituita nel 1897 la “Società per l’asilo infantile di Gorno” Suor Rosina venne nominata amministratrice della società stessa e si dette molto da fare per la realizzazione e costruzione dell’asilo stesso, (vicino al fabbricato scolastico) in località Madonna delle Grazie.
Alla sua morte, avvenuta a Gorno l’12 gennaio 1937, venne così ricordata:
“Per quarantaquatro anni esercitò il suo umile apostolato di esemplare lavoro nella scuola e nel paese per il trionfo di Dio e della patria. Passò tutta la vita in opere di bene e Gorno deve a lei il suo asilo infantile sorto per la sua tenacia volontà. Nella scuola fu maestra ma più ancora madre affettuosa pronta a comprendere, compatire, indirizzare al bene. Portò al letto degli infermi il conforto cristiano e parole di rassegnazione e di fede. Missionaria amò e fece con l’esempio amare Gesù Crocefisso. Ebbe in Maria Santissima totale dedizione, da Lei attinse la generosità nel sacrificio".

(pubblicato da Amerigo Baccanelli
sul bollettino “In Val del Riso” n. 122- aprile 2007


Suor Rosina naque in un podere a Peroli (Gorno) alle ore 10.00 del 25/2/1866
Dal padre Giovan Battista (1822) e la madre Donadini Matilde (1829).
Penultimogenita di 4 fratelli e 4 sorelle
Il padre era un possidente, come risulta dai dati del foglio di famiglia dell'epoca.

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fabrycjx2014



Giovan Battista Borlini

Giovan Battista BorliniPopolare
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Giovan Battista Borlini

In Val del Riso N°3 Marzo 1989


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Guerinoni Camillo

Guerinoni Camillo Popolare
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Guerinoni Camillo classe 1917
Già sindaco di Gorno
Dal 1946 al 1967

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fabrycjx2012

Italo Guerinoni

Italo GuerinoniPopolare
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Italo Guerinoni

Sindaco di Gorno dal lontano 28 maggio 1978 fino al 2001, per23 anni.

In Val del Riso N° 114 marzo 2005

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fabrycjx2012

geologia

geologiaPopolare
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LE MINIERE DI GORNO
(pubblicazione di Pietro Mantega   Agosto 1962)

nella foto: Rappresentazione assonometrica delle miniere di Gorno: Val Vedra, Val Parina, Valle del Riso,Val Nossana.


