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Ramona Costanzo

Ramona CostanzoAggiornatoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaSport    Ultima modifica18/4/2021 9:55    
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ARGENTO AI CAMPIONATI ITALIANI 2014 A CATANIA

Ramona Costanzo, tesserata con la società Kick Boxing Bergamo
La partecipazione ai Campionati Italiani sport da tatami, le cui specialità sono Point Fighting, Light Contact e Kick Light, è consentita solamente agli atleti che risultano qualificati nelle fasi Regionali e Interregionali.

Citazione:
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Angelo Zanotti

Angelo ZanottiPopolare
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Angelo Zanotti (il primo a destra nella foto)
1998 VII Giochi Paraolimpici di Nagano (Jpn)
furono dieci le medaglie vinte dagli azzurri:
due gli ori per Angelo Zanotti, nel supergigante e uno nello slalom

La scalata dello stelvio in bicicletta
In Val del Riso N°160 ottobre 2016




Rassegna mensile camera di commercio Bergamo

Rassegna mensile camera di commercio BergamoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaPUBBLICAZIONI    Ultima modifica11/4/2021 17:11    
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Tratto da "Rassegna mensile camera di commercio Bergamo N°10"
I minatori e la montagna, dalla Valle del Riso alla Val Serina
ottobre 1955
(in copertina il Cav. Ing. Giovanni Albini Presidente della Camera di Commercio dal 1893 al 1900)
Leggi qui



Citazione:
fabrycjx2020


Una Casa tipica del Villaggio minerario di Campello

Una Casa tipica del Villaggio minerario di CampelloPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica11/4/2021 10:25    
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Miniere di Gorno


