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Costa Jels nel 1960

Costa Jels nel 1960AggiornatoPopolare
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Miniere di Gorno
Costa Jels nel 1960
Costa Jels era il punto di conferimento di tutti i cantieri alti delle miniere


stazione    lunghezza in metri   dislivello in metri
Plassa Arera       4960              330
Ferrarezza          920               256
Rampanù           830               199
Foghera            255               60
Annibale           140                46
Negus              325               130
Riso                1431              236  

Citazione:
fabrycjx2020
 
           

Charlie

CharlieAggiornatoPopolare
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Modesto Varischetti "Charlie"
1907 miniere d'oro Westralia
Rimasto per 9 giorni imprigionato a 200 metri di profondità a causa di un'allagamento, venne riportato salvo in suprfice.
Il fatto ebbe notevole risonanza sia in Australia che in Italia.

il fatto: Dalla rivista "il secolo XX" del 1907

down in the gold mine
you tube
Il fumetto della vicenda in inglese
Video
Qui articoli originali sulla vicenda
Citazione:
fabrycjx 2012

Don Severino Tiraboschi

Don Severino TiraboschiPopolare
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Don Severino Tiraboschi
(di Zambla)Parroco a Gorno dal 1951 al 1958

Don Severino Tiraboschi, parroco di Gorno, caduto dalla motoretta mentre tornava da Clusone dov’era stato a comperare le medaglie “per i noscc matei” ( per i nostri bimbi) della prima comunione . Così l’han voluto ricordare i Gornesi: con una croce rivolta su Gorno, ma anche Zambla, paese di don Severino.


In Val del Riso N° 6 Giugno 1988


Sö la sema del Grem


Lé sö cutra cel, sö la sema dè Grem
svet öna Crus. ‘L par la uses a ‘n dol fosch,
a töta us: zecc, üliff be töcc en sèm!
Dèdicada al nòst prèòst Tirabosc,

che l’é mort per vis endacc sö a Clüsu
a tö i medaie per i noscc matei,
‘l la prima cümüniù. Per chela missiù
‘l sé dècorat dè öna di piö bèi!

Ergü, le sö a chela Crus, ogni tat,
i và a portà ü mas de fiur dé prat.
Po i prega per la mama, per ol tus.
E tött lé bel, ‘l par tocà ol ciel col dit,
perché piö negota è’l ghé dé scundìt.
Ü de l’ot ‘l sa set fradel e ‘ssa öl be.

traduzione

Sulla cima del monte Grem


Lassu vicino al cielo, sulla cima del Grem
si vede una croce. Pare che gridi nel buio,
a squarciagola: Gente vogliamoci tutti bene!
Dedicata al nostro parroco Tiraboschi,

che è morto per essere andato a Clusone
a prendere le medaglie per i nostri figli,
per la prima comunione. Per quella missione
si è decorato di una delle più belle!

Qualcuno lassù a quella croce ogni tanto,
porta un mazzo di fiori di prato.
Poi pregano, per la mamma, per il figlio.
E tutto è bello, sembra di toccare il cielo con un dito,
perché più niente è nascosto.
Uno dell’altro si sente fratello e ci si vuole bene.

(tratto da:"Bei laur de Goren" di Gino Scolari)





QUADRO DI CONTROLLO CENTRALE CAVRERA

QUADRO DI CONTROLLO CENTRALE CAVRERAPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica24/3/2020 19:49    
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Miniere di Gorno

QUADRO DI CONTROLLO CENTRALE CAVRERA

CENTRALI IDROELETTRICHE PER USO MINIERA

Per soddisfare i bisogni di energia elettrica legati all'attività mineraria, furono richieste in tempi successivi alcune concessioni di derivazione d'acqua. La prima domanda venne fatta nel 1893 e l'ultima nel 1929. Un centrale costruita dalla Crown Spelter fu la centrale Val Rogno, di cui oggi resta il fabbricato ad uso ristorante all’inizio della Val del Riso nella località Centrale, che ne ha preso il nome.