Il gruppo delle miniere di Gorno comprende due concessioni minerarie denominate «Val Seriana  e Val Brembana» la cui area complessiva è di circa 8.000 ha.
Nella Val Seriana ì lavori si svolgono in tre zone denominate Sezione M. Trevasco, Sezione Est, Sezione Ovest.
Nella Val Brembana sono attive due zone denominate Sezione Val Parina e Sezione Val Vedra.
La società AMMI ha l'esercizio di queste concessioni dal 1940, anno in cui cessò la gestione della compagnia belga « Vieille Montagne ».
La Direzione delle miniere è unica ed ha sede a Campello, frazione del comune di Gorno.
Il giacimento è costituito prevalentemente di minerali di piombo e di zinco nelle forme solfuri ed ossidati. Come accessori abbiamo minerali di ferro, di rame, di fluoro, ecc.
Esso si trova sul versante meridionale. di una catena di montagne, estendentesi da Ovest ad Est, delle Alpi Bergamasche, ed è diviso morfologicamente in una parte occidentale, con centro Oltre il Colle, nella Val Brembana, ed in una parte orientale, con centro Gorno, nella Val Seriana, da una seconda catena di montagne che si estende in direzione SW-NE e che interseca la prima a NE.
La cima più alta della prima catena ha un'altezza di 2.512m (Pizzo Arera); la cima più alta della seconda è di 2.049 m (Cima del Grem).
I due centri, di Oltre il Colle e di Gorno distano entrambi da Bergamo circa 35 km.
La tettonica della zona è molto intensa: esistono numerose pieghe e faglie. Tra queste ultime particolare importanza ha la faglia del Grem che ha direzione SE-NW e che ha determinato uno spostamento orizzontale notevole tra la parte occidentale e quella orientale del giacimento.
La mineralizzazione è distribuita in un orizzonte stratigrafico, denominato Metallifero, la cui potenza raggiunge un massimo di 70-75 m nella parte centrale della zona (Gorno) e si riduce verso Est c verso Ovest a circa 20-30 m.
I geologi che hanno studiato questa zona, come il Desio, l'olandese De Sitter e di recente i tedeschi Wilke ed Herendreich, a parte certe contrastanti vedute di dettaglio, pongono il Metallifero nel Trias delle Alpi Bergamasche tra l'Esino ed il Raibliano.
I geologi tedeschi hanno distinto nella serie stratigrafica una facies di Esino, una facies di transizione ed una facies di Raibliano. La prima è caratterizzata da calcari grigio chiari, la seconda da calcari grigio scuri e neri bituminosi, e la terza da calcari scuri bituminosi intercalati a scisti scuri marnasi. I calcari di tutta la serie sono spesso dolomitici.
Secondo gli stessi geologi il metallifero comprende parte dell'Esino superiore, tutta la facies di transizione e parte del Raibliano inferiore.
Essi inoltre hanno determinato nella stessa serie stratigrafica la posizione e la composizione di alcuni strati argillosi illitici, che avrebbero avuto origine dall'alterazione dei materiali esplosivi ed esalativi di vulcani sottomarini, sedimentati contemporaneamente ai calcari. Questi strati, che sono stati definiti tufiti, hanno spessori compresi tra 2-3 cm e 10-20 cm, ed hanno colori caratteristici, dal grigio verde al verde scuro, per cui sono facilmente riconoscibili anche in sotterraneo.
Di queste tufiti finora ne sono state individuate sei, tre delle quali (due in facies Esino e una in facies Raibliano) sono legate alle mineralizzazioni e pertanto costituiscono degli orizzonti guida per la ricerca di nuovi corpi mineralizzati o della continuazione di corpi mineralizzati già noti.
Il giacimento, sempre secondo le ipotesi avanzate dei geologi tedeschi, avrebbe avuto origine da una segmentazione contemporanea nel mare ladinico dei calcari e degli scisti, per cause esogenetiche, e dei minerali e delle tufiti, per cause endogene.
I successivi fenomeni di diagenesi, di tettonica a pieghe e con faglie di ossidazione dei solfuri e migrazione degli ossidi nelle faglie e nelle spaccature della roccia incassante, di erosione e formazione morfologica della superficie con formazione di crepacci e continuazione della tettonica della ossidazione e della migrazione degli ossidi, avrebbero dato luogo alla formazione dei corpi mineralizzati.
Qualunque sia la validità di queste ipotesi, sta di fatto che nel giacimento di Gorno si trovano corpi mineralizzati, a solfuri primari e ad ossidati, paralleli agli strati, e corpi mineralizzati, in prevalenza ad ossidati, costituiti da riempimenti di faglie e di crepacci.
I primi, che sono in maggior numero, hanno forma differente, per lo più longitudinale o tubolare o lentiforme, e possono avere dimensioni estese.
Gli altri, pur costituendo localmente degli adunamenti talvolta consistenti e coltivabili economicamente, hanno dimensioni sempre limitate in profondità.
Le irregolarità che i corpi mineralizzati presentano sia nella loro forma sia nella distribuzione della mineralizzazione, rendono difficile l'applicazione di sistemi di coltivazione ad alta produttività.
Fino a qualche anno fa la coltivazione dei corpi mineralizzati veniva attuata seguendo la mineralizzazione dal basso verso l'alto e mantenendo la ripiena al piede.
Sull'abbattuto si eseguiva una cernita spinta in cantiere per ottenere dei grezzi a titolo superiore all'8,oo% in Zn. Ovviamente le rese erano basse (in abbattaggio si ottenevano 1,5-2 t/operaio).
Inoltre la coltivazione non era preceduta da adeguati lavori di delimitazione del corpo mineralizzato e di preparazioni.
Da tre anni a questa parte si è data una nuova impostazione ai lavori di coltivazione.