1) Il gruppo delle miniere di Gorno comprende due concessioni minerarie denominate «Val Seriana  e Val Brembana» la cui area complessiva è di circa 8.000 ha.
Nella Val Seriana ì lavori si svolgono in tre zone denominate Sezione M. Trevasco, Sezione Est, Sezione Ovest.
Nella Val Brembana sono attive due zone denominate Sezione Val Parina e Sezione Val Vedra.
La società A.M.M.I. ha l'esercizio di queste concessioni dal 1940, anno in cui cessò la gestione della compagnia belga « Vieille Montagne ».
La Direzione delle miniere è unica ed ha sede a Campello, frazione del comune di Gorno.
Il giacimento è costituito prevalentemente di minerali di piombo e di zinco nelle forme solfuri ed ossidati. Come accessori abbiamo minerali di ferro, di rame, di fluoro, ecc.
Esso si trova sul versante meridionale. di una catena di montagne, estendentesi da Ovest ad Est, delle Alpi Bergamasche, ed è diviso morfologicamente in una parte occidentale, con centro Oltre il Colle, nella Val Brembana, ed in una parte orientale, con centro Gorno, nella Val Seriana, da una seconda catena di montagne che si estende in direzione SW-NE e che interseca la prima a NE.
La cima più alta della prima catena ha un'altezza di 2.512m (Pizzo Arera); la cima più alta della seconda è di 2.049 m (Cima del Grem).
I due centri, di Oltre il Colle e di Gorno distano entrambi da Bergamo circa 35 km.
La tettonica della zona è molto intensa: esistono numerose pieghe e faglie. Tra queste ultime particolare importanza ha la faglia del Grem che ha direzione SE-NW e che ha determinato uno spostamento orizzontale notevole tra la parte occidentale e quella orientale del giacimento.
La mineralizzazione è distribuita in un orizzonte stratigrafico, denominato Metallifero, la cui potenza raggiunge un massimo di 70-75 m nella parte centrale della zona (Gorno) e si riduce verso Est c verso Ovest a circa 20-30 m.
I geologi che hanno studiato questa zona, come Ardito Desio, l'olandese De Sitter e di recente i tedeschi Wilke ed Herendreich, a parte certe contrastanti vedute di dettaglio, pongono il Metallifero nel Trias delle Alpi Bergamasche tra l'Esino ed il Raibliano.
I geologi tedeschi hanno distinto nella serie stratigrafica una facies di Esino, una facies di transizione ed una facies di Raibliano. La prima è caratterizzata da calcari grigio chiari,
la seconda da calcari grigio scuri e neri bituminosi, e la terza da calcari scuri bituminosi intercalati a scisti scuri marnasi. I calcari di tutta la serie sono spesso dolomitici.
Secondo gli stessi geologi il metallifero comprende parte dell'Esino superiore, tutta la facies di transizione e parte del Raibliano inferiore.
Essi inoltre hanno determinato nella stessa serie stratigrafica la posizione e la composizione di alcuni strati argillosi illitici, che avrebbero avuto origine dall'alterazione dei materiali esplosivi ed esalativi di vulcani sottomarini, sedimentati contemporaneamente ai calcari. Questi strati, che sono
stati definiti tufiti, hanno spessori compresi tra 2-3 cm e 10-20 cm, ed hanno colori caratteristici, dal grigio verde al verde scuro, per cui sono facilmente riconoscibili anche in sotterraneo.
Di queste tufiti finora ne sono state individuate sei, tre delle quali (due in facies Esino e una in facies Raibliano) sono legate alle mineralizzazioni e pertanto costituiscono degli orizzonti guida per la ricerca di nuovi corpi mineralizzati o della continuazione di corpi mineralizzati già noti.
Il giacimento, sempre secondo le ipotesi avanzate dei geologi tedeschi, avrebbe avuto origine da una segmentazione contemporanea nel mare ladinico dei calcari e degli scisti, per cause esogenetiche, e dei minerali e delle tufiti, per cause endogene.
I successivi fenomeni di diagenesi, di tettonica a pieghe e con faglie di ossidazione dei solfuri e migrazione degli ossidi nelle faglie e nelle spaccature della roccia incassante, di erosione e formazione morfologica della superficie con formazione di crepacci e continuazione della tettonica della ossidazione e della migrazione degli ossidi, avrebbero dato luogo alla formazione dei corpi mineralizzati.
Qualunque sia la validità di queste ipotesi, sta di fatto che nel giacimento di Gorno si trovano corpi mineralizzati, a solfuri primari e ad ossidati, paralleli agli strati, e corpi mineralizzati, in prevalenza ad. ossidati, costituiti da riempimenti di faglie e di crepacci.
I primi, che sono in maggior numero, hanno forma differente, per lo più longitudinale o tubolare
o lentiforme, e possono avere dimensioni estese. Gli altri, pur costituendo localmente degli adunamenti talvolta consistenti e coltivabili economicamente, hanno dimensioni sempre limitate in profondità.
Le irregolarità che i corpi mineralizzati presentano sia nella loro forma sia nella distribuzione della mineralizzazione, rendono difficile l'applicazione di sistemi di coltivazione ad
alta produttività.
Fino a qualche anno fa la coltivazione dei corpi mineralizzati veniva attuata seguendo la mineralizzazione dal basso verso l'alto e mantenendo la ripiena al piede. Sull'abbattuto si eseguiva una cernita spinta in cantiere per ottenere dei grezzi a titolo superiore all'8,oo% in Zn. Ovviamente le rese erano basse (in abbattaggio si ottenevano 1,5-2 t/operaio).
Inoltre la coltivazione non era preceduta da adeguati lavori di delimitazione del corpo mineralizzato e di preparazioni.
