Cenni Storici

LA VALLE  DEL  RISO

 

            I comuni di Gorno e Oneta con le loro rispettive contrade, sono situati nella Valle del Riso, anticamente “Valgorno” . Così la descrive Mairone da Ponte nella sua “Aggiunta alle osservazioni sul dipartimento del Serio”, edita nel 1803:”La Valgono è la prima delle vallette tributarie, che s’incontra superiormente di Vertova. Essa vi insiste perpendicolarmente dall’ovest, ed è bagnata dal fiumicello Riso “.

            Nello schizzo cartografico della Valle Seriana, che inizia a Bergamo e termina a Ardesio, disegnato da Leonardo da Vinci nei primi anni del ‘500, dove le località sono scritte “a specchio”, si nota la suddetta Valle con i nomi dei comuni “Ghoren “ e “d’oneta”. Questo documento è conserva-

to  nella biblioteca  reale di Windsor in Inghilterra.

            Ai primi anni del ‘900 la Valgorno (o Val di Gorno) è già chiamata Valle del Riso.      A.Bonzano nel suo libro “La Valle Seriana” edito nel 1905 scrive “Discendendo da Ponte Nossa, lungo la strada provinciale un chilometro  circa, si trova un fiumicello che, scorrendo da una valletta che s’addentra nella giogaia dei monti a destra del Serio, quivi si getta nel fiume. Il fiumicello in parola è denominato Riso; e la valletta nella quale essa scorre, Valle del Riso”.

            Amleto Battaglia nella rivista “Arte Nostra” dell’8 agosto 1932 in un articolo dal titolo “Ombre e luci in Val di Riso” scrive “Così l’Alben, gigante fiero non mai domo, veglia in silenzio la valle che si stacca ai suoi piedi e si dilata, si insinua, si allunga, si restringe per poi sboccare nella Val Seriana, come figlia che aneli a ricongiungersi alla madre... La Val del Riso è dunque uno dei luoghi di questa provincia Bergamascasca così varia, industre e laboriosa che merita almeno l’onore di una visita...Gorno, Barbata, Chignolo, Oneta, Cantoni sono troppo vicine l’una all’altra che si guardano, occheggiano, si scambiano con la voce garrula ed irrequieta dei loro campanili ad ogni alba e ad ogni tramonto il saluto dell’Ave, che si effonde talvolta in un concerto argentino e carezzevole, che non ha nulla di umano”.

            L’inizio della Valle del Riso,”entrando” dalla provinciale, alla fine degli anni quaranta cambia aspetto a seguito della costruzione dello stabilimento elettrolitico

            Vittore Baccanelli in un articolo sul quotidiano “L’Eco di Bergamo” del 3 novembre 1949 dal titolo “Fari nella notte sui cantieri SAPEZ in Val del Riso” scrive “Chi visita la Valle Seriana è pregato di fare una capatina alla Valle del Riso, per farsi un’idea dei lavori che ivi sono stati iniziati dalla Società Mineraria Anonima Piombo e Zinco (S.A.P.E.Z) proprietaria delle miniere di zinco e piombo di Gorno, Oneta e Oltre il Colle. I lavori sono relativi al progettato impianto dello stabilimento elettrolitico... Di notte il cantiere è illuminato da potenti fari che irradiano la loro luce ai vari settori di lavoro. Lo spettacolo è veramente singolare e nuovo nella Valle del Riso... E’ pure molto avanzata l’opera di raccordo ferroviario che a mezzo di una galleria congiungerà l’erigendo stabilimento colla ferrovia Valle Seriana \r\nalla stazione di Nossa”.

            Nella nostra Valle pertanto, se pure in una parte limitata di essa, per alcuni anni è transitato il treno, anche se la destinazione era “privata” e limitata al trasporto delle merci e non dei passeggeri.

            Con la costruzione dello stabilimento elettrolitico venne variato il corso originale del torrente Riso: in pratica venne costruito mediante scavo in roccia un nuovo alveo, più basso rispetto al precedente, della lunghezza di circa 530 metri lineari; diversamente avrebbe \r\noccupato la parte centrale dove  poi venne ubicato lo stabilimento. A seguito di questa “variazione” venne abbandonata la vecchia carrozzabile costruendone una nuova, con inizio circa alla località “Valle Rogno” fino al Ponte di Riso.            

 

 

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