Anzitutto si procede alla delimitazione del corpo mineralizzato con rimonte, traverse e sondaggi; quindi si eseguono i lavori di preparazione ed infine si applica il sistema di coltivazione più adatto.
Inoltre la cernita di cantiere si realizza per quanto è possibile con un abbattaggio selettivo e viene completata a mano ma con criteri meno restrittivi.
I sistemi di coltivazione attualmente applicati sono tre: a sottolivelli nei corpi mineralizzati verticali ed in quelli inclinati con potenza superiore a 4-5 m; a trance larghe inclinate, separate tra di loro da pilastri, che vengono abbattuti in ritirata, nei corpi mineralizzati inclinati con potenza fino a 4-5 m; a magazzino nei corpi mineralizzati verticali, (questo sistema di coltivazione però verrà abbandonato).
Nelle coltivazioni a sottolivelli sono impiegate le pale meccaniche «Montevecchio» tipo T 2G e si realizzano rese all'abbattaggio utili comprese tra 10 e 15 t/op. a seconda della parte sterile da eliminare; nelle coltivazioni a trance inclinate si impiegano scrapers ad aria compressa con motori da 5-7 CV e si ottengono rese all'abbattaggio di 5-6 t/op.
Nelle coltivazioni a magazzino le rese variano tra 6 e 7 t/op.
Esistono ancora dei cantieri in cui, pur avendo impostato i lavori secondo i nuovi criteri, non si è raggiunto il grado di organizzazione e di meccanizzazione di quelli sopraindicati, per cui le rese all'abbattaggio sono comprese tra 3,5 e 4 t/op.
È prevista però la sistemazione di questi cantieri entro breve tempo.
La perforazione è per circa 1'80% ad acqua. Si impiegano martelli L 37 e T 21 della Joy Sullivan, mentre sono in fase di esaurimento vecchi martelli Flottmann AT 18 e Z 20.
Per i sondaggi si impiegano sonde Craelium del tipo X 2Se Prosper.
L'applicazione di sistemi di coltivazione massivi ed il rallentamento della cernita in cantiere hanno ovviamente determinato un abbassamento del tenore del grezzo. Attualmente
si producono grezzi al 6 % Zn e 1,30 %  Pb.
Per il controllo dei tenori dei grezzi provenienti dalle diverse sezioni viene effettuata una campionatura giornaliera degli stessi in un apposito impianto installato a Costa Jels nella zona di Gorno. I campioni prelevati vengono analizzati cinquinalmente.
A causa della estensione delle due concessioni e delle caratteristiche morfologiche della zona, particolari difficoltà, e quindi costi elevati, si incontrano nel trasporto dei grezzi all'impianto di trattamento che è unico per le due concessioni ed è situato nella località Riso della VaI Seriana.
Detto trasporto viene effettuato con muli, con locomotori e con teleferiche.
Di queste ultime ce ne sono in funzione circa una ventina, di cui la più importante è quella che collega la VaI Brembana con la VaI Seriana, per una lunghezza di 4 km, e che trasporta circa 300 t al giorno.
Il personale addetto ai trasporti, oltre a quello impiegato dalle imprese che hanno in appalto i trasporti con mulo, rappresenta il 13 % circa del personale in forza presso queste miniere.
Il costo dei trasporti rappresenta il 22 %del costo grezzo prodotto e portato in testa all'un pianto di trattamento.
Al fine di ridurre i costi di detti trasporti e di aumentare l'attuale capacità di trasporto, per poter far fronte al sensibile aumento della produzione di grezzo, previsto entro il 1963, è stato progettato ed è in corso di attuazione, un collegamento in sotterraneo tra la VaI Seriana e la VaI Brembana mediante una galleria, a quota 549, lunga 6,5 km circa ed una discenderia lunga 800 m circa, tra quota 1050 e quota 549.
Al completamento dell'opera rimangono da scavare 4000 mt di galleria e 600 m di discenderia.
Questo collegamento oltre a costituire una grande via di estrazione dei grezzi e di trasporto dei materiali vari e del personale, aprirà un vasto campo di esplorazione per la ricerca delle mineralizzazioni della parte occidentale del giacimento note fino a quota 1050 o poco al di sotto.
Nello scavo della galleria, che ha una sezione di 5,50 m2; sono in corso delle prove con un Wagon-Drill allo scopo di realizzare sfondi superiori ai 2 m contro 1,30-1,50 ottenuti con le normali volate canadesi.
Il grezzo viene trattato nell'impianto di arricchimento di Riso per flottazione.
Caratteristica di questo trattamento è la frantumazione ad umido, a causa della plasticità del materiale, e la flottazione a caldo, temperatura 40-45°C, della calamina con un processo misto solfato di rame-anilina.
La capacità del trattamento dell'impianto è di circa 580 t/giorno, ma sono in corso lavori di ampliamento che la eleveranno alla fine dell'anno in corso a 650-700 t/giorno e successivamente
a 800-900 t/giorno.
Sono pure in corso degli studi per un prearricchimento del nostro grezzo a mezzo di Sink-Float.
I primi risultati di questi studi, che sono stati affidati alla Humboldt, hanno dimostrato che per tutti i grezzi, meno quello proveniente dalla Sezione di M. Trevasco, si ottiene una efficace separazione della parte sterile da quella mineralizzata che consentirebbe di alimentare la sezione di flottazione con circa il 50% del grezzo prodotto.
Attualmente dal trattamento del grezzo si ottengono tre prodotti: . uno di galena, al 56-57% Pb;
uno di blenda, al 58-59% Zn, ed uno di calamina, al 36-37% Zn.
Per la trasformazione la galena viene inviata allo stabilimento di La Spezia della Pertusola, la blenda e la calamina vengono inviate allo stabilimento elettrolitico di Ponte Nossa dell' AMMI