Da tre anni a questa parte si è data una nuova impostazione ai lavori di coltivazione. Anzitutto si procede alla delimitazione del corpo mineralizzato con rimonte, trasverse e sondaggi; quindi si eseguono i lavori di preparazione ed infine si applica il sistema di coltivazione più adatto.
Inoltre la cernita di cantiere si realizza per quanto è possibile con un abbattaggio selettivo e viene completata a mano ma con criteri meno restrittivi.
I sistemi di coltivazione attualmente applicati sono tre: a sottolivelli nei corpi mineralizzati verticali ed in quelli inclinati con potenza superiore a 4-5 m; a trance larghe inclinate, separate tra di loro da pilastri, che vengono abbattuti in ritirata, nei corpi mineralizzati inclinati con potenza fino a 4-5 m; a magazzino nei corpi mineralizzati verticali (questo sistema di coltivazione però verrà abbandonato).
Nelle coltivazioni a sottolivelli sono impiegate le pale meccaniche «Montevecchio» tipo T 2G e si realizzano rese all'abbattaggio utili comprese tra 10 e 15 t/op. a seconda della parte sterile da eliminare; nelle coltivazioni a trance inclinate si impiegano scrapers ad aria compressa con motori da 5-7 CV e si ottengono rese all'abbattaggio di 5-6 t/op.
Nelle coltivazioni a magazzino le rese variano tra 6 e 7 t/op.
Esistono ancora dei cantieri in cui, pur avendo impostato i lavori secondo i nuovi criteri, non si è raggiunto il grado di organizzazione e di meccanizzazione di quelli sopraindicati, per cui le rese all'abbattaggio sono comprese tra 3,5 e 4 t/op.
È prevista però la sistemazione di questi cantieri entro breve tempo.
La perforazione è per circa 1'80% ad acqua. Si impiegano martelli L 37 e T 21 della Joy Sullivan, mentre sono in fase di esaurimento vecchi martelli Flottmann AT 18 e Z 20. Per i sondaggi si impiegano sonde Craelium del tipo X 2Se Prosper.
L'applicazione di sistemi di coltivazione massivi ed il rallentamento della cernita in cantiere hanno ovviamente determinato un abbassamento del tenore del grezzo. Attualmente
si producono grezzi al 6 % Zn e 1,30 %  Pb.
Per il controllo dei tenori dei grezzi provenienti dalle diverse Sezioni viene effettuata una campionatura giornaliera degli stessi in un apposito impianto installato a Costa Jels
nella zona di Gorno,. I campioni prelevati vengono analizzati cinquinalmente.
A causa della estensione delle due concessioni e delle caratteristiche morfologiche della zona, particolari difficoltà, e quindi costi elevati, si incontrano nel trasporto dei grezzi all'impianto di trattamento che è unico per le due concessioni ed è situato nella località Riso della VaI Seriana
Detto trasporto vienE effettuato con muli, con locomotori e con teleferiche.
Di queste ultime ce ne sono in funzione circa una ventina, di cui la più importante è quella che collega la VaI Brembana con la VaI Seriana, per una lunghezza di 4 km, e che trasporta circa 300 t al giorno.
Il personale addetto ai trasporti, oltre a quello impiegato dalle imprese che hanno in appalto i trasporti con mulo, rappresenta il 13 % circa del personale in forza presso queste miniere.
Il costo dei trasporti rappresenta il 22 %del costo grezzo prodotto e portato in testa all'un pianto di trattamento.
Al fine di ridurre i costi di detti trasporti e di aumentare l'attuale capacità di trasporto, per poter far fronte al sensibile aumento della produzione di grezzo, previsto entro il
1963, è stato progettato ed è in corso di attuazione, un collegamento in sotterraneo tra la VaI Seriana e la VaI Brembana mediante una galleria, a quota 549, lunga 6,5 km circa ed una discenderia lunga 800 m circa, tra quota 1050 e quota 549.
Al completamento dell'opera rimangono da scavare 4000m di galleria e 600 m di discenderia.
Questo collegamento oltre a costituire una grande via di estrazione dei grezzi e di trasporto dei materiali vari e del personale, aprirà un vasto campo di esplorazione per la ricerca delle mineralizzazioni della parte occidentale del giacimento note fino a quota 1050 o poco al di sotto.
Nello scavo della galleria, che ha una sezione di 5,50 m2; sono in corso delle prove con un Wagon-Drill allo scopo di realizzare sfondi superiori ai 2 m contro 1,30-1,50 ottenuti con le normali volate canadesi.
Il grezzo viene trattato nell'impianto di arricchimento di Riso per flottazione.
Caratteristica di questo trattamento è la frantumazione ad umido, a causa della plasticità del materiale, e la flottazione a caldo, temperatura 40-45°C, della calamina con un processo misto solfato di rame-anilina.
La capacità del trattamento dell'impianto è di circa 580 t/giorno, ma sono in corso lavori di ampliamento che la eleveranno alla fine dell'anno in corso a 650-700 t/giorno e successivamente
a 800-900 t/giorno.
Sono pure in corso degli studi per un prearricchimento del nostro grezzo a mezzo di Sink-Float.
I primi risultati di questi studi, che sono stati affidati alla Humboldt, hanno dimostrato che per tutti i grezzi, meno quello proveniente dalla Sezione di M. Trevasco, si ottiene una efficace separazione della parte sterile da quella mineralizzata che consentirebbe di alimentare la Sezione di flottazione con circa il 50% del grezzo prodotto.
Attualmente dal trattamento del grezzo si ottengono tre prodotti: . uno di galena, al 56-57% Pb;
uno di blenda, al 58-59% Zn, ed uno di calamina, al 36-37% Zn.
Per la trasformazione la galena viene inviata allo stabilimento di La Spezia della Pertusola, la blenda e la calamina vengono inviate allo stabilimento elettrolitico di Ponte Nossa dell' A.M.M.I.