A seguito delle istanze favorevolmente accolte, la "Vieille Montagne" allora proprietaria della miniera, costruì due impianti di modesta potenza denominati rispettivamente "Cavrera" e "Costone poi dedicata a Luigi Noble", quest'ultimo impianto ubicato presso il Ponte del Costone in territorio di Casnigo.

La prima centrale denominata Cavrera venne realizzata accanto all'omonimo ponte della Cavrera, è possibile tuttora osservare i resti dell'edificio in completa rovina, sull'antico percorso per Chignolo, provvista di una dinamo ma senza alternatore, capace quindi di produrre energia elettrica solo in corrente continua.

Successivamente, nel 1925 la centrale venne spostata all'interno del ribasso Riso in una camera sotterranea, a 1300 mt dall’imbocco principale, dotata questa volta di due turbine delle Costruzioni Meccaniche Riva, e due alternatori della Tecnomasio capaci di sviluppare rispettivamente 160 KVA e 130 KVA in corrente alternata.
Le acque turbinate della centrale Cavrera vennero canalizzate fino alla galleria denominata Maometto, realizzata nel 1930 per portare l’acqua alla centrale del Costone, La quale era dotata di 3 generatori da 500 kw/h cadauno.

Vennero così soddisfatte allora le totali esigenze della miniera consentendo di fornire anche l'illuminazione ai paesi di Gorno, Oneta. Una parete della sala dove sono collocate le turbine venne affrescata con una certa efficacia da un pittore dilettante di Casnigo del quale si è perduto il nome.
Nel 1949 la societa' S.A.P.E.Z., incaricava il geologo Ardito Desio per lo studio di fattibilità di un invaso da realizzare in Val Noseda; il parere tecnico fu positivo ma non fu dato seguito al progetto.


foto di Serafino Zanotti

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FABRYCJX1/2014

Gorno: Processione nel 1955

Gorno: Processione nel 1955
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Gorno: Processione nel settembre 1955

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Don Enzo Zoppetti

Don Enzo Zoppetti
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Don Enzo Zoppetti
Parroco a Cantoni di Oneta dal 1959 al 1976
Economo spirituale a Chignolo nel 1961
mancato il 18/3/2020 all'età di 88 anni

In quasi sessantacinque anni di sacerdozio non ha mai cessato di annunciare la Parola di Dio, celebrare i sacramenti del Risorto, testimoniare con le parole e le opere l’amore del Dio Trinitario, accompagnando e guidandole comunità di Camerata Cornello come vicario parrocchiale e poi, come parroco, quella di Cantoni D'oneta e quindi, per più di trent’anni, quella amatissima di Rosciano. Si era poi ritirato a Rova prestando, alle parrocchie della zona natia, il servizio pastorale che la salute gli consentiva.


I parroci a Cantoni d'Oneta


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Don Remo Luiselli

Don Remo LuiselliPopolare
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Don Remo Luiselli
Classe 1938
L' 8 giugno 1963, festa del Corpus Domini, Don Remo Luiselli (a 25 anni) venne consacrato sacerdote dal vescovo Mons. Giuseppe Piazzi con una solenne cerimonia nel Duomo di Bergamo.
Don Remo si è laureato a Trento in Sociologia per poi specializzarsi in Criminologia. Negli anni ha ricoperto vari incarichi, il più intenso, per sua stessa ammissione, è stato quello di responsabile di una comunità che accoglie tossicodipendenti nella Bergamasca. Dopo una brave parentesi a Cernusco tra il 2000 e il 2001, è stato parroco a Bergamo, poi è tornato sulle sponde del Naviglio, mettendosi a disposizione della comunità pastorale, al servizio soprattutto degli anziani.