DATI  PROGRESSIVI RIFERITI AL MESE. DI GIUGNO 1961

Personale in forza: 13 imp. amm., 23 imp. tecnici, 456 operai,
492 totale
Produzione grezzo t/mese 13.500
Tenori grezzo Znt. 6,43 ZnO 4,39 ZnS 2,04 Pbt 1,28
Produzione concentrati:
Galena t/mese 278 al 57,53% Pb
Blenda t/mese 430 al 57,76% Zn
Calamina t/mese 1.340 al 38,00% Zn
Rendimento abbattagio kg grezzo/giorn. operaio 4.256
Rendimento totale miniera kg grezzo/giorn. operaio 1.370
Rendimento totale miniera kg metallo concentrati/giorno operaio 93
Rendimenti trattamento:
Pb = 90,40%
ZnO = 82,30%
ZnS = 90,08%
Gorno, settembre 1961.

(Resoconti dell' Associazione Mineraria Sarda, novembre 1961)

studio mineralogico di Teresio Micheletti (1953)

Zucchetti: sulla genesi dei depositi piombo-zinciferi nel metallifero bergamasco

Citazione:
fabrycjx 2012

CHIESA DI SAN MAURO

CHIESA DI SAN MAUROPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaLe Chiese di Gorno    Ultima modifica11/1/2023 22:12    
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LA CHIESA  DI SAN MAURO

Si ritiene che la chiesa di San Mauro a Peroli Alti sia stata eretta nel XVII secolo poiché tutti gli atti notarili, testamenti e lasciti anteriori al XVI secolo non ne fanno cenno alcuno. Alla metà di tale secolo la chiesa è sicuramente esistente in quanto un certo Zuan Cabrini, gornese, luganegher (salumiere), abitante a Venezia  lascia con suo testamento in data 19 settembre 1651 mille e cento ducati affinché venisse celebrata la messa” tutte le feste… nella chiesa della Madonna di Loreto nel loco del Comune di Agorno territorio bergamasco, posta nella contrada di Paroli nel Comune di Agorno suddetto…” In effetti una pietra inserita nella facciata della chiesa porta l’iscrizione “IHS 1634”, anche se non si è certi che questo indichi necessariamente l’anno della costruzione.

Conferma del fatto che la chiesa fosse originariamente dedicata alla Madonna di Loreto è data dal registro dei conti della chiesa stessa conservato presso l’archivio comunale di Gorno, ove alla data del 7 maggio 1780 si legge: “ Questa è l’entrata della Beata Vergine di Loreto eretta nella contrada di Peroli Comun di Gorno…”; sul  registro sono riportati i conti fino al 1808. La modifica dell’intitolazione della chiesa (da Madonna di Loreto a San Mauro) sembra avvenuta nel corso del XIX secolo,  ma il motivo che la determinò non risulta da alcun documento. Sul campanile sono collocate due campane : la più antica porta  inciso l’anno 1689 mentre l’altra  l’anno 1722.

Nel 1990 ai pochi abitanti della contrada di Peroli Alti ed agli ex residenti venne l’idea di    rinnovare la chiesetta sia all’esterno che all’interno; servendosi del valido aiuto dei volontari venne così restituita alla grazia primitiva un luogo di culto tanto caro a molti gornesi.

In Val del Riso N°7 Giugno 1989

(testo di Amerigo Baccanelli)

le chiese delle diocesi italiane


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