(pubblicazione di Pietro Mantega   Agosto 1962)
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teleferica  Costa Jels (Gorno) Plazza (Arera Val Brembana)

teleferica Costa Jels (Gorno) Plazza (Arera Val Brembana)Popolare
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Miniere di Gorno

LA TELEFERICA "GORNO - OLTRE IL COLLE "

Nell'anno 1947 la S.A.P.E.Z. di Gorno, che gestisce il gruppo minerario di Gorno in Valle Seriana e di Oltre il Colle in Valle Brembana, pur avendo difficoltà nel collocare i minerali zinciferi, riprende pienamente l'attività ed essendo intenzionata ad aumentare la lavorazione costruisce una lunga teleferica, di circa 5 km, al fine di collegare i vari cantieri delle Valli Seriana e Valle Brembana
(Oltre il Colle), alla laveria di Riso, a Gorno
E' costituita da due tronchi, il primo denominato "Plassa (Oltre il Colle) - Costa Jels (Gorno)", iniziata la costruzione nel 1947 e collaudato nel 1948 ed il secondo "Costa Jels- Laveria Riso", costruito negli anni 1950/51

IL TRONCO "PLASSA COSTA JELS identificata con il n 7

Teleferica del tipo a motore elettrico con 2 funi portanti, che servono al sostegno ed allo scorrimento dei vagonetti ed una traente che imprime loro il movimento continuo - lunghezza mt 4960 - dislivello m. 326 - portata ton 15/h.
54 vagonetti all'ora sono ed il contenuto di ognuno è di Kg. 275 ( peso a vuoto Kg. 165).
Unico tronco con 27 tralicci ( cavalletti) in legno a sostegno e 3 chiamati "passaggi a colmo"
Attraversa terreni in mappa ai Comuni di Gorno, Oneta ed Oltre il Colle.
Stazione di carico in località Plassa, a m 1160 s.l m., costruita in legno.
Nella stessa sì ha la tensione delle funi portanti a mezzo di contrappesi, la tensione della traente, gli apparecchi di aggan¬ciamento e di sganciamento dei carrelli e la linea pensile che porta gli stessi al carico, che avviene con bocche applicate alle tramogge che contengono il minerale.
Stazione di scarico in località Costa Jels, a m.834 s.l m., costruita in legno.
Un argano a motore elettrico comanda la fune traente a mezzo puleggia e contropuleggia. Oltre agli apparecchi di agganciamento vi si trova la linea pensile che è percorsa dai carrelli stessi, i quali scaricano il minerale in un silos con una capacità di 2000 tonnellate.
Nella stazione sono ancorate le funi portanti

Dai dati dell'archivio minerario di Gorno, (Arcchivio di Stato)
Per realizzare questa teleferica furono impiegate 97 persone per la stesura delle funi e 16 persone per il facchinaggio.
Nel documento datato (Gorno 11/2/1948), sono elencate tutte le persone impiegate con tanto di firma autografa e quietanza di pagament.