Grazie Don Remo
È mancato a marzo 2020
Citazione:
fabrycjx2020


Don Giacomo Servalli

Don Giacomo ServalliPopolare
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Don Giacomo Servalli
di Gandino

Curato a Gorno
10/5/1921-1/9/1958

Gorno: La filodrammatica femminile

Gorno: La filodrammatica femminile
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaStoriche    Ultima modifica4/3/2020 9:24    
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La filodrammatica femminile

Tra gli anni trenta e sessanta del secolo scorso sono esistite a Gorno due compagnie filodrammatiche, una maschile ed una femminile, che si esibivano nel teatro del vecchio oratorio.
La compagnia femminile era denominata “Compagnia filodrammatica Eva Lavallière”.
Le attrici erano talmente brave da essere elogiate da una rivista teatrale, “Teatro delle giovani”. Nel numero di febbraio 1954 infatti si legge: ”Dal Bergamasco, Gorno (Val Seriana) la Compagnia filodrammatica Eva Lavallière... il volto di molte attrici ci è nuovo, ma da come presentano la loro parte promettono molto bene”.
Animatrice della filodrammatica femminile era ancora una volta Suor Giuseppina.
Nell’immagine le componenti della compagnia nel 1950, dopo la rappresentazione del dramma “Il segno della croce”.

Amerigo Baccanelli
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Gorno: Monumento ai caduti

Gorno: Monumento ai caduti
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STORIA DEL MONUMENTO AI CADUTI


Nel 1919, al termine della guerra, i caduti vennero dapprima ricordati con una lastra di marmo collocata sulla parete ovest del municipio (verso la mulattiera Chiesa parrocchiale Villassio). La lastra venne inaugurata domenica 26 gennaio 1919.                    
La spesa venne sostenuta dal direttore delle miniere di Gorno Ing. Ernesto Zay; si legge in una sua lettera datata 24 gennaio 1919: “Domando quindi che il Comune accetti una mia modesta offerta a perenne ricordo dei morti per la Patria. Farò scolpire su una lapide chedovrà essere murata all’esterno della casa comunale, i nomi dei caduti. Tutto sarà fatto a mie spese: non domando che l’accettazione del modesto dono da parte del Comune”. La lastra restò collocata sull’edificio comunale sino alla fine del secolo scorso, quando lo stesso fu ricostruito.

Agli abitanti di Gorno questo però non bastava e così nel 1920 si formò un comitato per la costruzione di un monumento in onore dei caduti.  
L’avviso del comitato rivolto alla popolazione così si esprimeva: ”La pietà viva, il ricordo perenne che nutriamo versoi nostri baldi giovani recisi nel fior degli anni da piombo nemico o da morbo crudele, mentre appunto le speranze più belle di un florido avvenire si presentavano loto innanzi, ci deve spingere a non mostrarci indifferenti nella nostra offerta per erigere un monumento fra noi che sia degno della nostra gloriosa tradizione e segno della nostra gratitudine. A voi dunque, o Gornesi, si rivolgono i membri della Commissione sottoscritta perché vogliate rispondere al loro appello con la vostra generosità…”.
Negli anni 1920-1921 vennero reperiti i fondi ed il comitato si mise subito al lavoro per la costruzione del monumento, edificato sul sagrato della chiesa “nel reliquato di terreno comunale a sinistra della gradinata che serve di accesso alla parrocchia” (salendo dalla contrada di Erdeno).

Opera dello scultore Carlo Comana di Bergamo, il monumento con il nome dei caduti venne inaugurato nel mese di ottobre 1921 con una commovente cerimonia. Negli inviti ai reduci ed alle autorità si legge: “Questo Comune intende inaugurare un monumento ai propri caduti nella guerra nazionale. E’ intenzione del Comitato,costituitosi a tale scopo, di festeggiare… con pubbliche dimostrazioni, onde queste sempre più valgano a cementare quella concordia di animi e di volontà necessaria a mantenere vivo il sentimento di Patria e il ricordo verso coloro che s’innalzarono sui campi di battaglia per rendere alla Patria i suoi naturali confini e facendo rifulgere di nuova luce l’onore della armi italiane….”.

La spesa sostenuta per l’opera scultorea ammontò a Lire 15.100, per il trasporto da Bergamo e la posa a Lire 8.342 e per la festa d’inaugurazione a Lire 3.027, per un totale di Lire 26.469, corrispondente ad Euro 38.000 odierni. Il Comune partecipò con Lire 8.000, la ditta The English Crown Spelter con Lire 3.000, altri privati con Lire 7.769. Rimase un debito di Lire 7.700 che venne saldato successivamente.

      Amerigo Baccanelli

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