La teleferica Gorno Oltre il Colle verrà smantellata nel 1972

Citazione:
fabrycjx 2021


Lampada a carburo di acetilene (centilena)

Lampada a carburo di acetilene (centilena)Popolare
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Miniere di Gorno
Nel 1836 il chimico inglese Edmund Davy, durante un processo chimico per isolare il potassio, scoprì il carburo di calcio senza intuirne le vere potenzialità, il gas acetilene fu scoperto veramente nel 1894 da Moisset in Francia e da Thomas l. Wilson, nello stesso anno, negli Stati Uniti.
Il brevetto francese è del medesimo anno, per quello americano si deve aspettare il 1906.
Il carburo di calcio si presenta sotto forma di sassi, di varie dimensioni a seconda della pezzatura di produzione, di colore nero violaceo se non ossidati oppure di colore bianco, rivestiti di uno strato di idrossido di calcio, se sono stati esposti all'aria.
Reagisce rapidamente a contatto con l'acqua generando acetilene e idrossido di calcio,
per questo non è un minerale che si trova in natura ma viene prodotto in speciali forni che raggiungono temperature fino a  3000°c.
E' difficile dire quando sia stata inventata la prima lampada ad acetilene, nel 1894 viene registrato il primo brevetto  inglese di lampada ad acetilene ma è ancora un prototipo molto primitivo.
All'inizio del 1900 troviamo però i primi modelli di lampade destinate soprattutto all'uso in miniera e per particolari impieghi militari.
Nelle lampade, il carburo viene posto nel serbatoio inferiore, mentre l'acqua viene posta nel serbatoio superiore, per mezzo di un apposito regolatore l'acqua cade nel serbatoio inferiore e venendo a contatto con il carburo si scatena la reazione; l'acetilene generato viene incanalato in un apposito beccuccio dal quale esce all'esterno della lampada dando origine alla fiamma di colore bianco intenso, estremamente luminosa  e molto resistente allo spegnimento. per questi motivi è stato impiegato in quasi tutti i settori dell'illuminazione, rappresentando una soluzione innovativa, molto più efficace rispetto agli altri metodi di produrre luce dell'epoca, quali olio, petrolio, candele.

La sua formula chimica è CaC2.
Ogni kg. di carburo produce 4 kwh. Pertanto un quintale di carburo, che occupa all'incirca un volume di 40 litri, accumula 400 kwh.






Vari tipi di lampade a carburo:
http://www.carburo.it/inizio.htm


Citazione:
FABRYCJX 2012

Concessione mineraria di Monte Trevasco

Concessione mineraria di Monte TrevascoPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica22/3/2021 12:10    
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Miniere di Gorno

Miniera di Monte Trevasco

La concessione si trovava in comune di Parre, estesa a Nord fino alla località Scaletta, a Nord-Est fino alle baite del Monte Vaccaro, a Est alla località Monte Alino, a Sud e Sud-Ovest si incuneava tra gli abitati di Parre e Monte Trevasco fino alle sorgenti del torrente Nossa; a Ovest era limitata dalla cascina Faggiola e dalla Cima della Sponda. Fu scoperta ed avuta in concessione nel 1874 da Goudal Gibson con i f.lli Modigliani. Le coltivazioni interessarono dapprima la parte alta della miniera a partire dai cantieri Bedesca e Banchettino, seguiti dai cantieri Costa del Sabbione, Costa e Sponda, abbandonati nel 1895; dal 1897 si coltivarono i cantieri Terusello, Barberino e Perpignano: nel 1902 si aprì il Val Galena Superiore seguito dal Sabbione Superiore e dal Sabbione Inferiore.
Sono noti anche i ribassi Zanni, Alfa (56 metri sotto Val Galena Sup.), Torino (105 metri più in basso).
Nel 1911 gli impianti esterni erano dati da una funicolare automotrice per portare il minerale ai forni dì calcinazione. La produzione continuò fino al 1921 quando, a causa di un'agitazione generale delle maestranze, la miniera venne chiusa. I lavori ripresero l'anno successivo e proseguirono fino al 1933 quando, a causa delle difficili condizioni dell’industria dello zinco, venne nuovamente chiusa fino al 1935. Nel 1936 vennero iniziate 2 gallerie di ricerca in direzione Nord ed Est con scarsi risultati. Seguirono limitati lavori di ricerca ai cantieri Zan, Torino e Galena. La miniera rimase nuovamente chiusa nel periodo bellico e post bellico (1942-1947). Dal 1948 ripresero i lavori di ricerca e vennero eseguite opere di comunicazione e di tracciamento di nuove gallerie. Nel 1950 venne costruita una teleferica tra la miniera di Monte Trevasco e il cantiere Piazza Rossa. Tra il 1960 e il 1962 si iniziò a coltivare con il metodo a sottolivelli e vennero effettuate ricerche nei livelli Seret, Zan e Benedic. Nel 1963 i lavori di ricerca dettero esito favorevole e venne progettata la realizzazione di un fornellone tra i livelli Noble e Zan che venne ultimato l'anno successivo. Negli anni seguenti furono coltivati i livelli Zan, Seret e Galena; vennero fatti lavori di preparazione nei livelli Seret Est, Galena, Zay e nel pannello tra il livello Zan e il livello Benedic. Nel 1969 fu riattivato il livello Alfa; l'anno seguente rientrò in atti- vità anche il cantiere Sabbioni coltivato fino a tutto il 1971. Nel 1972 venne effettuata attività estrattiva di esaurimento ai livelli Galena e Zan; le restanti parti della miniera erano gia esaurite.
I lavori furono definitivamente sospesi nel 1973 e gli operai impiegati nella costruzione della galleria Riso Parina


Inquadramento Geologico Miniera di Monte Trevasco

In questa zona la formazione triassica media risulta in parte completa e in parte mancante del Metallifero; è presente, inoltre, un parziale ricoprimento da parte del Raibliano che aumenta di spessore dalle zone elevate a quelle depresse, in accordo con il pendio. Il Metallifero, che in questa zona presenta uno spessore medio di 60 metri, affiora nella parte alta della concessione, dando luogo ad estesi fenomeni di alterazione detti "brucioni". In questa miniera 1'80% dei corpi minerari è situato nel Metallifero di letto, o appena a tetto della tufite 1 a e 1. Esiste una sola colonna nel Metallifero di tetto (livelli Torino, Galena e Sabbioni).
Le mineralizzazioni, prevalentemente calaminari, sono presenti per lo pìù in corpi strato concordan
ti. La colonna più importante è situata attorno alla tufite la e misura longitudinalmente 30-40 metri, con una potenza variabile tra 15 e i 25 metri. In ordine di importanza, la seconda colonna è situata attorno alla tufite 1, tra le quote 800 e 900 metri; la sua lunghezza è di alcune centinaia di metri, la larghezza varia tra i 15 e i 25 metri e la potenza arriva al massimo a l0 metri. La terza colonna risulta essere formata da lenti mineralizzate non collegate, ma con giacitura concordante.
Nella miniera di Monte Trevasco sono presenti anche mineralizzazioni discordanti, impostate su faglie. Sono note almeno tre mineralizzazioni di questo tipo: una al cantiere Sapello, una al livello Galena e la terza presente al livello Torino, incuneata nella colonna principale. Caratteristica comune di queste mineralizzazioni è che interessano solo le faglie con direzione N-S, che presentano uno sviluppo maggiore; le faglie dirette E-W, di sviluppo limitato, risultano invece sterili.
Tutte le mineralizzazioni di Monte Trevasco sono localizzate sul fianco E di una piega anticlinale con asse impostato grossomodo in direzione N-S.


Guarda la prima concessione mineraria qui



Locomotore Orenstein & Koppel Costa Jels

Locomotore Orenstein & Koppel Costa JelsPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaMINIERE DI GORNO    Ultima modifica21/3/2021 11:28    
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MINIERE DI GORNO

Locomotiva Orenstein & Koppel AG (Nordhausen), Typ MD 1, 11 PS, anno 1939

libretto originale del locomotore di Costa Jels

Anno 1965.
Locomotore monocilindrico con motore a scoppio, combustibile nafta pesante, in uso fino a metà anni 60 a Costa Jels in comune di Gorno.
Alla guida della carovana il nostro compaesano Maninetti Lucio, il padre aveva l'appalto
per il trasporto del minerale, iniziato con il traino tramite muli.

I binari erano del tipo Decauville, con scartamento di 60 centimetri, sono comunque stati rinvenuti nei punti più angusti delle gallerie, binari con scartamento da 50 centimetri per vagonetti spinti a mano.

(foto gentilmente concessa dal sig. Maninetti Lucio)
Citazione:
FABRYCJX 2012

Fugazzola Mario

Fugazzola MarioPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaPersonaggi    Ultima modifica20/3/2021 20:38    
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Fugazzola Mario Nato il 12 febbraio 1933 scultore, pittore, poeta.
Operaio specializzato in saldatura ha lavorato prima nell’officina meccanica
delle miniere di Gorno, in seguito ha continuato la sua mansione nello stabilimento
per la produzione di zinco elettrolitico a Ponte Nossa.
Oggi in pensione, abita sempre a Gorno nel villaggio minerario di Campello.
La sua passione per questo lavoro lo ha portato a creare opere bellissime in ferro.
La tecnica maggiormente usata è il riporto o l’asportazione di metallo con saldatrice ad arco.
ha dipinto quadri, purtroppo la maggior parte andati distrutti in un incendio del suo laboratorio.

Mario Fugazzola ci ha lasciato il 7/11/2013

ha scritto in oltre poesie molto divertenti
eccone una:

      LA BALLATA DELL’OPERAIO

Ricorda Mario, fai il tuo dovere, lo so che non ti fa piacere,

oltre la famiglia più di un impiegato devi mantenere.

Un giorno sono stato sfortunato, mi sono ammalato,

il medico della mutua mi si è presentato forse ho commesso un reato.

Cerca di capire di libertà provvisoria si può anche morire.

Che cosa ci vuoi fare torna a lavorare.

Il delinquente sì, si può perdonare, ma l’operaio no, lui deve lavorare,

deve accettare la sfida, magari la lettera di diffida.
Che cosa ci vuoi fare, torna a lavorare.

Ma io sono disoccupato. Ma cosa vuoi? Non hai nessuno da mantenere,

qualcuno ci ha già pensato ha messo un robot a fare il tuo mestiere.

Ma quale casa? Non vedi che è un solaio!
Ma cosa vuoi ancora, sei un operaio!

Fai un po’ come ti pare torna a lavorare!

Impiegati e dirigenti ce ne sono dappertutto,
in paesi e città,

ma chi lavora è sempre l’operaio qua.

A mezzogiorno se vuoi campare alla mensa devi mangiare.

Un giorno dopo aver mangiato porcherie all’assemblea volevo dire le mie,

ma ero troppo, troppo debole di calorie.

Ma sei impazzito? Alle nove vuoi firmare?
Sei un operaio, alle otto devi timbrare!

Non fare il cretino guarda il cartellino,
ormai sei schedato, quarantacinque hai stampato.

Lavoro il ferro, qualche volta mi lamento
però mi sento al sicuro,
in tanti mi stanno a guardare;
confesso non mi fa piacere,
la legge me li fa mantenere

lavorare, lavorare……..presto vado in pensione, penso alla liquidazione,

sei un operaio,anche se c’è la differenza non è che rimani senza.

Che cosa ci vuoi fare torna a lavorare…..

Però sono stato fortunato, mi hanno anche decorato, mi hanno dato la medaglia,

credevo fosse un trucco, tornato a casa alla sera m’accorsi che era vera.

Il giorno dopo tanto per cambiare
son tornato a lavorare.



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fabrycjx 2012

PIETRO GUERINONI

PIETRO GUERINONIPopolare
Inviato dafabrycjxAltre foto da fabrycjx   CategoriaPersonaggi    Ultima modifica18/3/2021 18:27    
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PIETRO GUERINONI
(Pierì Barbù)
Si battè con forza, ma senza armi, affinchè a Gorno giungesse l'energia elettrica.
A Gorno è rimasto il detto: la luce fù grazie a Zay Ernesto e Pierì Barbù!
Le prime luci a Gorno si accesero il 20 dicembre 1908  grazie a questi peronaggi;( Zay Ernesto era l'allora direttore delle miniere di Gorno),  mise a disposizione della comunità parte dell'energia prodotta dalla centrale idroelettrica delle miniere, su accanita insistenza di Pietro Guerinoni.

Citazione:
fabrycjx 2012

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